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Lufthansa contro Alitalia-Etihad

Lufthansa chiede che l’Unione europea tratti l’accordo tra Etihad e Alitalia «come un aiuto di Stato, come l’intervento di un governo nel capitale di una compagnia europea».
Carsten Spohr, amministratore delegato del gruppo tedesco, ha spiegato di aver «chiesto che l’intervento di Etihad in Alitalia sia trattato con i principi che si applicano agli aiuti di Stato, a cominciare dalla regola one time, last time», cioè «una sola volta, l’ultima volta». Per l’a.d. di Lufthansa, che ha risposto a una domanda del Sole 24 Ore nell’incontro con un gruppo di giornalisti di testate internazionali, «l’intervento di Etihad deve essere accompagnato anche da un programma di ristrutturazione di Alitalia, dal divieto di dumping nelle tariffe e nella capacità». Alla domanda se Lufthansa sia insoddisfatta per l’approvazione dell’Antitrust europeo all’intesa Etihad-Alitalia, Spohr ha risposto che la partita a Bruxelles è ancora aperta: «L’indagine sta andando avanti».
Spohr, da sei mesi numero della compagnia tedesca, ha confermato l’intenzione di andare avanti, nonostante i 10 scioperi fatti dai piloti quest’anno, nel programma per ridurre i costi. «L’obiettivo della mia strategia – ha detto Spohr – è mantenere Lufthansa la compagnia numero uno del mondo. Con 40 miliardi di euro siamo la compagnia con i ricavi più alti nel mondo, ma questo non è garantito. Siamo impegnati nel maggior piano d’investimenti nella storia della società. Abbiamo 600 aerei e ordini di acquisto per più di 250 aerei per un prezzo di listino di 30 miliardi di euro, più di 4 volte la nostra capitalizzazione di Borsa».
Dopo il trasferimento alla controllata Germanwings, che ha costi più bassi, dei voli in Europa che non alimentano le basi aeroportuali (hub) di Francoforte e Monaco, Lufthansa è pronta a un altro passo. Il 2 dicembre il consiglio di sorveglianza ha approvato il progetto per lanciare la nuova offerta “low cost” con il marchio Eurowings, per voli a breve e a lungo raggio. Con questo piano il gruppo punta a competere con le compagnie a basso costo e del Medio Oriente. Eurowings, stando ai programmi, avrà 23 Airbus 320 entro il 2017, per fare voli diretti in Europa. Sono previsti anche voli low cost a lungo raggio dalla fine del 2015, inizialmente con tre Airbus 330 in leasing, destinazioni Florida, Africa meridionale e Oceano indiano.
«C’è una riduzione dei costi del 20% nel passaggio da Lufthansa a Germanwings. Con Eurowings – ha detto Spohr – ci sarà un ulteriore beneficio del 10-15 per cento. Il nostro obiettivo è di portare Eurowings allo stesso livello di easyJet». I piloti non accettano il contratto che Lufthansa vuole applicare a Eurowings. Spohr ha osservato che “i piloti non saranno obbligati a trasferirsi in Eurowings, se non vogliono resteranno nell’attività di Lufthansa». Spohr non ha voluto commentare le voci di un possibile taglio al dividendo del bilancio 2014. Dopo un “profit warning” nei mesi scorsi, Lufthansa prevede un utile operativo di un miliardo nel 2014 e «significativamente superiore a questa cifra» nel 2015, ma inferiore ai 2 miliardi già previsti l’anno prossimo. Spohr minimizza anche il beneficio per il calo del prezzo del petrolio. «Bisogna tener conto che lo paghiamo in euro e il beneficio è molto limitato, nei primi nove mesi il prezzo del petrolio è diminuito del 3,5%». E l’anno prossimo? «Eravamo già assicurati sul prezzo, quindi l’impatto è molto più basso di quello che qualcuno pensa».

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