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M&a, la pandemia è alle spalle: il settore registra un +225%

In un mondo ancora alle prese con focolai di infezione covid e varianti pericolose e in grado di generare nuova instabilità, nonostante le vaccinazioni, il settore dell’M&a sembra essersi scrollato di dosso ogni timore e registra un nuovo trimestre di forte crescita. Anzi, fortissima. È quanto emerge dall’aggiornamento sul secondo trimestre del report del centro studi Mergermarket relativo all’andamento del settore del merger& acquisition nel mondo, pubblicato pochi giorni fa.

Il valore globale delle M&a, nel mondo, ha raggiunto nella prima metà dell’anno (1H21), i suoi nuovi livelli massimi. Nel secondo trimestre del 2021 è cresciuto di oltre il 225% su base annua, a 1,6 miliardi di dollari rispetto ai 475,3 miliardi di dollari del 2Q20. Con quasi 3 miliardi di dollari di valore totale delle operazioni registrate dall’inizio dell’anno, la prima metà del 2021 ha rappresentato il semestre più attivo di sempre. Sulla scia del più lungo trend di crescita del mercato borsistico della storia, e in un contesto di tassi d’interesse costantemente bassi, gli acquirenti strategici e finanziari hanno infatti a disposizione ampie riserve di liquidità e opzioni di finanziamento del debito interessanti per portare avanti significative operazioni di M&a. Queste condizioni euforiche, e una prospettiva economica globale più brillante, stanno spingendo le valutazioni verso l’alto.

Tra le preoccupazioni per l’aumento dell’inflazione, la prima metà del 2021 ha registrato un nuovo massimo per il numero di transazioni superiori a 2 miliardi di dollari, con 161 operazioni registrate nel primo trimestre e 143 nel secondo trimestre, tra cui la l’unione da 96,1 miliardi di dollari dei due colossi dell’infoteinment, Warner Media e la statunitense Discovery, ma anche grazie allo spin off da 62,8 miliardi di dollari della statunitense Dell della sua quota dell’81% nel fornitore di software VMware, e per effetto dell’acquisizione da 46,2 miliardi di dollari della olandese Prosus del gruppo sudafricano Naspers.

Sul fronte del Private Equity, l’acquisizione da 30 miliardi di dollari di Medline Industries da parte di un consorzio composto da Blackstone Group, Carlyle Group, Hellman & Friedman e GIC è il più grande leverage buyout (Lbo) da quando Blackstone Real Estate Partners ha rilevato per 37,8 miliardi di dollari Equity Office Properties Trust nel novembre 2006.

Anche se l’attività globale di M&a nel secondo trimestre ha perduto parte della frenesia che ha caratterizzato il primo trimestre, un’area che non mostra segni di indebolimento è il settore tecnologico. Con 466,1 miliardi di dollari di operazioni registrate, il 2Q21 ha superato la già impressionante attività del primo trimestre (364,6 miliardi di dollari). Con 830,6 miliardi di dollari, il dealmaking tecnologico dell’anno in corso ha già superato l’attività dell’intero anno 2020 di 816,5 miliardi di dollari.

L’attività globale del private equity raggiunge nuovi record. Con 342 operazioni di buyout per un valore di 107,8 miliardi di dollari, il settore rappresenta quasi un terzo di tutte le operazioni condotte dagli sponsor (31%) finora quest’anno. L’attività globale degli sponsor finanziari ha registrato il suo più alto semestre da record con un robusto valore di buyout di 487,3 miliardi di dollari attraverso 1.095 operazioni. Il secondo trimestre del 2021 ha addirittura superato le cifre eccezionali del trimestre precedente, con 263,9 miliardi di dollari su 521 buyout a livello globale, il valore trimestrale più alto dalla crisi finanziaria globale.PUBBLICITÀ

Europa. Il settore M&A transfrontaliero europeo prende slancio. In linea con la crescita globale, l’M&a nel mercato Emea ha continuato a rimbalzare nella prima metà del 2021 con 5.374 accordi per un valore di 720,5 miliardi di dollari, che rappresentano un aumento dell’81,1% rispetto ai 397,8 miliardi di dollari registrati nel 1H20.

