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L’Ue scommette sull’innovazione

Benzina, in arrivo dall’Europa, per far ripartire l’economia, puntando sull’innovazione delle imprese: ad accendere la miccia, fra gli altri, il piano Orizzonte 2020 da circa 80 miliardi (nell’arco di 7 anni) e un cospicua fetta di fondi strutturali (32 miliardi soltanto per l’Italia) destinati a incrementare la competitività delle realtà produttive. E a invertire la tendenza di un paese, il nostro, che è fermo al 18° posto nella classifica comunitaria per investimenti nel settore, di poco superiori all’1% del Prodotto interno lordo nazionale. In una fase in cui «il risanamento fiscale è in fase di rallentamento» e, almeno a breve scadenza, «i vincoli di bilancio non saranno rimossi», si rivela, dichiara Olli Rehn, vicepresidente della Commissione Ue, «più importante che mai per gli stati membri indirizzare le proprie risorse in modo intelligente». È di ieri la sollecitazione di Bruxelles ad ampliare la spesa nel campo della ricerca e dell’innovazione, per «mantenere, o conservare la leadership in molti settori della conoscenza e nelle tecnologie chiave»; l’organismo, inoltre, si impegna a sostenere i singoli paesi nel perseguimento delle riforme adeguate alle proprie caratteristiche, fornendo sostegno politico e buone prassi. E, naturalmente, finanziamenti preziosi.

È, infatti, ampio il ventaglio di opportunità di impiego di fondi per accrescere il valore delle pmi e, di conseguenza il loro fatturato, nonché i livelli occupazionali, messo a disposizione dall’Europa in questa fase di crisi globale (si veda tabella nella pagina). Altro obiettivo che s’intende raggiungere è far salire gli stanziamenti nel comparto, giacché attualmente, sia nel settore pubblico, sia in quello privato, la media in Europa oltrepassa di poco il 2% del Pil, pertanto il primo traguardo è di aggiungere almeno un punto percentuale. Il Vecchio Continente, però, procede a macchia di leopardo, poiché in cima alla lista delle nazioni che versano somme maggiori per lo sviluppo tecnologico si attestano la Finlandia (che sceglie di erogare una cifra che si equivale al 3,5% della sua produzione interna), poi stati confinanti come la Svezia (3,4%) e la Danimarca (3%) e, a seguire, la Germania (2,9%), mentre la Francia si colloca in settima posizione (2,3-2,3%); non lusinghiera è, invece, la performance della nostra penisola, che si ferma al 18° posto tuttavia, tiene a sottolineare la rappresentanza in Italia della Commissione Ue ad ItaliaOggi, nel periodo 2007-2013 abbiamo conquistato il quarto posto come stato beneficiario del programma quadro per la ricerca e l’innovazione, avendo ricevuto «circa 3,5 miliardi» per iniziative che hanno complessivamente coinvolto «almeno 11.500 partecipanti».

Le ultime stime comunitarie prevedono che poco meno di un terzo dei fondi strutturali (dell’ammontare di 325 miliardi di euro a livello Ue, più di 32 miliardi solo per lo stivale) andrà in ricerca, innovazione e sostegno alle pmi, ma il «fiore all’occhiello» delle misure lanciate di recente è indubbiamente il nuovo programma quadro Orizzonte 2020, con una dotazione di quasi 80 miliardi di euro per un periodo di sette anni: i finanziamenti nell’ambito della ricerca sono attribuiti in base a inviti a presentare proposte su base concorrenziale, e sono finora stati pubblicati i primi bandi pari a circa 15 miliardi per i primi due anni di validità della strategia. Quanto a Cosme, invece, focalizzato sul salto di qualità della competitività aziendale, l’ammontare è di 2,3 miliardi per il periodo 2014-2020, e fra le sue misure più rilevanti c’è lo strumento di garanzia per i prestiti fino a 150 mila euro erogati a beneficio delle pmi; in base alle valutazioni di Bruxelles, da qui al 2020 si avvarranno di tale opportunità circa 330 mila imprese europee. E, infine, scommette sul potenziale della «green economy» il programma Life (3,4 miliardi sul piatto), dedicato allo sviluppo sostenibile, a un miglior uso delle risorse energetiche, nonché al rispetto della natura e della biodiversità, da cui ci si attendono importanti ricadute occupazionali.

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