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Luxottica-Essilor, maxifusione negli occhiali  

Alla Borsa di Parigi avrà un valore attorno ai 46 miliardi. Vale a dire il doppio della capitalizzazione di Vivendi che tenta la scalata a Mediaset. La nuova Luxottica che ieri ha annunciato le nozze con la francese Essilor, numero uno delle lenti oftalmiche, darà così vita a un colosso europeo degli occhiali con un fatturato di 15 miliardi. Eccolo il sogno che Del Vecchio ha detto di «coltivare da 50 anni». Ha trovato un gruppo di dimensioni simili, con forti radici comuni che affondano nell’innovazione e consente l’integrazione perfetta fra l’industria delle montature e quella delle lenti. Essilor ha infatti inventato la produzione delle lenti progressive.

Si sposerà con la Luxottica. La cassaforte della famiglia Del Vecchio, la Delfin che ha oggi il 66,5% del gruppo, sarà il maggiore azionista con una quota pari al 31% della nuova società, che prenderà il nome di EssilorLuxottica. La governance sarà paritetica con un board di 16 membri espressi al 50% da Delfin e al 50% dai francesi. Del Vecchio sarà presidente e amministratore delegato mentre Hubert Sagnières sarà vicepresidente e condividerà il ruolo di amministratore delegato.

Il secondo socio è la Valoptec. Avrà il 4% e fin qui è stata l’organo di governo delle azioni di 8.500 dipendenti del gruppo francese di cui è il maggior socio singolo. Già, perché Essilor è una public company pura. Infine, Giorgio Armani, che di Luxottica ha il 4,9%, avrà il 2,2-2,3%. Le quote ritraggono la foto al completamento di un’operazione (Mediobanca advisor unico di Delfin, da quattro anni lavorava al merger), che richiede l’ok dei soci Essilor (seguita da Rothschild e Citi) e dell’Antitrust. A seguito del conferimento di azioni, Delfin avrà inizialmente il 38% della quotata francese che lancerà l’offerta pubblica di scambio sulle restanti azioni Luxottica. Armani avrebbe già espresso soddisfazione a Del Vecchio, visto che moltiplicherà il valore. Alla holding quotata faranno capo Essilor e Luxottica che lascerà così Piazza Affari nella combinazione quotata solo a Parigi.

L’operazione ha subito visto Le Monde acclamare l’acquisto da parte dei francesi di un pezzo di made in Italy: «È Essilor a comprare Luxottica». In realtà, il controllo appare saldo. Valoptec si è impegnata a rinunciare ai diritti di voto doppi sul lungo periodo. E quando anche scadrà l’impegno, il fronte italiano potrebbe avere oltre il 60% dei diritti.

Daniela Polizzi

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