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M&A, timidi segnali di ripresa in Italia

Riprendono quota le fusioni e acquisizioni in Italia. I primi tre mesi del 2013 confermano i segnali positivi intravisti nel finale del 2012. Secondo Kpmg, nel primo trimestre sono state infatti chiuse 51 operazioni per 3,5 miliardi di euro. Quasi tre volte il valore dei primi tre mesi dello scorso anno (a 1,3 miliardi).
Se alle operazioni già perfezionate si aggiungono anche quelle annunciate (non formalmente chiuse), come l’acquisizione da parte del colosso Usa General Electric della divisione militare e civile di Avio per 1,9 miliardi, e l’acquisizione di Marazzi per mano dell’americana Mohawk per 850 milioni, il controvalore di questo primo scorcio d’anno sale a 6 miliardi. «Negli ultimi mesi abbiamo visto segnali interessanti che potrebbero preludere ad una inversione del trend negativo che ormai caratterizza il mercato italiano da tre anni. Ma ora le incertezze legate all’instabilità del quadro politico rischiano nuovamente di rallentare la fiducia degli operatori» spiega Max Fiani, partner di Kpmg Corporate Finance.
Il ritorno del cross border
Il dato più incoraggiante è il ritorno delle operazioni cross border. In particolare le acquisizioni di Cerved da parte di Cvc Capital per oltre 1,1 miliardi; la cessione della partecipazione in Ecorodovias da parte di Impregilo alle brasiliane Primav e Btg Pactual per 1 miliardo; infine l’acquisizione da parte di Fincantieri del 50% di Stx Osv (società norvegese quotata a Singapore e leader nei mezzi di supporto all’estrazione di petrolio e gas) per 455 milioni, con Opa residuale. Guardando ai settori, il consumer market con 14 operazioni si conferma il più dinamico in termini di volumi, insieme al settore industriale (12 operazioni). I due settori con 26 operazioni esprimono la metà dell’M&A italiano. Tra le operazioni più interessanti sotto il profilo industriale, si segnalano l’acquisizione di Bistefani da parte di Bauli e l’ingresso di Luxottica in Salmoiraghi&Viganò con un investimento di 30 milioni. Il settore dell’energia continua a mostrare vivacità: con l’aggregazione tra la bolognese Hera ed Acegas-Aps (municipalizzate di Trieste e Padova) alla quale dovrebbe fare seguito l’ingresso nel capitale da parte del Fondo Strategico Italiano. Inoltre Erg acquisirà dalla britannica International Power (Gdf Suez) l’80% di Ip Maestrale. Sul fronte private equity si registrano le due maggiori transazioni; oltre all’acquisizione di Cerved messa a segno da Cvc, va evidenziata la quota dell’1,9% di UniCredit passata al fondo Usa Blackrock. Meritano inoltre di essere citate le acquisizioni del 24% di Sagat, società di gestione degli aeroporti di Torino e Firenze, da parte del fondo F2i, per 30 milioni e del 15% di Surgital (pasta fresca surgelata), portata a termine dal Fondo Italiano di Investimento.
La classifica Thomson
L’operazione Cerved ha influito anche sulle classifiche degli advisor finanziari e legali. Il ranking di Thomson delle operazioni completate vede, tra le banche, ai primi tre posti Banca Imi (Intesa Sanpaolo), Bnp Paribas e Lazard seguite da Deutsche Bank, dalla boutique Eidos Partners e da Hsbc. E anche tra gli studi legali l’operazione Cerved ha tenuto banco e ha fatto issare ai vertici della classifica dei tre mesi gli studi Tremonti Vitali Romagnoli, Pirola e Gattai Minoli. Tra gli altri deal che hanno influenzato il ranking c’è stata anche l’acquisizione di Stx da parte di Fincantieri e quella di Dytech da parte dei giapponesi di Tokai. La classifica cambia invece se si guarda anche alle operazioni annunciate e non formalmente chiuse, tra le quali c’è la fusione Atlantia-Gemina. Tra gli advisor finanziari recuperano infatti posizioni Goldman Sachs, Jp Morgan, Mediobanca e Barclays, mentre tra quelli legali si conferma la leadership dei tre maggiori studi italiani: cioè Bonelli Erede Pappalardo, Chiomenti e Gianni Origoni Grippo. Ora si attende uno sprint nel secondo trimestre dell’anno. Tra le operazioni che potrebbero essere annunciate nei prossimi mesi ci sono la cessione di Pomellato, le dismissioni di Ansaldo Breda, Sts ed Energia da parte di Finmeccanica e la vendita della Banca della Svizzera Italiana da parte di Generali.

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