Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Madrid schiaccia le Borse Ue

Il fondale di scena resta quello: il rischio dell’uscita di Atene dall’euro. Poi, di volta in volta, i diversi attori si scambiano la parti. Ieri, paradossalmente, la Borsa ellenica ha vestito i panni della «star» (+6,8%). L’indice, in scia alla notizia dei 18 miliardi di aiuti dell’Efsf alle quattro principali banche del Paese, è stato spinto dai titoli finanziari. Quel comparto finanziario che, al contrario, in Spagna è crollato (-3,8%), affossando l’Ibex (-2%) ai minimi da 9 anni. Un calo che ha depresso un po’ tutte le Borse europee: da Milano (-0,6%) a Francoforte (-0,1%) fino a Parigi (+0,04%). La sola Londra ha resistito meglio (+0,2%). A ben vedere, in mattinata, i mercati del Vecchio continente erano partiti bene. Gli investitori, pur consapevoli della spada di Damocle del debito spagnolo, erano evidentemente più concentrati sull’asta dei titoli di stato Italiani. Un collocamento che, dopo qualche scossone, i listini hanno comunque digerito.
I «buoni» italiani
Il menù di giornata prevedeva, da un lato, la vendita fino a 3,5 miliardi di CTz; e, dall’altro, due “tranche” di BTp€i. Ebbene: rispetto ai Certificati di credito a 2 anni è stato venduto il massimo ammontare previsto (3,5 miliardi). «La domanda (1,6 il rapporto di copertura) è stata buona – dice Enrico Vaccari, gestore di Consultinvest Sgr -, tenendo in conto anche l’attuale difficile contesto». In rialzo poi, ma questo era atteso, il rendimento: lo yield è salito al 4,037%, il massimo dal dicembre scorso. Una crescita che ha contraddistinto anche i BTp legati all’inflazione Ue: la scadenza 2016 (417,5 milioni assegnati) ha visto il saggio salire al 4,39%; quella del 2017 (332,5 milioni) al 4,6%. «Anche in questo caso – afferma Chiara Manenti, di Intesa Sanpaolo – la domanda è stata positiva. Tuttavia, l’attenzione va rivolta al rialzo del rendimento del CTz».
La curva dei rendimenti
Vale a dire? «Nelle ultime sedute c’è stato un appiattimento della curva dei rendimenti, con la crescita degli yield nelle duration più brevi». Si tratta di un movimento che «desta delle preoccupazioni: da venerdì scorso, sulle scadenze a 2 anni, lo spread BTp-Bund è salito», secondo il terminale Bloomberg, «di ben 26 punti base». «Bisogna, però, ricordare – fa da eco Vaccari – che questo trend è anche, e soprattutto, l’effetto di variabili esterne all’Italia». I forti timori sulla Spagna, oltre all’attesa per le nuove elezioni politiche in Grecia, «mettono inevitabilmente sotto stress i collocamenti dei Paesi periferici». A ben vedere, «le nostre emissioni nette – riprende la Manenti – sono negative. Cioè, da qui alla fine dell’anno i rimborsi saranno maggiori rispetto alle nuove vendite sul mercato primario». E tuttavia, questa «posizione strutturale positiva» potrebbe perdere di peso se ci saranno sempre più focolai d’incendio anche a Madrid.
Gli spread in Europa
Già, Madrid. Ieri, alle notizie sulle possibili richieste di aiuti della Catalogna (la più ricca regione della Spagna) e dei nuovi 19 miliardi per Bankia, si è aggiunta quella che nessuno, solo un anno fa, avrebbe pensato: il Governo spagnolo potrebbe chiedere l’aiuto al Fondo salva-Stati. Un rumor, poi smentito, che comunque ha spinto all’insù il differenziale iberico: lo spread ha chiuso a 511 punti base. Un balzo elevato (era 496 venerdì scorso) che sì ha messo sotto pressione gli indici azionari, ma non ha creato (per ora) troppi sconquassi sul fronte degli altri titoli di Stato decennali. Il differenziale BTp-Bund, ad esempio, ha chiuso a 435 basis point (5,71% il rendimento del titolo italiano) contro i 430 dell’ultima seduta. Il mercato ha già scontato il nuovo stress? Non proprio. Ieri era chiusa Wall Street. E, si sa, sono gli americani, oltre agli inglesi, di solito a «impallinare» Eurolandia.

Print Friendly, PDF & Email

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Tocca ad Alfredo Altavilla, manager di lungo corso ed ex braccio destro di Sergio Marchionne in Fca...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

I mercati incassano senza troppi scossoni la decisione della Fed di anticipare la stretta monetaria...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

È sempre più probabile che non ci sarà alcun nuovo blocco - anche parziale - dei licenziamenti n...

Oggi sulla stampa