L’Europa ha visto 73 accordi per un controvalore di almeno 1 miliardo di dollari negli ultimi tre mesi (contro 62 accordi nel 1Q21). I megadeal hanno visto un leggero aumento con cinque accordi annunciati per più di 10 miliardi di dollari nel 2021. Questo include il tie-up da 37,1 miliardi di dollari tra le società immobiliari tedesche Vonovia e Deutsche Wohnen – il più grande accordo annunciato in Europa quest’anno. In Europa, 6 delle 10 maggiori operazioni hanno coinvolto un investitore straniero, portando la cifra totale europea in entrata a 181,5 miliardi di dollari in 747 operazioni contro le 645 operazioni del valore complessivo di 87,2 miliardi di dollari nel primo semestre del 2020. Nel frattempo, l’M&A in uscita ha raggiunto i 182,1 miliardi di dollari nel primo semestre di quest’anno, dopo un’impennata dell’attività nel secondo trimestre. Ciò equivale a un aumento di 3,5 volte rispetto alla cifra del primo semestre del 2020 (51,7 miliardi di dollari).

Il settore tecnologico rimane il più attivo nella regione con 1.553 accordi tecnologici annunciati finora quest’anno, che rappresentano poco più del 30% dell’attività totale nel continente. Il più grande deal nel settore rimane l’acquisizione da 7 miliardi di dollari del mercato automobilistico online britannico Cazoo, annunciato a marzo. L’e-commerce ha visto un’impennata dell’attività quest’anno, con quasi 30 miliardi di dollari spesi in imprese di e-commerce e marketplace online nel 2021 – rispetto ai 10,6 miliardi di dollari di tutto il 2020.

L’attività degli sponsor continua a salire in Europa, guidata da operazioni di alto profilo come l’investimento di 20 miliardi di dollari in Autostrade per l’Italia da parte di Cassa Depositi e Prestiti, Blackstone Infrastructure Partners e Macquarie Infrastructure & Real Assets a marzo. Ciò ha spinto l’attività degli sponsor europei all’incredibile cifra di 225 miliardi di dollari – solo marginalmente dietro ai 262,4 miliardi di dollari visti nell’intero 2020. Si prevede che l’attività di private equity rimarrà intensa nei prossimi mesi, come dimostra l’offerta della società di private equity statunitense Clayton Dublier & Rice per il supermercato britannico WM Morrison a giugno o i recenti approcci fatti dai fondi di private equity per la società di telecomunicazioni olandese Kpn.

Italia. Per quanto riguarda il mercato italiano la classifica degli studi legali più attivi nel primo semestre 2021 vede per valore al primo posto con 31 operazioni per un controvalore di 36,9 miliardi dollari Gianni & Origoni (+ 11 posizioni rispetto al 1H 2020), seguito da Chiomenti (con 29 operazioni) con 32,3 miliardi dollari (era 21 nel 1 H 2020). Terzo posto per Sullivan & Cromwell, studio coordinato in Italia da Oderisio de Vito Piscicelli (28 miliardi dollari con 3 operazioni), che perde una posizione rispetto allo stesso periodo del 2020. Quarto, lo studio internazionale White&Case (27,6 miliardi dollari con 11 operazioni), rappresentato in Italia da Michael Immordino, che conquista 9 posizioni rispetto alla prima metà del 2020.

Per quanto riguarda la classifica degli studi legali per numero di deal conclusi, al primo posto di piazza Pedersoli con 32, in crescita rispetto al 3 posto del 1H 2020. Dopo Gianni&Origoni e Chiomenti al 4° posto si piazza Legance Avvocati Associati (27 deal): lo studio guidato da Alberto Maggi è in crescita di 6 posizioni rispetto allo stesso periodo del 2020.

