Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

L’utile sui cambi impone tre mosse in Unico 2013

Variazione in aumento nel rigo RF24, ultima indicazione del disallineamento nel quadro RV e monitoraggio degli effetti sull’Ace (aiuto alla crescita economica). Un eventuale utile sui cambi per pagamenti in monete diverse dall’euro richiede tre mosse in Unico 2013. A una settimana alla scadenza dei versamenti per i contribuenti soggetti a studi di settore, le imprese che operano con l’estero sono chiamate a prestare attenzione ai crediti o debiti in valuta. In questi casi, infatti, si genera un disallineamento tra bilancio e dichiarazione dei redditi in quanto il cambio alla fine dell’esercizio è rilevante sul piano civilistico ma non su quello fiscale. Poi nell’esercizio in cui il credito/debito viene incassato o pagato si verifica il riallineamento tra dato civilistico e dato fiscale. Analizziamo un incasso in valuta avvenuto nel 2012 per un credito sorto nel 2011.
Gli adempimenti
Il credito in valuta sarà stato determinato al cambio di fine esercizio 2011, rilevando la differenza sul cambio che sarà stata inserita nel conto economico alla voce C.17-bis. Ipotizziamo che la differenza sul cambio al 31 dicembre 2011 corrisponda a un utile. L’importo va collocato in una riserva indisponibile, utilizzabile solo a copertura perdite. Se il risultato positivo dell’esercizio 2011 è stato maggiore dell’utile sul cambio, allora la riserva indisponibile corrisponde esattamente all’utile sul cambio. Ora il credito viene incassato nel 2012 rilevando un ulteriore utile sul cambio rispetto alla valutazione eseguita al 31 dicembre 2011. L’ulteriore utile su cambio va imputato a conto economico (sempre alla voce C.17-bis) e la riserva precedentemente allocata tra quelle indisponibili viene resa disponibile. Dal punto di vista degli adempimenti in Unico 2013 l’incasso del credito provoca tre effetti.
e La variazione in aumento. Va operata una variazione in aumento nel rigo RF 29 dell’utile su cambio per la parte rilevata al 31 dicembre 2011 e non sottoposta allora a tassazione. Le istruzioni a Unico 2013 affermano che «in tale rigo va altresì indicata, all’atto del realizzo, il maggior utile o la minor perdita derivante dalla divergenza tra il valore civile e quello fiscale». Invece la quota di utile su cambio rilevata dal 31 dicembre 2011 alla data di effettivo incasso è direttamente imputata nel conto economico del 2012.
r L’ultima indicazione del disallineamento. Viene meno il disallineamento tra valore civile del credito e valore fiscale, che ha comportato la compilazione del quadro RV, sezione I. In realtà, non vi sarebbe motivo di compilare il quadro RV, dato che al 31 dicembre 2012 (per effetto del realizzo) il dato civile concorda con quello fiscale. Tuttavia le istruzioni segnalano che l’obbligo di compilazione scompare solo nell’esercizio successivo a quello in cui il disallineamento viene meno. Peraltro si segnala che non è molto chiaro quale valore indicare nella casella 9 del rigo RV 1 («valore di realizzo») che è priva di istruzioni e di riferimenti anche nelle specifiche tecniche.
t L’incremento di base Ace. Quando l’utile su cambio è stato rilevato nel 2011, non ha concorso a generare la base Ace poiché è allocato in una riserva indisponibile. Nel 2012 l’effettivo realizzo rende la riserva «utile su cambio» da indisponibile a disponibile e ciò va rilevato ai fini Ace, come ha stabilito l’articolo 5, comma 5, del Dm Economia del 14 marzo 2012. All’interno di Unico 2013 l’incremento viene rilevato nella colonna 1 del rigo RS 113.
La differenza negativa
Che cosa succede in caso invece di perdita sui cambi? Prendiamo un debito in dollari sorto nel 2011 che ha generato a fine esercizio la rilevazione di una perdita su cambio ripresa come variazione in aumento in Unico 2012. Nel 2012 il debito in valuta è stato pagato rilevando l’effettiva differenza sul cambio e quindi rendendo fiscalmente rilevante la perdita, per la quota maturata al 31 dicembre 2011 e non dedotta. Questa quota di perdita va dedotta tramite una variazione diminutiva, dato che è già stata imputata a conto economico nel 2011, mentre la parte di perdita sul cambio maturata nel 2012 è effettivamente imputata a conto economico e quindi non serve alcuna ripresa fiscale. Anche in questa ipotesi la maggiore perdita fiscale rispetto a quella civile va collocata nel quadro RF di Unico SC (rigo RF 51) ed è necessario compilare per l’ultima volta il quadro RV per rimarcare il venir meno del disallineamento tra debito civile e debito fiscale.
I contratti di copertura
Va ricordato che per tutelarsi dall’oscillazione del cambio le imprese possono sottoscrivere contratti di copertura, che possono avere varia forma ma sostanzialmente hanno un comune obiettivo: evitare che un creditore o un debitore in valuta estera possa essere danneggiato dall’oscillazione negativa del cambio. Questi contratti si sostanziano nell’acquisto di valuta estera che verrà ceduta in una certa data a un corrispettivo pre-concordato. Per le imprese che stipulano contratti di copertura del rischio di cambio, la valutazione del credito o debito con il cambio di fine esercizio rileva anche dal punto di vista fiscale.

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Grosso com'è, che prima o poi il nodo venisse al pettine era inevitabile. E nodo è davvero il term...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

La denuncia di Guglielmo Loy, presidente del consiglio di vigilanza dell’istituto «Due mesi pe...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Quasi 200 mila pratiche in giacenza, un terzo vecchissime, anche di marzo. E almeno 1,2 milioni di l...

Oggi sulla stampa