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Lufthansa tiene il punto su Alitalia: senza gli esuberi nessun interesse

Nessuna offerta di Lufthansa per Alitalia. I tedeschi non vogliono investire nel capitale della compagnia. Lo potrebbero fare solo se ci fosse una nuova società «ristrutturata», cioè prima dovrebbe essere raggiunto un accordo sindacale sui tagli. Il piano originario dei tedeschi prevedeva 6mila esuberi nella compagnia in amministrazione straordinaria.

«La nostra posizione non è cambiata, nonostante le voci sui giornali delle ultime settimane. Abbiamo già detto varie volte che non siamo interessati ad entrare nell’attuale Alitalia ma ha senso per noi una nuova Alitalia ristrutturata», ha detto ieri l’ad di Lufthansa, Carsten Spohr, durante la presentazione a Francoforte dei risultati del terzo trimestre approvati dal cda. L’utile operativo rettificato è diminuito dell’8% a 1,3 miliardi. Ieri il gruppo ha cancellato 1.300 voli per lo sciopero degli assistenti di volo «che costa fino a 20 milioni al giorno», dice Lufthansa. Il gruppo ha annunciato tagli per 90 milioni nella Austrian Airlines. Le azioni sono salite del 6,84% a 17,26 euro.

«Ci deve essere una newco in Alitalia perché ci sia il nostro interesse a investire» e ci devono essere alcuni «elementi di ristrutturazione. Per noi è un requisito», ha spiegato il manager tedesco. «Crediamo che la sovrapposizione del mercato di Alitalia renda più interessante avere accordi commerciali».

Le dichiarazioni di Spohr fanno cadere l’autocandidatura del gruppo tedesco a partner industriale di Ferrovie dello Stato nel salvataggio di Alitalia. Rimane in piedi solo la disponibilità di Delta, che ha confermato l’intenzione di rilevare il 10% della Nuova Alitalia per 100 milioni di euro nella cordata guidata da Ferrovie dello Stato. Della cordata dovrebbe far parte anche Atlantia, con una quota identica a Fs (35% o 37,5%) e il Mef (15%). La condizione fissata dai cda di Fs e di Atlantia è che il partner industriale diventi azionista di Nuova Alitalia. La trattativa con Atlantia e con Delta però non è chiusa. La società dei Benetton in una lettera al governo del 2 ottobre ha criticato il piano industriale di Fs-Delta e ha messo in evidenza la preoccupazione per l’«incertezza» sulla concessione di Autostrade per l’Italia. La società dei Benetton, che era filo-Lufthansa, dovrà chiarire se è disposta a impegnarsi per costituire la Newco con Fs, Mef e Delta, l’unica offerta al momento possibile.

Atlantia aveva sottoposto a Lufthansa una proposta che mitigherebbe il crudo piano dei tedeschi (che indicavano 6mila esuberi e una flotta di 74 aerei), avvicinandolo al piano Delta: 96 aerei e 2.800 esuberi, mentre il piano Delta prevede 102 aerei e da 2.500 a 2.700 esuberi. Ma da questo perimetro era escluso l’handling di Fiumicino con 3.500 addetti e altri potenziali esuberi. Lufthansa però non ha mai sposato queste ipotesi, malgrado alcune fonti le abbiano fatte circolare come un ipotetico piano Lufthansa «ammorbidito». Questo progetto alternativo a Delta sarebbe stato ispirato da Giovanni Castellucci, che dietro le quinte sarebbe attivo.

Tra chi segue la partita si fa notare che Lufthansa ha fatto un bluff, nel tentativo di far ritirare Delta e far saltare Alitalia, per prendersi le attività a prezzo vile, una volta messi gli aerei a terra. Più passa il tempo e più Alitalia brucia cassa. Nel primo semestre quest’anno l’Ebitda è peggiorato da -124 a -164 milioni. Se si escludono gli anticipi sui biglietti prepagati (430 milioni) la cassa (315) è già negativa. Se non ci sarà un’offerta entro poche settimane Alitalia potrebbe essere costretta a fermare gli aerei. Il termine per l’offerta vincolante su Alitalia scade il 21 novembre. «Non credo che sia realistico», ha detto Spohr.

Di Alitalia ha parlato anche il premier Giuseppe Conte, a Porta a Porta: «Ci sono dei partner anche industriali, Delta ora Lufthansa: è bene che vadano in concorrenza. (…) Ci sono buone premesse per fare quello che il governo ha auspicato: non un’operazione di salvataggio ma un’operazione di mercato sostenibile».

Gianni Dragoni

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