«Dopo un 2020 profondamente influenzato dalla pandemia, la prima metà del 2021 ha mostrato segni incoraggianti di ripresa dell’attività di M&A, sia in termini di numero di operazioni sia di controvalore dei deal», dice Alfredo D’Aniello, partner del dipartimento Corporate M&A dello studio legale Gianni & Origoni, studio che è stato coinvolto in alcuni dei principali dossier del settore e sono diverse le operazioni rilevanti che abbiamo seguito in questi primi sei mesi dell’anno. Tra queste, l’assistenza a Fsi che ha agito di concerto con Castor nell’offerta pubblica di acquisto sulle azioni di Cerved; l’assistenza a SIA nel progetto di integrazione in Nexi; e l’assistenza a Cedacri in relazione all’acquisizione da parte del fondo inglese Ion.

«In questo contesto, lo studio conferma la sua leadership, con una presenza ormai consolidata nei primi posti dei rankings ed un forte riconoscimento da parte del mercato. Guardiamo con ottimismo alla seconda parte dell’anno. La pipeline di dossier aperti è particolarmente promettente ed i fondi di private equity sono estremamente attivi e pronti a cogliere le opportunità offerte dal mercato, grazie alla liquidità a disposizione per gli investimenti. Sicuramente un Governo solido e l’approvazione del Pnrr contribuiscono a creare un contesto positivo per gli investimenti nel nostro Paese e favoriscono la fiducia di imprenditori e investitori. In particolare, l’attuazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza potrà certamente contribuire a migliorare la competitività di intere industrie e filiere del nostro Paese, favorendo al contempo le operazioni di finanza straordinaria».

Positiva anche la performance di Pedersoli Studio Legale, impegnato tra gli altri con Intesa Sanpaolo nella cessione dell’attività merchant acquiring di Ubi Banca (Gruppo Intesa Sanpaolo) a Nexi, nell’assistenza ai Soci di Sportswear nella cessione a Moncler della partecipazione pari al 70% detenuta in Sportswear, società titolare del marchio Stone Island e ancora di Intesa Sanpaolo Vita nell’acquisizione dal gruppo Bnp Paribas del 100% di Cargeas Assicurazioni, compagnia assicurativa danni operante nel settore della bancassicurazione, prevalentemente tramite la rete bancaria di Ubi Banca e di Exor nell’investimento per diventare azionista al 24% di Christian Louboutin, uno dei più grandi marchi di lusso globali indipendenti al mondo.

«C’è stato un contesto ricco di opportunità con una importante attività da parte di società italiane e fondi di Private equity sia sul territorio nazionale sia sulle principali piazze internazionali. Il nostro posizionamento deriva principalmente dall’avere ottenuto un work-flow significativo su entrambi i fronti, sia da parte di clienti consolidati sia da parte di nuovi clienti che sono arrivati anche attraverso un network di collaborazioni non esclusive che tradizionalmente intratteniamo con primari studi internazionali con cui abbiamo consuetudini di vecchia data e che ci consentono, attraverso team multidisciplinari ad hoc sulla base delle specifiche necessità, di dare assistenza anche in operazioni cross border», spiegano Alessandro Marena e Ascanio Cibrario, equity partner di Pedersoli Studio Legale. «Assistiamo senza dubbio alla continuazione di un trend positivo del mercato large cap attraverso operazioni importanti di de-consolidamento o investimento ma anche molta attività nel mercato mid cap che è da sempre un mercato su cui in Italia vi è un grande interesse. Infatti nonostante la crisi dovuta alla pandemia ci sembra ancora vivo l’interesse degli investitori esteri per le imprese di eccellenza italiane. Certo alcune strutture contrattuali sono cambiate – si pensi al sempre maggior utilizzo di meccanismi di earn out o di vendor loan cosi come altre strutture che consentano di massimizzare alcuni effetti negativi dovuti al rallentamento economico – ma nel complesso le imprese italiane solide e di successo che hanno retto alla crisi dovuta alla pandemia e che hanno deciso di aprire il capitale per operazioni di espansione e crescita non hanno avuto difficoltà a suscitare l’interesse di investitori esteri.

