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L’ultima chance di May per far passare l’accordo con la Ue

Theresa May ha giocato la sua ultima carta ma potrebbe comunque perdere la partita. La premier britannica, che si è detta pronta alle dimissioni pur di far approvare l’accordo di recesso concordato con l’Unione Europea, intende ripresentarlo in Parlamento oggi per il terzo voto.
Sará difficile peró trovare una maggioranza dei deputati a favore. Una trentina di deputati conservatori pro-Brexit hanno cambiato idea e oggi sosterranno l’accordo, ma altri sono rimasti sulle loro posizioni per solidarietá con il Dup. Il partito unionista nordirlandese infatti, che con i suoi dieci deputati garantisce la maggioranza in Parlamento al Governo, ieri ha ribadito che voterà contro e non ha voluto neanche partecipare a negoziati dell’ultima ora.
La May ha bisogno di almeno 75 voti in piú dell’ultima volta per evitare una terza sconfitta in Parlamento. Senza il sostegno del Dup e di molti Brexiter, la premier deve tentare di convincere numerosi laburisti a votare per il suo accordo, puntando sui deputati di circoscrizioni che avevano votato a favore di lasciare la Ue.
Il problema è che, mentre la promessa della May di lasciare l’incarico in anticipo in cambio dell’approvazione dell’accordo ha convinto numerosi conservatori, ha avuto l’effetto opposto tra i laburisti. Il timore che la sua uscita di scena porti all’elezione di un leader conservatore dell’ala destra del partito è per il laburisti un deterrente a votare a favore dell’accordo.
La premier è almeno riuscita a aggirare l’ostacolo posto dallo Speaker John Bercow, che aveva detto che per poter essere ripresentato una terza volta l’accordo doveva essere modificato nella sostanza.
Il Governo oggi chiederá ai deputati di votare solo l’accordo di recesso, che riguarda i diritti dei cittadini, gli impegni finanziari, la questione del confine irlandese e il periodo di transizione. Non sará votata invece la dichiarazione politica, che indica a grandi linee i rapporti futuri tra Gran Bretagna e Unione Europea e tratta il controverso tema dell’uscita dall’unione doganale.
Bercow ha dichiarato ieri che la mozione presentata è «nuova nella sostanza» e ha quindi permesso alla votazione di procedere, ma numerosi deputati hanno criticato il “trucchetto” del Governo. Per essere ratificato, il Parlamento deve approvare l’intero pacchetto, sia l’accordo di recesso che la dichiarazione politica.
Se l’accordo sarà approvato da una maggioranza dei deputati, la Gran Bretagna potrebbe lasciare la Ue il 22 maggio. Se invece oggi, data originale di Brexit, l’accordo verrà respinto allora Londra dovrá trovare un piano alternativo entro il 12 aprile.
Il Parlamento sta tentando appunto di indicare una nuova strada. Nessuna delle otto opzioni votate dai deputati mercoledí sera ha ottenuto la maggioranza, ma ci sarà un nuovo round di votazioni lunedì che dovrebbe essere decisivo. Spetterà a Bercow decidere quali opzioni potranno essere ripresentate, ma si prevede scelga quelle che hanno ottenuto più sostegno.
Sia la proposta di restare in via permanente nell’unione doganale, che non è passata per solo otto voti (264 voti a favore e 272 contro) che la proposta di tenere un secondo referendum (268 sí e 295 no) hanno ottenuto molti più voti di quanti abbia mai ricevuto l’accordo della May. Una delle due lunedí potrebbe essere approvata.

Nicol Degli Innocenti

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