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Lufthansa, piano da 3mila esuberi per Alitalia

Lufthansa torna a farsi sentire su Alitalia mentre i giochi attorno all’ex compagnia di bandiera sembrano complicarsi dopo il passo indietro di Air France-Klm in predicato di scendere in campo con l’altra pretendente, l’americana Delta. A fare il punto sulla partita per il big tedesco che, però, va ricordato non ha comunque mai depositato alcuna alcuna manifestazione d’interesse né tantomeno un’offerta vincolante per Alitalia sul tavolo dei commissari straordinari, è stato ieri il membro del cda della compagnia tedesca Harry Hohmeister che, un anno fa, quando Lufthansa era ufficialmente in corsa, era responsabile del negoziato.
«Finora non ho ancora sentito dire che quello che offre Lufthansa sia così problematico da non potersi accettare», ha spiegato il manager tedesco in un’intervista al quotidiano Handelsblatt per poi ribadire l’interesse per il mercato italiano e assicurare che con i tedeschi Alitalia avrebbe «una prospettiva». Hohmeister ha quindi svelato per la prima volta il numero degli esuberi (alcuni rumors parlavano di 5-6mila persone): «Noi riteniamo al momento che sarebbero colpiti circa 3mila posti di lavoro – ha chiarito il manager tedesco -. E da quello che leggo sui media anche altri interessati parlano di questo ordine di grandezza». La decisione «è ancora aperta», ha aggiunto Hohmeister che ha poi puntato il dito contro le presunte criticità sul versante italiano: «Le reazioni ai nostri colloqui più recenti hanno mostrato che proprio in Italia non c’è accordo», ha sottolineato ancora il manager esprimendo anche la sensazione che non si stiano svolgendo le discussioni giuste.
Il destino di Alitalia, dunque, appare ora tutto in salita anche perché l’uscita di scena di Air France-Klm, per via delle tensioni politiche tra Roma e Parigi, ha creato più di qualche problema anche a Delta che sta cercando adesso di capire come andare avanti nel negoziato senza l’alleato franco-olandese. L’ipotesi allo studio sarebbe quella di convincere la low cost easyJet ad affiancarla nella newco in cui gli americani vorrebbero avere una partecipazione non superiore al 20 per cento. Intanto i contatti tra i soggetti interessati, con le Fs nel ruolo di polo aggregante, proseguono, ma il tempo a disposizione per trovare la quadra non è molto: entro marzo, come ha spiegato nell’intervista al Sole 24 Ore uno dei tre commissari di Alitalia, Stefano Paleari (si veda l’edizione del 7 febbraio), si dovrebbe arrivare al signing con la scelta del o dei partner e il piano industriale per poi giungere al closing prima dell’estate.

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