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L’Ue rivede le stime di crescita: «Due anni per il recupero»

«Nel suo insieme l’economia della Ue sarà appena al di sotto del suo livello pre-pandemia entro la fine del 2022, ma purtroppo non è così per tutti gli Stati membri», quasi la metà probabilmente non riuscirà a recuperare. Il commissario Ue all’Economia, Paolo Gentiloni, ha presentato le Previsioni economiche d’autunno della Commissione europea, con la revisione delle stime rispetto a luglio in una situazione «instabile e incerta». Per l’Italia si registra un peggioramento.

«Improbabile», secondo la Commissione, che la nostra ripresa torni ai livelli pre-pandemici entro il 2022. «Tra i maggiori Stati membri — ha detto Gentiloni — si prevede che solo la Germania e la Polonia raggiungeranno o supereranno i livelli di Pil pre-pandemici entro fine 2022». I Paesi con grandi settori del turismo dovrebbero impiegare più tempo per una piena ripresa. Per Bruxelles quest’anno il crollo del Pil italiano sarà del 9,9%, nel 2021 la crescita si limiterà al 4,1% e nel 2022 sarà del 2,8% (le stime di Roma, che però non tenevano conto delle nuove misure di contenimento, sono -9% quest’anno, +6% nel 2021 e +3,8% nel 2022). Invece «rispetto alle previsioni estive — spiega la Commissione — le stime di crescita per Eurozona e Ue a 27 sono leggermente più alte per quest’anno e più basse per il 2021». Il Pil dell’Eurozona si contrarrà quest’anno del 7,8% (-7,4% l’Ue a 27) prima di tornare a correre del 4,2% (+4,1% l’Ue) nel 2021 e del 3% (+3% anche l’Ue) nel 2022. Deficit e debito pubblico sono in crescita in tutta l’Unione, ma l’Italia è tra i Paesi più sotto pressione: il deficit sul Pil arriverà al 10,8% quest’anno, per scendere al 7,8% nel 2021 e al 6% nel 2022 (peggio di noi fa solo la Spagna); il debito pubblico sul Pil, che rimane il peggiore dietro a quello greco, sarà stabile, pari al 159,6% quest’anno, al 159,5% nel 2020 e al 159,1 nel 2022. Gentiloni rassicura: «Non credo ci sia preoccupazione alcuna sulla sostenibilità dei debiti — ha detto — c’è necessità nel medio periodo di mettere il debito in un percorso di sostenibilità e credo che la preoccupazione sia pienamente condivisa dal governo italiano».

Gli effetti economici della pandemia, osserva la Commissione, stanno colpendo in Italia soprattutto il settore dei servizi. Infatti se con la fine del primo lockdown manifattura costruzioni hanno ripreso a correre, invece i servizi, che «sono più sensibili all’aumento dei tassi di infezione e alle limitazioni alla mobilità», risentiranno delle limitazioni anche dopo quest’anno. Sono il settore che registrerà la maggiore perdita di posti di lavoro. L’occupazione è stata salvaguardata dalla copertura estesa della Cig e dal divieto di licenziamenti fino all’anno prossimo, i lavoratori temporanei hanno pagato il prezzo più alto ma, osserva Bruxelles, è «improbabile» che quelli a tempo indeterminato «restino illesi una volta che le misure di emergenza finiranno».

 

Per Gentiloni «in questo contesto di altissima incertezza, le politiche economiche e fiscali nazionali devono rimanere favorevoli, Next Generation Eu deve essere finalizzato quest’anno e messo in campo nella prima metà del 2021». Intanto un passo avanti è stato fatto nelle trattative tra Consiglio e Parlamento Ue sul bilancio dell’Unione 2021-2027 e sul regolamento del Recovery Fund: i negoziatori hanno trovato l’accordo sul legame tra rispetto dello Stato di diritto e l’uso dei fondi del budget e di Next Generation Eu.

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