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Lufthansa, accordo per rilevare Air Berlin «Sì ad Alitalia per una nuova compagnia»

Lufthansa in grande desiderio espansionistico. Ieri, l’aerolinea tedesca ha acquistato buona parte delle operazioni di Air Berlin, società finita in insolvenza a metà agosto quando l’azionista del Golfo Ethiad ha deciso di sospendere i finanziamenti al gruppo. In parallelo, l’amministratore delegato di Lufthansa, Carsten Spohr, ha fatto sapere di essere interessato anche ad Alitalia, a certe condizioni. Il principale vettore tedesco, in altri termini, si ripropone come il consolidatore del settore nel continente.

Per quel che riguarda Alitalia, Spohr ha detto che «così com’è oggi, per noi non è argomento di interesse». Ma ha aggiunto: «Se ci fosse la possibilità di creare una nuova Alitalia, allora Lufthansa, in qualità di numero uno in Europa, sarebbe sicuramente interessata ai colloqui». Il mercato italiano è importante, per il vettore tedesco, ha sostenuto Spohr. Ha però ribadito quanto detto in passato da altri top manager del gruppo, cioè che, così com’è strutturata, l’aerolinea italiana non è considerata gestibile. Se il gruppo tedesco vorrà mostrare un interesse per Alitalia, comunque, dovrà farlo entro il 16 ottobre, data entro la quale devono essere presentate le offerte vincolanti.

Intanto, Lufthansa ha firmato ieri l’acquisto di buona parte delle operazioni di Air Berlin. Per 210 milioni, entrerà in possesso di 81 dei 130 aerei del gruppo insolvente e assumerà circa tremila degli ottomila lavoratori della compagnia in liquidazione. Le attività acquisite diventeranno operative, entro fine anno, nella controllata low-cost EuroWings, nella quale Spohr ha detto di volere investire un miliardo e mezzo e creare altri tremila posti di lavoro. A Lufthansa passerà anche il controlli delle compagnie Niki e Walter (non insolventi, quindi operative). Con i 210 milioni, Air Berlin ripagherà i 150 milioni di prestito-ponte che il governo di Berlino le aveva concesso in estate per evitare che la flotta aerea rimanesse all’improvviso a terra. Con questa acquisizione, Lufthansa rafforza ulteriormente il suo dominio nei cieli della Germania, anche nell’aeroporto di Berlino, «il mercato più dinamico in Europa», ha detto Spohr.

E rafforza anche la sua posizione nel continente. Il titolo del gruppo è salito ieri in Borsa a un massimo di 25,52 euro, per chiudere a 25,14. Proprio questa espansione dovrà però essere valutata con attenzione, entro l’anno, dalle autorità antitrust della Ue. Il gruppo potrebbe essere costretto a rinunciare ad alcuni diritti di atterraggio e di decollo (slot) su certe destinazioni da e per Berlino e Düsseldorf, i due maggiori scali di Air Berlin.

Gli ultimi voli sotto la sigla AB decolleranno il 28 ottobre, poi la compagnia aerea che effettuò il suo primo volo il 28 aprile 1979, verso Palma di Maiorca, non ci sarà più. Nei prossimi giorni si dovrà stabilire come saranno protetti coloro che avevano comprato biglietti per date successive.

Danilo Taino

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