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L’ultima sbandata di Mr Tesla: no al bitcoin, shock sulle valute

Elon Musk ci ripensa. Come non di rado gli capita ultimamente, il patron della Tesla ha fatto retromarcia. In questo caso sul bitcoin. Il visionario, e spesso contestato, imprenditore ha comunicato, via Twitter, che la sua azienda di auto elettriche non accetterà più la criptovaluta quale mezzo di pagamento. Almeno fino a quando quest’ultima non risolverà il problema del suo impatto sull’ambiente.

Il “cinguettio” di Musk, inevitabilmente, ha impattato i criptomercati. Il Bitcoin, secondo coinmarketcap, è arrivato a perdere il 16% per poi riprendersi un po’. In tarda serata, tra volumi balzati del 62% e scambi giornalieri oltre i 104 miliardi di dollari, la cryptocurrency viaggiava con una perdita intorno al 10%.

Le reazioni

Al di là delle singole percentuali, la mossa del patron di Tesla ha suscitato diverse critiche. Non solo da parte dei piccoli trader arrabbiati per la potenziale perdita, ma anche per voce di importanti operatori o investitori miliardari. Certo: in questo ultimo caso le reazioni non sono state “scomposte”. E, tuttavia, la loro rilevanza non va sottovalutata. Così si è fatto sentire Mark Cuban. Il miliardario proprietario della squadra Nba dei Dallas Mavericks e seguitissimo criptoguru ha twittato: «…sostituire l’oro come riserva di valore», con bitcoin, Ether e dogecoin, «…aiuta l’ambiente». Lo stesso Cameron Winklevoss, fondatore della criptoborsa Gemini, ha cinguettato «quando Elon (Musk) capirà che l’attività di mining del bitcoin spinge l’uso delle fonti rinnovabili cambierà posizione..». Insomma: nonostante parte dei suoi seguaci abbia apprezzato la decisione (oltre 440mila i “cuoricini” di condivisione al suo twitter), le critiche si sono fatte sentire.

Già, le critiche. I pareri contrari sono stati causati anche, e soprattutto, dal fatto che Musk, con la sua recente strategia, aveva (finora) contribuito non poco a fare salire il bitcoin. L’8 febbraio scorso, data di pubblicazione del bilancio 2020 di Tesla, il car maker aveva comunicato, da un lato, di avere investito 1,5 miliardi di dollari nella cryptocurrency; e, dall’altro, che di lì in avanti la valuta “inventata” da Satoshi Nagamoto poteva essere usata per comprare le sue autovetture. L’annuncio, ovviamente, era stato un ulteriore toccasana per il bitcoin: il criptoasset in una giornata aveva guadagnato oltre il 15%. Un andamento al rialzo (proseguito fino a metà aprile) di cui, peraltro, si è avvantaggiata la stessa Tesla. La società, nel primo trimestre del 2021, ha riportato un utile netto di 438 milioni di dollari. Ebbene: di questi circa un quarto (101 milioni) sono da attribuirsi proprio a una plusvalenza da bitcoin.

Il mondo di dogecoin

Ma non è solo una questione della criptovaluta “principe”. Nel radar di Musk, si sa, è finita anche un’altra cryptocurrency: dogecoin. L’imprenditore, sfruttando il suo stesso enorme seguito (54,3 milioni di follower in Twitter), ha negli ultimi mesi focalizzato l’attenzione sul token (gettone digitale) il cui logo richiama un meme dove è raffigurato il cane Shiba Inu. I tweet di Musk all’inizio erano poco decifrabili. Il 4 febbraio 2021, ad esempio, un suo cinguettio recitava: «Dogecoin è la cripto (valuta) del popolo». Successivamente l’imprenditore ha iniziato a inserire frasi del tipo «…to the Moon». Messaggi che, sfruttando il gergo degli investitori in Internet («to the Moon» significa che il prezzo è destinato a salire), hanno da una parte spinto le quotazioni di dogecoin; ma, dall’altra, hanno indotto a pensare a un approccio dal retrogusto effimero. Speculativo. Alla fine, invece, si è capito che l’interesse era più serio. Nel week end scorso, infatti, Musk ha rivelato che la prossima missione della sua SpaceX sulla Luna sarà finanziata mediante la criptovaluta.

Tutto rose e fiori, quindi? Non proprio. Musk, poco prima dell’annuncio sulla missione lunare, era stato ospite del Saturday Night Live. In quell’occasione, alla domanda di cosa fosse dogecoin, lui aveva risposto: una truffa. La criptocurrency, in scia all’affermazione, ovviamente ha preso a rotolare all’ingiù. E nemmeno la successiva indicazione del progetto riguardante la Luna ha modificato l’impostazione ribassista.

A fronte di simili mosse e contromosse, sorge la domanda: qual è la strategia di Musk? Alcuni, riguardo alla decisone di Tesla, rispondono che potrebbe esserci la necessità di contrastare il rischio che i potenziali acquirenti di auto elettriche, più sensibili all’ambiente, possano scegliere un altro produttore.

Al di là di ciò, però, il vero problema è quello che riguarda i singoli investitori. È innegabile che personaggi influenti come Musk muovono il mercato. Tanto che ieri diverse criptovalute sono scese (ether ha ceduto il 10%). Si tratta di posizioni di forza che possono mettere in difficoltà il piccolo trader. I richiami congiunti di Consob e Banca d’Italia, che poco tempo fa hanno messo in guardia sugli elevati rischi connessi con l’operatività in cripto-attività, sono importanti. Ma ancora più rilevante sarebbe un intervento generale del regolatore.

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