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A luglio raccolta positiva per 10 miliardi Già superato il risultato di tutto il 2016

È una corsa senza soste quella del risparmio gestito. Anche a luglio l’industria ha inanellato l’ennesimo dato positivo (10,4 miliardi) che ha portato il saldo da inizio anno a 67,3 miliardi, vale a dire un ammontare superiore a quanto incassato in tutto il 2016. I maggiori flussi si sono indirizzati verso il segmento dei fondi che comunque, nonostante un incasso di 5,9 miliardi, ha rallentato il passo rispetto agli 8,1 miliardi raccolti a giugno. In deciso recupero, invece, le gestioni di portafoglio che, grazie ai mandati istituzionali (4 miliardi) hanno totalizzato 4,5 miliardi contro i 22 milioni precedenti. Nuovo record anche per il patrimonio complessivo arrivato a 2.021 miliardi, dei quali oltre la metà nei forzieri delle gestioni collettive. Da questi numeri è evidente come l’industria dell’asset management tricolore confermi la solidità del trend che ne caratterizza l’andamento ormai da molto tempo. Anche la novità dei Pir indubbiamente sta contribuendo in maniera significativa alla tendenza positiva del settore e lo dimostrano i risultati conseguiti nei primi sei mesi dell’anno: i 44 prodotti attualmente presenti sul mercato hanno raccolto più di 5,3 miliardi con un patrimonio superiore a 9 miliardi dei quali circa il 58% concentrato su tre gruppi: Mediolanum (28,6%), Intesa Sanpaolo (15,3%) e Arca (13,9%). Tornando ai dati di luglio, lo scenario non cambia molto rispetto alle statistiche del mese precedente: gli obbligazionari si confermano campioni d’incassi (2,4 miliardi), seguiti da flessibili (1,7 miliardi) e bilanciati (1,5), mentre hanno spinto sull’acceleratore gli azionari, passati da 97 a 561 milioni. Sono invece sprofondati a -379 milioni i monetari (+2,5 miliardi il dato precedente) che da inizio anno viaggiano con i conti in rosso per 673 milioni.
Analizzando le performance delle varie tipologie di prodotti, forse il saldo dei monetari è quello più coerente, mentre per il resto delle categoria c’è uno scollamento tra flussi di raccolta e rendimenti (i prodotti che rendono di meno sono quelli che hanno i flussi maggiori) dovuto sicuramente a differenti approcci all’investimento, primo tra tutti la propensione al rischio. Tant’è, chi l’anno scorso ha puntato sui fondi azionari ha portato a casa un guadagno medio del 10,9%, ma la scelta migliore l’ha fatta chi ha optato per i prodotti specializzati sul mercato italiano la cui crescita è stata del 27,6%, mentre per i prodotti investiti nei Paesi emergenti e in Europa la rivalutazione è stata del 14,2 e del 9,6 per cento. Per quanto riguarda i gruppi, infine, da segnalare il dato di Intesa San Paolo che grazie al saldo di Eurizon (3,1 miliardi) ha registrato la raccolta più elevata di tutti (3,7 miliardi). Positivi anche i conti per Amundi (1,1 miliardi), per Anima (656 milioni), per M&G investment (610 milioni), per Poste Italiane e per Axa (entrambe 539 milioni.

Isabella Della Valle

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