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M&a, il 2015 sarà l’anno delle operazioni da record

L’anno in corso promette di superare il record storico del 2007 per quanto concerne il settore delle fusioni e acquisizioni. Cancellando così la lunga crisi, grazie anche ai tassi ai minimi storici che favoriscono il ricorso all’indebitamento per condurre in porto le operazioni. Un’opportunità di crescita per gli avvocati d’affari, alla ricerca di nuove fonti di business per fronteggiare la debolezza persistente dell’immobiliare e del comparto energetico.

Primo trimestre con il vento in poppa

Secondo la consueta indagine di Mergermarket, nel primo trimestre a livello mondiale sono state registrate 3.213 offerte a livello mondiale, per un valore di 719 milioni di dollari, che risulta in crescita del 13,4% rispetto all’analogo periodo del 2014.

Dunque, la ripresa internazionale avanti e le aziende hanno ricominciato a considerare la possibilità di crescita per linee esterne. In particolare arrivano segnali di ripresa del comparto consumer (che torna su livelli che non si vedevano dal 2008, con deal per un valore di 142,2 miliardi di euro), che potrebbe essere letto come un ulteriore step della ripresa, che ha esteso la sua influenza dall’ambito più strettamente finanziario a quello dei consumatori finali. In controtendenza si è mosso il comparto Energy, Mining & Utilities (-13,4% rispetto allo stesso periodo del 2014, per un valore di 72,8 miliardi di dollari). Un risultato per altro prevedibile, considerando la crisi che sta investendo il settore alla luce del forte calo dei prezzi petroliferi.

In queste condizioni in pochi azzardano acquisizioni, in attesa di multipli più allettanti tra qualche tempo.

Sullivan & Cromwell davanti a tutti

L’operazione più importante del primo scorcio del 2015 (58 miliardi di dollari), a livello mondiale, ha riguardato proprio il segmento dei beni di consumo con la maxi fusione tra Heinz e Kraft, dalla quale nascerà la terza più grande azienda alimentare del Nord America e la quinta al mondo. L’assistenza legale a Kraft ha contribuito a portare Sullivan & Cromwell sulla vetta degli studi legali internazionali, con un grande balzo in avanti rispetto alla 15esima piazza occupata nel primo trimestre del 2014. Il trimestre dello studio newyorkese si chiude con 31 deal seguiti per un valore complessivo di 146,7 miliardi di euro. Mentre gli studi Kirkland & Ellis e Cravath, Swaine & Moore, che hanno affiancato Heinz, si piazzano rispettivamente al quinto e al settimo posto per valore delle operazioni concluse.

La piazza d’onore va a Davis Polk & Wardwell, che ha ricoperto un ruolo più defilato nell’operazione Kraft-Heinz, avendo assistito l’advisor finanziario Centerview Partners, ma nel complesso ha curato 27 deal per un valore di 132,7 miliardi di euro, tra cui l’acquisizione di Hospira da parte di Pfizer. Un’operazione che ha visto al lavoro anche Skadden Arps Slate Meagher & Flom, che si piazza sul gradino basso del podio con 52 operazioni seguite per un valore complessivo di 152,7 miliardi di dollari. Il quarto è posto è appannaggio di Freshfields Bruckhaus Deringer, davanti a Kirkland & Ellis, Latham & Watkins e Cravath, Swaine & Moore.

L’ottava piazza è occupata da Linklaters, con Simpson Thacher & Bartlett e White & Case a chiudere la top ten.

Europa in ripresa, ma sempre più terra di conquista

L’Europa consolida la ripresa avviata nella seconda metà del 2014, con operazioni annunciate per 185,1 miliardi di dollari, rispetto ai 177 miliardi del primo trimestre 2014. Il risultato è frutto di un’impennata di acquisizioni da parte di aziende di altri continenti (in primis Nord America e Asia), un dato che sembra dipendere da due fattori: il rafforzamento del dollaro che rende più conveniente l’acquisizione di aziende del Vecchio Continente per gli investitori statunitensi; la debolezza dell’Europa, che diventa sempre più terra di conquista.

A livello settore sono le telecomunicazioni (42,6 miliardi di dollari, il valore più alto di tutti i tempi) a guidare la classifica, evidenziando uno scenario destinato a trovare conferma nei prossimi trimestri, dato che il risiko nel settore è appena partito.

L’operazione più importante del periodo ha visto per protagonista BT, che ha acquisito EE in un deal da 19 miliardi di dollari. Un’operazione che segna il ritorno del gigante britannico delle tlc nel segmento dei cellulari, dopo che a inizio anni Duemila si era separa da O2, poi acquisita da Telefonica. BT si è affidata alla consulenza di Freshfields Bruckhaus Deringer, che è risultata prima nella classifica trimestrale degli studi legali (una conferma dopo il secondo posto registrato nel primo trimestre del 2014), con un totale di 61 deal e 61,2 miliardi di valore.

Al secondo posto si piazza Linklaters (35 operazioni, che valgono 40,6 miliardi di dollari) e al terzo Skadden Arps Slate Meagher & Flom (13 deal e 37,4 miliardi di valore).

Due italiani tra i big del Vecchio Continente

Nella top 20 del Vecchio Continente vi sono anche due presenze italiane: si tratta di Gianni Origoni Grippo, Cappelli & Partners e di d’Urso Gatti e Bianchi, rispettivamente 16esimo e 19esimo, con forti progressi rispetto alle performance messe a segno un anno fa.

Lo studio guidato da Francesco Gianni ha curato 13 operazioni per un valore complessivo di 14,47 miliardi di dollari. Tra queste spicca l’assistenza al gruppo svizzero Dufry, nell’acquisizione (da 3,6 miliardi di euro) di World Duty Free dalla holding Edizione, guidata dalla famiglia Benetton. Di rilievo anche l’affiancamento di Sorin nella fusione con Cyberonics, società farmaceutica americana (2,4 miliardi), e della giapponese Hitachi nell’acquisizione del 100% di AnsaldoBreda e del 40% di Ansaldo STS da Finmeccanica (1,8 miliardi di euro).

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