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L’utile Bnl sale del 24%

Bnl (gruppo Bnp Paribas) ha chiuso il 2019 con un utile pre-tasse di 443 milioni di euro, in aumento del 24,3% rispetto all’anno precedente. E questo nonostante che la banca guidata dall’a.d. Andrea Munari abbia svolto «la propria attività in un contesto economico poco dinamico». Gli impieghi sono diminuiti dell’1,9%. L’istituto continua ad accrescere la sua quota di mercato nel segmento di clientela corporate, attestandosi al 5,7% e guadagnando 0,4 punti in tre anni. I depositi sono saliti del 4,8%. L’incremento della raccolta di risparmio indiretta (+8%) è stato trainato dalla componente previdenziale (+9,9%).

Il margine di intermediazione è sceso dello 0,5% a 2,778 miliardi. In leggera diminuzione il margine di interesse (-0,1%), a causa del contesto di tassi bassi e del riposizionamento su una clientela con un migliore profilo di rischio. Le commissioni sono calate dell’1,1%. I costi operativi sono ammontati a 1,8 miliardi (+0,1%).

La capogruppo Bnp Paribas ha realizzato un utile netto di 8,173 miliardi di euro, con un incremento dell’8,6% su base annua (+4,7% al netto degli elementi non ricorrenti). Il margine di intermediazione è salito del 4,9% a 44,597 miliardi. Il costo del rischio è stato pari a 3,203 miliardi, in crescita di 439 milioni rispetto al 2018.

Nel quarto trimestre l’utile netto è balzato del 28% a 1,85 miliardi, in linea con la previsione di consenso fornita da FactSet.

I ricavi sono aumentati del 12% a 11,33 miliardi. Il Cet1 si è posizionato al 12,1%, con un incremento di 40 punti base rispetto al 2018. Il cda proporrà un dividendo di 3,10 euro ad azione (+2,60%) in contanti, con un tasso di distribuzione del 50%, in linea con il piano.

L’istituto francese ha abbassato le previsioni sulla redditività dell’intero esercizio e si aspetta quest’anno un rote del 10%, in rallentamento rispetto alle precedenti aspettative di oltre il 10,5%.

Il 2020, ha spiegato Paribas, «sarà caratterizzato da un contesto di tassi più bassi del previsto, che avrà un impatto sui prodotti a tasso d’interesse delle banche retail della zona euro. Il gruppo farà leva sul proseguimento della dinamica di crescita in tutte le divisioni. Bnp Paribas continuerà a far crescere le sue varie attività all’interno di un modello integrato, proseguendo in particolare la dinamica di sviluppo Cib e il rafforzamento della sua leadership europea». Un effetto positivo avrà anche il piano di trasformazione: «Il gruppo conferma l’obiettivo di economie ricorrenti di costi cumulati per 3,3 miliardi di euro a fine 2020. Su queste basi gli obiettivi per il 2020 sono un calo in valore assoluto dei costi operativi e un effetto forbice positivo, un rendimento dei fondi propri tangibili (rote) del 10% e un tasso di distribuzione del dividendo del 50% in contanti».

L’obiettivo è tagliare la spesa di circa 700 milioni. Inoltre Bnp intende generare altri 1,5 miliardi di risparmi ricorrenti, raggiungendo il target di 3,3 mld previsto per il 2020.

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