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L’Ue vuole l’Imu sui più ricchi

L’Italia ha mantenuto gli impegni economici presi ma è necessario reintrodurre una tassa sugli immobili per i contribuenti con redditi elevati. Le valutazioni arrivano dalla Commissione europea, che ha pubblicato ieri il «pacchetto di primavera 2017», documento contenente l’insieme delle raccomandazioni specifiche proposte dall’organo comunitario nei confronti dei paesi Ue.

La Commissione ha promosso la manovra correttiva italiana (dl 50/2017) affermando che «sono state adottate le misure richieste per il 2017 e, pertanto, in questa fase non sono ritenuti necessari interventi supplementari». Inoltre, nonostante il rapporto debito pil abbia superato la soglia del 130% (132,6%), l’Italia non rischia procedure di infrazione per squilibri macroeconomici, se verranno rispettati i termini temporali delle riforme presentate. Ma per il 2018 è richiesto uno «sforzo sostanzioso» per correggere i conti pubblici; la Commissione raccomanda all’Italia di spostare il carico fiscale verso altri fattori, reintroducendo la tassa sulla prima casa per i contribuenti più ricchi e procedendo alla realizzazione della riforma del catasto. L’eventuale reintroduzione dell’Imu prima casa sui redditi più elevati non ha convinto Pier Carlo Padoan. Il ministro ha affermato a margine dell’Eurogruppo di ieri che «le riforme fiscali vanno viste nel loro insieme. Cambiare linea su una tassa che è stata modificata appena pochi mesi fa non mi sembra una buona idea». Ancora più duro li giudizio di Confedilizia. In una nota pubblicata ieri, l’associazione ha criticato la commissione, stabilendo come «è un peccato che da un’istituzione che impiega 33 mila dipendenti non possa mai giungere un’analisi più ragionata sulle politiche tributarie. È mai possibile che la Commissione non trovi un giovane laureato in grado di approfondire il tema dell’imposizione immobiliare e dei riflessi di questa sull’economia? Si scoprirebbe che non ha il minimo fondamento la tesi secondo la quale le imposte sugli immobili sarebbero meno dannose per la crescita rispetto alle altre. E si apprenderebbe che sono incalcolabili i danni causati all’intero paese dallo spropositato aumento della tassazione immobiliare». La discussione è rimandata alle prossime previsioni della commissione, attese per autunno 2017.

Michele Damiani

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