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Luxottica, nessuna fretta per il nuovo ad

Il mercato non gradisce i cambi in corsa, soprattutto se avvengono a sorpresa. Non c’è, quindi, da stupirsi se ieri a Piazza Affari il titolo Luxottica ha lasciato sul terreno il 5,73% dopo una seduta in cui è arrivato a toccare anche il -8,6%, a seguito dell’annuncio dell’uscita dal gruppo dell’ad Adil Mehboob-Khan. Le azioni hanno chiuso le contrattazioni a quota 54,25 euro, un livello comunque ben superiore ai 35 ,25 euro toccati nell’ottobre del 2014 dopo l’addio di Andrea Guerra. Certo, allo stesso modo, restano lontani i 67,54 euro dell’ottobre scorso, quando la doppia guida di Luxottica sembrava funzionare.
Ora il timone torna nelle mani del presidente Leonardo Del Vecchio, che avrà le deleghe sui mercati e affiancherà l’amministratore delegato Massimo Vian, a guida delle operations. Al momento non sembra all’ordine del giorno la ricerca di un nuovo ad. Nel medio termine, poi, la soluzione dovrebbe essere trovata all’interno del gruppo.
Gli analisti e gli investitori aspettano ora di capire come saranno perseguiti gli obiettivi: integrazione di Oakley, crescita delle vendite sul digitale ed espansione in Cina e Latinamerica. Di certo, pur avendo rivisto al ribasso in alcuni casi il target price, i giudizi sul titolo non sono stati cambiati.
«Leggiamo questa soluzione di breve terminecome un’ulteriore indicazione del periodo di instabilità nella definizione della strategia del gruppo» scrive Gianluca Pacini di Intesa Sanpaolo, sottolineando comunque: «Sul fronte dei fondamentali, le prime settimena del 2016 permettono al management di confermare le stime di un altro anno promettente di solida crescita con un incremento più accentuato degli utili e con l’espansione in nuovi mercati». Intesa Sanpaolo ha confermato il rating “hold” con target price a 54 euro per azione.
Luxottica è “equal weight” anche per Morgan Stanley, che ha un target price, però, di 61 euro, giustificato dal fatto che il gruppo «continua ad avere un passo di crescita molto solido». Elena Mariani di Morgan Stanley sottolinea comunque che «gli investitori vorranno vedere un piano di successione credibile che garantisca la continuità aziendale. Avendo lasciato il resto della famiglia fuori dal gruppo, Del vecchio avrà bisogno di un forte leader per assicurare una transizione morbida, ma a questo punto crediamo che la società avrà difficoltà ad attrarre altri candidati con un forte background internazionale».
Barclays è fra le più positive sul gruppo: il giudizio è “overweight”, mentre il prezzo obiettivo è rimasto invariato a 67 euro per azione. In questo caso gli analisti si sono concentrati maggiormente sui risultati riportati dal gruppo nel corso del 2015, che hanno visto vendite arecord per 9 miliardi con un incrmento del 17% rispetto all’anno precedente. Barclays pone l’accento su quanto verrà raccontato al mercato il 2 marzo in occasione dell’investor day, dopo l’approvazione del bilancio 2015.
Di tutt’altro tono è, invece, il report di Goldman Sachs, che assegna al titolo un “sell”, con target price a 53,70 euro. In questo caso si parte proprio dai numeri: i ricavi dello scorso anno hanno mancato le stime del consensus dell’1%. In particolare hanno rallentato le vendite negli stati Uniti nel corso dell’ultimo quarto e Optical Australia ha registrato risultati deboli. Sull’uscita di Khan sottolineano come questo porrà dei dubbi sulle strategie di lungo periodo del gruppo. Il giudizio “sell” viene spiegato con l’elevato livello dei multipli a cui tratta il titolo rispetto ai competitor: circa 27,5 volte il rapporto prezzo/utile 2016 contro una media di 22 volte.
Nel complesso gli analisti concordano che lo storno registrato ieri era atteso visto il nuovo cambiamento al vertice, ma che a questi livelli il titolo tratta in linea con i fondamentali. Il gruppo ora è atteso alla prova dei fatti e verrà valutato sulla velocità in cui riuscirà a implementare i piani illustrati lo scorso anno al mercato.
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