Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Luxottica guarda alla rete di negozi preso il 40% di Salmoiraghi&Viganò

MILANO — Parenti serpenti: Dino Tabacchi, fratello minore del presidente di Safilo Vittorio Tabacchi, vende al suo principale concorrente l’azienda di famiglia, la catena di negozi Salmoiraghi & Viganò. Dopo due stagioni difficili e di fronte a una crisi senza precedenti, il più giovane dei Tabacchi ha siglato un accordo con la Luxottica di Leonardo Del Vecchio, per vendere il 40% della catena composto da 900 punti vendita dell’occhialeria, incassando 40 milioni. Ma l’accordo prevede che l’imprenditore milanese salga in maggioranza nei prossimi anni, con una operazione che alla fine vale 200 milioni, debiti compresi. Luxottica entra così per la prima volta nel settore retail in Europa, mentre Del Vecchio torna a incrociare la strada dei Tabacchi.
La Safilo era stata fondata nel 1934 da Guglielmo Tabacchi, padre di Vittorio, Giuliano e Dino. I tre fratelli ereditano l’industria, ma pur ritagliandosi ognuno un ruolo diverso, in pochi anni arrivano ai ferri corti. Lo scontro finale nel 2000, quando Vittorio spinge per acquisire l’americana Ray Ban, i fratelli minori bocciano l’operazione così da permettere a Del Vecchio di soffiare la preda alla Safilo.
L’imprenditore milanese è ben conosciuto al gruppo di Padova: la Safilo da anni compra da Del Vecchio alcuni pezzi di ricambio per gli occhiali che produce. Mentre il presidente di Luxottica è uno che si è fatto da solo, costruendo la società un passo alla volta, i tre Tabacchi hanno avuto una vita più facile. Fatto sta che Vittorio decide di liquidare i due fratelli e nel 2001 lancia un’Opa sulla Safilo da mille miliardi delle vecchie lire e si fa finanziare dalle banche scaricando tutto il debito dell’acquisizione sull’azienda che dà lavoro a 9mila persone. Nel 2005, la Safilo ritorna sul mercato con uno dei peggiori collocamenti di Piazza Affari, perché il prezzo dell’Ipo (a 4,9 euro) non verrà mai più toccato dal titolo. Con i soldi incassati dal fratello Vittorio, Giuliano investe nell’immobiliare, nelle autostrade, nei vetri di pregio della Venini e compra e rivende con successo la metà del marchio Aspesi. Dino, invece, resta nel settore dell’occhialeria, e nel 2002 acquista S&V, ma poi una gestione poco oculato del gruppo, porta l’imprenditore a caricare di 100 milioni di debiti la catena di occhialeria.
Chi conosce bene i tre fratelli Tabacchi, di loro dice che amano troppo il rischio e troppo spesso hanno chiesto aiuto alle banche. Il primo a capitolare è stato Vittorio, che nel 2009 ha dovuto vendere la Safilo, ma pur di salvare l’azienda ha richiamato l’amministratore delegato Roberto Vedovotto (che Vittorio aveva allontanato dopo l’Ipo) accettando diluirsi al 10% del capitale. Nell’occasione, Giuliano e Dino non corrono in aiuto del fratello, e da fuori e guardano l’azienda di famiglia migrare all’estero, al fondo olandese Hal. E non vanno in soccorso nemmeno quando Safilo è costretta a licenziare centinaia di operai perché Del Vecchio – sempre lui – si riprende la licenza di Giorgio Armani. Ora la crisi ha colpito i conti di S&V, che chiuderà il 2012 con 170 milioni di ricavi, una decina di margine lordo e – per colpa degli interessi sui debiti – avrà ancora il bilancio in rosso.
E chissà se nel 2001 i fratelli Tabacchi avessero comprato Ray Ban, le vicende della famiglia avrebbero preso una strada diversa.

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

La Francia continua a essere apripista per il riconoscimento economico dei contenuti di informazione...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Si avvicina il giorno in cui Monte dei Paschi dovrà dire alla vigilanza di Francoforte e al mercato...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

«Sul Recovery Plan non esiste un caso Italia, ma un’interlocuzione molto positiva con la Commissi...

Oggi sulla stampa