Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

L’ultima lite sugli appalti e le semplificazioni slittano

ROMA Non è un caso se, al tramonto di un’altra giornata di tormenti e liti dentro la maggioranza che dovrebbe sostenerlo, Giuseppe Conte abbia affidato a Facebook le sorti del governo: «È l’ora della concretezza, è il momento di correre». Parole scolpite sui social per tranquillizzare l’Europa, rassicurare il Parlamento sulla tenuta dell’armata giallorossa e scacciare l’immagine della «palude», evocata da Zingaretti. «Sento polemiche e ricostruzioni assurde, ma io sono qui che combatto per realizzare i fatti – si è sfogato il premier con lo staff – Grazie alle semplificazioni e al “metodo Genova” sugli appalti pubblici, noi cambieremo il Paese».

A Palazzo Chigi, dopo il question time alla Camera in cui i deputati di maggioranza hanno incalzato il presidente del Consiglio almeno quanto gli onorevoli della destra, sono arrivati a sperare che la curva dei sondaggi in favore di Conte scenda un poco, «così si calmano tutti». E in quel «tutti» ci sono soprattutto i leader dei partiti alleati, a cominciare da Zingaretti e Franceschini. Il rapporto di reciproca fiducia con il segretario e il capodelegazione del Pd è solo un ricordo, i dem rimproverano sottovoce a Conte di pensare «solo al suo futuro personale». E, irritati come sono per il no al Mes, sospettano che sui fondi europei l’avvocato pugliese stia utilizzando la contrarietà dei 5 Stelle «per galleggiare ancora un po’».

 

In questo clima di diffidenze incrociate ci si è messo anche il decreto Semplificazioni. Per Conte è «la madre di tutte le riforme», ma visto il groviglio di nodi irrisolti l’esame del testo è destinato a slittare ancora. Dopo lo stralcio del condono edilizio, che il premier aveva difeso sostenendo che non fosse in realtà una vera sanatoria, ieri si è litigato sugli appalti. Tanto che oggi non ci sarà il Consiglio dei ministri, bensì il solo pre-consiglio: se tutto andrà bene, perché stamattina Conte ha convocato un’altra riunione politica (la terza) per cercare un’intesa su appalti, abuso d’ufficio e danno erariale, nella speranza di licenziare il testo la prossima settimana.

Il vertice politico, assente Franceschini, si è concluso con uno scontro piuttosto acido tra Pd e 5 Stelle, già ai ferri cortissimi per il nuovo duello sulla Tav. Sul tema spinoso delle procedure e delle gare d’appalto il governo è spaccato in due. Da una parte M5S e Italia Viva, che in asse con Conte spingono per accelerare sulla via della sburocratizzazione: commissari straordinari e un elenco di opere da portare avanti in tempi record, «modello Genova». Dall’altra parte Pd e Leu, che sulle procedure sono molto più prudenti.

 

Per sbloccare lo stallo, al vertice il capogruppo renziano Davide Faraone pone il problema politico: «Le volete o no queste semplificazioni? Se siete contro, meglio dirlo subito». Il sottosegretario Giancarlo Cancelleri (M5S) concorda e sostiene che «è urgente sbloccare le opere perché i cittadini ce lo chiedono». Ma qui l’ex ministro Andrea Orlando, vice segretario del Pd, ricorda che «non siamo in campagna elettorale» e scatena la reazione del capo delegazione del M5S. «Se lo dite voi va bene, se lo diciamo noi è propaganda?», sbotta Alfonso Bonafede. E Orlando, seccato: «Per me la riunione può finire qui».

 

A quel punto Conte — descritto da chi ha preso parte al vertice come «molto silente» e «indispettito» perché i partiti gli hanno buttato sulle spalle la vicenda del mancato condono edilizio — richiama all’ordine la squadra: «Questo decreto è cruciale per la ripartenza, se vogliamo che rimetta in moto i cantieri dobbiamo crederci davvero».

L’aspetto dolente è che il Pd non sembra credere più a Conte. Tra Camera e Senato ci si esercita sui possibili «ribaltoni» e fra i dirigenti dem serpeggia una tentazione ardita. «Presentiamo una risoluzione sul Mes in aula al Senato e vediamo ci sta – azzarda un esponente del governo – Se passa, bene, altrimenti si va tutti a casa».

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Ai tempi delle grandi manifestazioni contro la stretta cinese, le file degli studenti di Hong Kong a...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

L’ingresso nel tempio della finanza tradizionale pompa benzina nel motore del Bitcoin. Lo sbarco s...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

L’Internet super-veloce e la fibra ottica sono un diritto fondamentale, costituzionale, che va ass...

Oggi sulla stampa