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“Ma sul falso in bilancio l’occasione è persa”

Si poteva e questa volta si aveva l’occasione per fare di più. «La legge anti corruzione è comunque un passo avanti ma è un’occasione persa». Per Giulia Bongiorno, presidente della commissione giustizia della Camera, dove approda il ddl licenziato ieri dal Senato con voto di fiducia,
spiega a Radio Capital come il testo è stato progressivamente “svuotato”, rischiando così di trasformarsi in una legge meno efficace
del previsto.
Un disegno di legge che gli italiani hanno chiesto a gran voce. Ma a causa delle novità introdotte nel testo, la metà dei processi per concussione sarebbe a rischio.
«Questa legge si deve votare perché costituisce comunque un passo in avanti. Tutti ci siamo resi conto di quanto sia stato difficile portare avanti una legge anticorruzione. Per questo la si sarebbe dovuta usare come veicolo per introdurre nuovi reati. Sarebbe dovuta essere lo strumento per combattere questa Tangentopoli incessante. Le figure presenti del ddl invece, non combatteranno in maniera efficace molti reati. Per questo penso sia un’occasione persa».
Una Tangentopoli incessante?
«Si. Questa che stiamo vivendo non è una Tangentopoli due. Tangentopoli esiste da sempre e per questo, in questo testo, ci sono luci ed ombre».
Ci fa un esempio?
«Tutte queste corruzioni spesso trovano il denaro con cui fare affari nei bilanci delle società. Se un Paese non fa una buona legge che tuteli questi conti è chiaro che è come se lasciassimo una enorme cassaforte aperta, dove tutti possono prendere del denaro ed usarlo nel peggiore dei modi. Fare una legge contro la corruzione e dimenticare di riscrivere bene il falso in bilancio, significa fare una legge verso cui tutti applaudiamo, ma nello stesso tempo significa perdere l’occasione di chiudere quella cassaforte».
Il presidente della Camera Gianfranco Fini ha detto: “Tutta colpa del Pdl”.
«Nella commissione giustizia che presiedo c’è sempre stata una spaccatura. Il Pdl è sempre stato contrario all’introduzione di figure di reato come un nuovo falso in bilancio».
Lei è anche firmataria di una proposta di legge che vieterebbe l’ingresso in Parlamento ai condannati in via definitiva per reati con pena superiore ai tre anni.
«Non c’è grande interesse verso questa mia proposta. Non è stata neppure calendarizzata la discussione. Ma credo che un partito non abbia bisogno di una legge per fare selezione al suo interno. Ci sono regole non scritte che vanno rispettate anche in assenza di leggi».

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