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Lufthansa, sempre più voli in Italia: +12% i passeggeri

La Germania vola sempre di più nei cieli italiani: Lufthansa conquista passeggeri, mentre scoppia il caso Sardegna. In attesa di capire se sarà lei a rilevare Alitalia dal fallimento, la compagnia di bandiera tedesca, che si è fatta avanti per il vettore italiano, intanto si prende quote di mercato. Nei primi sei mesi del 2017, mentre la ex compagnia di bandiera tricolore viveva la sua agonia (è stata commissariata alla fine di aprile), Lufthansa ha registrato un aumento del 12% del numero dei passeggeri in Italia, suo secondo mercato in Europa.
Il Belpaese è il secondo mercato per Lufthansa,una pozizione di forza aiutata anche dall’abbandono, anni fa, di Malpensa proprio da parte di Alitalia: all’epoca come compagnia base era subentrata la stessa Lufthansa che però poco dopo disse addio. Ma la presa sulla clientela è evidentemente rimasta perché l’avanzata dei tedeschi è stata spinta proprio dagli aeroporti di Milano. Da gennaio a giugno le compagnie del gruppo Lufthansa (Austrian Airlines, Swiss ed Eurowings) hanno infatti registrato quasi 500mila passeggeri in più rispetto allo stesso periodo del 2016 per un totale di 4,2 milioni. Di questi, circa i due terzi hanno volato nei cinque principali aeroporti del centro-nord Italia: Bologna, Milano, Torino, Venezia e Firenze. Se si considerano solo i due scali milanesi, Linate e Malpensa, con oltre 280 voli settimanali, si registra la crescita maggiore con oltre 100mila nei primi sei mesi (+13% sul 2016). Una rilevante quota di traffico è determinata dai viaggi per affari. La strategia di Lufthansa è semplice: portare viaggiatori dall’Italia a Francoforte per poi smistarli in tutto il mondo (la compagnia conta oltre 300 città). Più della metà dei passeggeri italiani non si è fermata negli hub di Lufthansa, ma ha proseguito il viaggio per un’altra destinazione, in particolare Usa, India, Thailandia, Giappone e Israele. Tra le destinazioni più richieste del 2017 figurano la «sempreverde» New York, Los Angeles (grazie anche al nuovo volo di Austrian Airlines), San Francisco, Miami ma anche Bangkok, Delhi, Osaka e Tokyo.La capillarità è garantita da 1200 voli settimanali in Italia: «I dati positivi di questo inizio 2017 ci confermano come uno dei principali gruppi aerei internazionali in Italia. La moderna flotta, il servizio innovativo, la presenza sulla penisola con 20 aeroporti, così come una politica tariffaria molto attraente e competitiva, hanno contribuito a questa significativa crescita della domanda» ha commentato Steffen Weinstok, responsabile vendite per l’Italia.
Nel frattempo Alitalia cerca un cavaliere bianco: i tre commissari straordinari (Luigi Gubitosi, Enrico Laghi e Stefano Paleari) stanno lavorando per cercare di trovare un compratore in blocco della compagnia e salvare così azienda e lavoratori. A fine giugno è stata aperta la “data room” virtuale ai potenziali pretendenti. La scadenza è il 21 luglio: vanno presentate le proposte non vincolanti. C’è il massimo riserbo su numero e identità degli interessati: sarebbe una rosa di 18 soggetti tra cui, oltre a Lufthansa, Delta Airlines (già oggi partner dell’alleanza SkyTeam), British Airways, la stessa Etihad (proprietaria fino allo scorso aprile),la regina delle Low Cost Ryanair. Proprio ieri il numero uno della compagnia irlandese Michael O’Leary, ha lanciato l’allarme all’Europarlamento: senza accordo tra Ue e Gb sulla Brexit, ci sarà uno stop immediato ai voli tra il Regno Unito e i Paesi dell’Unione.

Simone Filippetti

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