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Lufthansa Italia chiude i battenti Malpensa a rischio

di Marco Morino

MILANO – Lufthansa cambia la sua strategia in Italia: manda in pensione a fine ottobre il marchio "Lufthansa Italia" (la livrea sarà cancellata dalle carlinghe degli aerei) e con l'entrata in vigore del prossimo orario invernale trasferisce la flotta (nove Airbus A319) altrove. Inoltre verranno potenziati i voli verso la Germania effettuati dalla controllata Air Dolomiti, compagnia regionale basata sullo scalo di Verona. Air Dolomiti, in particolare, avrà il compito di alimentare con regolarità l'hub di Monaco, base di Lufthansa, dai principali centri economici del Nord Italia. Un annuncio che mette a rischio il ruolo di hub di Malpensa, anche se nella nota della compagnia tedesca non si fa cenno al destino dello scalo varesino gestito dalla Sea. A questo punto, la prospettiva di salutare a Malpensa uno o più collegamenti intercontinentali effettuati da Lufthansa sembra definitivamente tramontata.

I vertici del gigante tedesco, ieri a Milano, smentiscono un disimpegno da Malpensa, ma nei fatti vira in questo senso la direzione imboccata dalla compagnia che rinuncia così a fare dello scalo lombardo il proprio hub in Italia (si veda quanto anticipato dal parterre pubblicato sul Sole 24 Ore del 27 aprile). Da settimane gira voce che la compagnia tedesca avrebbe tagliato dal prossimo 11 luglio due rotte da Malpensa (Budapest e Lisbona) e ridotto i voli verso Parigi. Secondo fonti tedesche ripartirebbero per la Germania gli Airbus A319 attualmente basati a Malpensa. Ieri la conferma ufficiale: «Il brand Lufthansa Italia, lanciato nel 2008 – si legge in una nota della compagnia – sarà mantenuto fino al 29 ottobre 2011, termine dell'orario estivo. Gli A319 attualmente in uso da Lufthansa Italia saranno schierati altrove all'interno del gruppo Lufthansa a partire dall'orario invernale 2011/2012». Air Dolomiti – prosegue il comunicato – aumenterà le frequenze dei voli verso la Germania all'interno del suo network che è focalizzato a collegare il Nord Italia con l'hub di Monaco. Non a caso, responsabile dei piani strategici di Lufthansa per l'Italia è stato nominato proprio Michael Kraus, presidente e Ceo di Air Dolomiti.

Insomma, un addio a Malpensa in piena regola. «Quando tre anni fa abbiamo lanciato Lufthansa Italia – spiega Christoph Franz, Ceo e presidente di Lufthansa – abbiamo colmato una lacuna emersa a Milano dopo il ritiro di Alitalia da Malpensa. Tuttavia – spiega il manager –, considerato il crollo dei prezzi sulle rotte europee e la concorrenza, è stato estremamente difficile stabilire un proficuo network europeo con un marchio separato. Conviene quindi focalizzare l'offerta di Lufthansa sui collegamenti dall'Italia verso gli hub del gruppo», ossia Francoforte e Monaco. A scapito dei piani di potenziamento su Malpensa, annunciati in pompa magna nel 2008 dall'ex presidente di Lufthansa, Wolfgang Mayrhuber. In origine Malpensa avrebbe dovuto diventare il quarto hub della compagnia dopo Francoforte, Monaco e Düsseldorf. Ora il cambio di rotta e la decisione di ritirarsi da Malpensa.

La risposta della Sea

È chiaro che la notizia del disimpegno di Lufthansa da Malpensa rischia di complicare i piani della Sea, gestore dell'aeroporto, che punta a sbarcare in Borsa entro fine anno e ha scommesso moltissimo sulla compagnia tedesca per compensare il trasferimento dei voli di Alitalia a Roma. La Sea smorza gli allarmi e chiarisce subito che per «Malpensa non ci sarà alcun rischio» dall'addio di Lufthansa. Il perché è spiegato da alcune cifre: 1) Lufthansa Italia rappresenta uno dei 110 vettori presenti sullo scalo di Malpensa; 2) le destinazioni attualmente servite da Lufthansa Italia sono già coperte da una o più compagnie, che tra l'altro registrano coefficienti di riempimento superiori; le destinazioni raggiungibili in via diretta da Malpensa sono oggi 180 di cui 97 extra-Ue; 3) nel 2010 Lufthansa Italia ha rappresentato circa il 3% del fatturato del gruppo, con circa 1,2 milioni di passeggeri sui 18,7 milioni del 2010; tale volume – dichiara la Sea – potrà essere facilmente assorbito da altri vettori che già operano i medesimi collegamenti senza l'attuazione da parte del gestore di alcuna specifica strategia commerciale; 4) negli ultimi tre anni hanno iniziato a operare a Malpensa 38 nuovi vettori e sono stati attivati 42 nuovi collegamenti di cui 21 intercontinentali; 5) nei primi quattro mesi del 2011 Malpensa è cresciuta del 9% in termini di passeggeri e di oltre il 12% per il trasporto merci.

 

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