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L’Ue prepara maximulta contro Google

Dopo inque anni di indagine, la Commissione europea sta per chiudere l’struttoria contro Google, il leader mondiale dei motori di ricerca, accusato di abuso di posizione dominante. La portavoce della commissaria alla concorrenza, Margrethe Vestager, non conferma la notizia: «L’indagine dell’Antitrust Ue è ancora aperta. Non commentiamo su indagini in corso». Tuttavia ieri il Wall Street Journal ha scritto che Bruxelles avrebbe chiesto alle società che hanno presentato esposti contro Google, tra cui anche il concorrente Microsoft, l’autorizzazione a rendere pubbliche le loro contestazioni. Questo è un passo obbligato, poiché inizialmente gli esposti all’antitrust europeo sono considerati confidenziali, che solitamente prelude alla apertura di una procedura di infrazione.
La sostanza delle accuse rivolte a Google consiste nel fatparte to che il motore di ricerca sarebbe impostato in modo tale da privilegiare, nelle risposte che fornisce quando viene consultato per la ricerca di servizi specializzati, i siti associati alla holding di Mountain View e penalizzareinvece quelli dei concorrenti. L’inchiesta era stata aperta nel 2010, ma da allora ha attraversato varie fasi di alti e bassi. Google ha già avanzato tre proposte di modifiche dei propri criteri di servizio per venire incontro alle obiezioni della Commissione, ma nessuna è stata giudicata sufficiente dall’antitrust europeo. Ora la commissaria Vestager, che a marzo ha incontrato il ceo di Google, Eric Schmidt, sembra intenzionata a chiudere la fase istruttoria è mettere la società formalmente sotto accusa.
L’apertura della procedura per violazione delle norme sulla concorrenza non deve necessariamente concludersi con l’imposizione di sanzioni. La compagnia americana ha ancora la possibilità di addivenire ad una intesa amichevole apportando le correzioni richieste da Bruxelles in modo da porre fine al comportamento anticoncorrenziale. Se però non si trovasse un accordo, e se la Commissione dovesse arrivare al termine della procedura, la società di Mountain View rischia una multa salatissima, che può arrivare fino al 10 per cento del fatturato annuo. Nel 2014, Google ha messo a bilancio un fatturato di 66 miliardi di dollari. I precedenti non sono favorevoli al gigante informatico americano. Nel 2012 un altro colosso della e-economy, Microsoft, ha dovuto pagare una multa di 1,7 miliardi di euro.
Già il precedente commissario alla concorrenza, lo spagnolo Joaquin Almunia, aveva aperto una serie di inchieste a carico dei grandi operatori della It, ma ora la sua erede sulla poltrona dell’antitrust sembra decisa ad accelerare in questa direzione. Il prossimo bersaglio, secondo alcune indiscrezioni del Financial Times, potrebbe essere Apple e il progetto di creare un servizio di streaming musicale in concorrenza con Spotify e Google. Nei giorni scorsi Bruxelles avrebbe inviato una serie di questionari alle compagnie discografiche per conoscere la natura degli accordi intercorsi con la società di Cupertino.
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