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Lufthansa: in Alitalia, ma con lo «spezzatino»

FRANCOFORTE Una proposta di Lufthansa per Alitalia arriverebbe non prima di giugno 2020, sarebbe in un primo tempo commerciale e soltanto al verificarsi di alcune condizioni: una ristrutturazione significativa e un’ulteriore liquidità (pubblica) per far fronte alle spese extra indifferibili che per l’anno prossimo richiedono almeno un miliardo di euro. È quanto si apprende da quattro fonti governative e tedesche che sottolineano come i 400 milioni di euro di ulteriore prestito non basterebbero. Anche perché a fine novembre la cassa è scesa a 270 milioni (erano 315 milioni il mese prima).

«Per un futuro di lungo termine per Alitalia è importante avere la giusta ristrutturazione e il giusto partner», ha detto il presidente e ceo di Lufthansa, Carsten Spohr, ai giornalisti nel quartier generale a Francoforte. «Questa è la mia logica quando ho parlato con le autorità italiane. È anche importante ricordare che una non può andare senza l’altra».

All’interno dell’esecutivo Conte — spiegano le fonti — c’è una parte che tifa apertamente Lufthansa. Ma sia al premier, sia al ministro dello Sviluppo economico Stefano Patuanelli i vertici tedeschi hanno manifestato l’interesse soltanto per la parte «aviation» (trasporto passeggeri e cargo), non per i servizi di terra (3.400 dipendenti) e la manutenzione (1.300). Richiesta che costringerebbe il commissario Giuseppe Leogrande a lavorare allo spezzatino. Quanto alla flotta Lufthansa pensa che debba essere ridotta a 90 aerei (dagli attuali 113) da accompagnarsi a un taglio delle rotte in perdita.

Per il colosso di Francoforte i costi di Alitalia sono troppo alti, il modello di business non funziona e i partner non sono quelli giusti. Ecco quindi la «ricetta»: ristrutturazione, liquidità adeguata e alleanze. Più si abbattono i costi, più le rotte diventano profittevoli, meno esuberi ci saranno. Toccherà a Leogrande e ai sindacati decidere quanto deve essere grande il vettore tricolore. E soltanto in presenza di un’Alitalia in utile Lufthansa può pensare di investire in un secondo momento. A gestire il dossier dal fronte tedesco è Joerg Eberhart, presidente e ad della controllata Air Dolomiti che ha sede a Verona.

Cosa offrirebbe Lufthansa? L’adesione di Alitalia nel proprio programma di fedeltà tedesco, il codeshare sui voli tra i mercati di riferimento in Europa, l’ingresso nella joint venture transatlantica e in quelle asiatiche. Roma resterebbe hub, in particolare per le tratte verso il Sud America, l’Africa e il sud-est asiatico.

Oggi Patuanelli e Leogrande incontrano i sindacati per iniziare ad affrontare i nodi della «cura dimagrante». A partire dagli esuberi.

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