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Lufthansa vuole Alitalia snella

Lufthansa ha chiesto al governo una bozza del piano di ristrutturazione di Alitalia per una compagnia più snella. Una mossa che non è piaciuta ai sindacati di categoria, mentre nuvole nere si addensano a Bruxelles sull’orizzonte del vettore italiano per il prestito ponte che potrebbe configurarsi come aiuto di Stato, anche se al momento, secondo quanto ha fatto sapere il governo italiano, sarebbe intonso, perchè hanno lavorato bene i commissari straordinari di Alitalia (Enrico Laghi, Luigi Gubitosi e Stefano Paleari), che a breve dovranno scegliere l’offerta migliore per l’acquisizione del vettore italiano fra le tre in corsa: Lufthansa (300 mln), il fondo americano Cerberus, e la compagnia inglese easyJet. Lufthansa vuole continuare a giocare la partita Alitalia, ma ha chiesto al governo italiano di farsi promotore di un processo di ristrutturazione dell’azienda, di cui la compagnia aerea non vuole farsi carico.

E’ questo quanto si è appreso da fonti vicine al dossier, secondo cui una bozza o, quantomeno, un’indicazione di proposta di ristrutturazione delineata dal governo italiano è attesa dai vertici di Lufthansa in vista dell’incontro che dovrebbe tenersi tra questi ultimi e i commissari di Alitalia in Germania a metà della prossima settimana. Ieri, il ceo di Lufthansa, Carsten Spohr, ha inviato una lettera al ministro dello sviluppo economico, Carlo Calenda, chiedendo una «significativa» ristrutturazione di Alitalia, prima di poterla rilevare.

Intanto, la commissione europea dovrebbe dare seguito a una serie di reclami che sono stati presentati contro il prestito ponte da 900 milioni di euro concesso dal governo a Alitalia. I servizi antitrust di Bruxelles, diretti dalla commissaria Margarethe Vestager, sarebbero in attesa di una notifica formale da parte del governo italiano delle misure con cui ha concesso il prestito per poi procedere a un’indagine preliminare per aiuti di Stato.

Intanto, la compagnia aerea tedesca punta a una nuova Alitalia più piccola e sostenibile, sia in termini di personale sia di velivoli. Oggi il vettore aereo italiano ha uno staff di 9.200 persone e 1.600 dipendenti in cassa integrazione. I tedeschi punterebbero a rilevare 90-100 aerei (su un totale di 120) per 250 milioni di euro, ma non sono interessati all’attività di handling di Alitalia. La scadenza per la cessione è stata fissata per fine aprile, ma Calenda punta a chiudere la partita prima delle elezioni politiche del 4 di marzo.

Intanto, ieri si è appreso che, nella partita per la conquista di Alitalia, l’opzione Cerberus sembra perdere quota, perchè sul tavolo della Cdp non ci sarebbe alcun dossier per entrare nel capitale della compagnia aerea. Il fondo newyorkese era interessato a rilevare interamente il vettore aereo, ma aveva posto come condizione irrinunciabile la costituzione di una holding in cui far entrare lo Stato italiano, attraverso la Cassa depositi e prestiti, i sindacati dei piloti e il personale di terra e di volo. Nelle ultime ore sarebbe tornata in pista anche Air France-Klm, in tandem con EasyJet, ma la compagnia aerea francese non ha commentato.

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