Non c’è dubbio che il Pnrr abbia contribuito e contribuirà a seguito della sua piena attuazione a migliorare la competitività delle nostre società spingendo verso l’inter- nazionalizzazione e favorendo la ripresa economica e certamente come logica conseguenza anche lo sviluppo di operazioni di M&A. Il Pnrr sarà poi di giovamento anche per le Pmi consentendo di operare in un tessuto economico, giuridico, amministrativo e infrastrutturale più idoneo e competitivo per consentire a queste eccellenze di competere più agevolmente sui mercati dove operano» aggiungono.

Positiva anche la performance di Chiomenti, che nel primo semestre 2021 ha saputo confermare il proprio ruolo di riferimento per imprese e investitori, sia italiani sia stranieri. Lo studio è stato presente nelle principali opa promosse in Italia nel primo semestre 2021 figurando al fianco del veicolo costituito dalla famiglia Gavio e da Ardian nell’Opa finalizzata al delisting di Astm, nonché al fianco di Intesa Holding nell’Opa promossa da Nb su Sicit e di Ion nell’Opa totalitaria su Cerved. Inoltre, ha assistito il cda e gli indipendenti di società target oggetto di Opa, come Carraro e Guala Closures, e stanno assistendo il Cdae il Comitato Opc di Cattolica nell’Opa promossa da Generali. Da segnalare, infine, le assistenze su dossier di rilevanza strategica nazionale come quella prestata in favore del cda di Atlantia sui profili societari connessi alla vendita di Aspi al Consorzio Cdp, quella prestata a Mediaset per la chiusura dell’accordo con Vivendi e quella in favore di Kkr per l’investimento in FiberCop.«Il settore dell’M&A è influenzato dall’andamento delle borse e dalla fiducia degli investitori nelle prospettive di crescita stabile dell’economia reale. In fasi di andamento borsistico favorevole, è normale assistere a un intensificarsi delle operazioni di M&A. A ciò si aggiunge il fatto che il nostro Paese sta vivendo un momento di forte credibilità internazionale grazie al ruolo assunto da Mario Draghi e ciò contribuisce enormemente all’attrattività di nuovi capitali esteri, anche in considerazione dei nuovi scenari macroeconomici che si stanno delineando nell’Europa post-Brexit» dicono Massimiliano Nitti, partner e a capo del dipartimento societario, e Marco Maugeri, partner di Chiomenti.

Quanto al futuro «le nostre aspettative per la seconda parte dell’anno sono positive. Molto dipenderà dalla efficacia delle vaccinazioni in corso e dalla capacità dei Governi di fronteggiare le sfide imposte dalla pandemia. Bisognerà valutare ovviamente anche l’andamento delle principali variabili macroeconomiche (pensiamo, soprattutto, all’inflazione). Ma siamo convinti che le riforme strutturali in atto, il clima di coesione che sembra respirarsi a livello europeo e la liquidità presente nel sistema manterranno l’humus ideale per il mercato dell’M&A. In tale scenario, è di centrale importanza farsi trovare pronti per cogliere le opportunità che si presenteranno, con organizzazioni internamente coese e con la disponibilità di team multidisciplinari integrati: e lo Studio è perfettamente attrezzato al riguardo. Lo Studio avrà poi sicuramente un ruolo da protagonista nei prossimi mesi nell’assistenza a società e fondi di private equity nei settori che prevediamo saranno quelli più movimentati: il settore delle infrastrutture e quelli in cui sono in corso processi di consolidamento (come ad esempio quello bancario). Il Pnrr prevede riforme strutturali che guideranno una crescita del Pil attesa ai livelli di boom economico. Il mercato dei servizi legali nelle operazioni di M&A dovrà adeguarsi per fornire a operatori nazionali e internazionali sempre più sofisticati un’assistenza che sia all’altezza delle sfide che il futuro riserva».

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