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L’ufficio duplica l’accertamento

di Nicola Fasano

Incrementi patrimoniali osservati speciali negli accertamenti sintetici.
Gli uffici per gli accertamenti basati sul "vecchio" sintetico, ancora applicabile per i periodi di imposta fino al 2008, non possono rilevare incrementi patrimoniali verificatisi in anni successivi a quelli oggetto di accertamento, imputando poi a ritroso, per quinti, il relativo ammontare dell'investimento.
A maggior ragione se si considera che con il nuovo sintetico, applicabile a partire dal periodo di imposta 2009, tutte le spese, comprese quelle per incrementi patrimoniali, saranno "caricate" interamente nell'anno di sostenimento.
Non è infrequente che, per esempio, l'ufficio nell'ambito dell'accertamento basato sul "vecchio" accertamento sintetico, rilevi l'acquisto immobiliare effettuato dal contribuente nel 2010, pari a 500mila euro, imputando l'incremento per quinti agli anni precedenti e dunque anche al 2006 (ancora accertabile nel 2012 in caso di omessa dichiarazione), 2007 e 2008, in cui viene spalmata la relativa quota di competenza di 100.000 euro, al fine di determinare il reddito sinteticamente accertabile.
Tale prassi, tuttavia contrasta con la ratio stessa del "vecchio" articolo 38 del Dpr 600/73, che si presenta quale norma di favore per il contribuente, poiché, in sostanza, si presume che l'investimento eseguito in un anno non debba essere imputato interamente a quell'anno, ma "spalmato" in quinti anche ai quattro periodi di imposta precedenti.
Non può invece essere applicato dall'ufficio, per imputare agli anni oggetto di accertamento i relativi quinti di incrementi patrimoniali verificatisi negli anni successivi (nel nostro caso il 2010).
In sostanza, l'ufficio per rilevare ed imputare eventuali incrementi patrimoniali nell'ambito della procedura di accertamento da "vecchio" sintetico, dovrebbe tenere in considerazione solo incrementi patrimoniali verificatisi nell'anno oggetto dell'accertamento, ripartendo poi per quinti, a ritroso i relativi importi.
Tale ricostruzione, peraltro, è avvalorata anche dalla giurisprudenza di merito (si veda la sentenza n. 456/11 del 22 giugno 2011, Ctr di Roma) che, sul punto, ha sottolineato come l'ufficio avesse errato nell'interpretare l'articolo 38 ritenendo che esso permetta l'imputazione fittizia di qualsiasi reddito anche futuro (rispetto all'anno oggetto di accertamento), «mentre è evidente che il meccanismo non può che operare per il passato».
Quanto appena evidenziato, appare ancora più ragionevole e fondato, se coordinato con quanto previsto per il "nuovo" accertamento sintetico. L'articolo 38, comma 4 (modificato dall'articolo 22 del decreto legge 78 del 2010) prevede infatti che con la nuova procedura che si applicherà a partire dall'anno di imposta 2009, le spese di ogni genere sostenute nell'anno, sono imputate interamente nel medesimo anno, comprese quelle per incrementi patrimoniali, che non saranno quindi più "automaticamente" imputate per quinti anche ai quattro anni precedenti.
Ebbene, fermo restando che anche con la nuova formulazione dell'articolo 38, gli incrementi patrimoniali dovranno pur sempre essere confrontati con la reale situazione complessiva del contribuente e la sua peculiare capacità di spesa (si veda il Sole 24Ore del 4 febbraio), qualora si avallasse l'operato degli uffici quando prendono in considerazione incrementi futuri (in particolare quelli realizzati dal 2009 in avanti) e li imputano per quinti agli anni accertabili ancora con il vecchio sintetico, ossia 2006 (in caso di omessa dichiarazione), 2007 e 2008, significherebbe, di fatto, consentire loro di accertare il contribuente due volte sulla base dello stesso investimento.
Per rimanere all'esempio sopra, il contribuente accertato in relazione al 2007 e al 2008, tramite il vecchio sintetico basato, fra l'altro, anche sull'imputazione a ritroso per quinti (100mila euro per ciascun anno) dell'investimento immobiliare effettuato nel 2010 di 500mila euro, rischia, in linea di principio, di vedersi nuovamente accertato anche per il 2010, sempre sulla base di tale investimento, questa volta interamente considerato, nonostante abbia subito già l'accertamento per gli anni precedenti, in cui il reddito è stato sinteticamente determinato anche sulla base dei "quinti" dell'investimento effettuato nel 2010.
Pare evidente, pertanto, che anche alla luce dell'accavallamento delle due versioni di accertamento sintetico, non può ritenersi conforme al dettato normativo la prassi degli uffici che nel vecchio sintetico considerino anche incrementi patrimoniali effettuati in periodi di imposta successivi rispetto a quelli accertati.

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