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L’Ue non boccia l’Italia, richiamo sul debito

BRUXELLES L’Ecofin dei 28 ministri finanziari Ue ha richiamato i Paesi membri con alto debito, tra cui c’è l’Italia. Ma la Commissione europea non ha aperto una procedura. Si è limitata a una lettera a Roma per ricordare che nel 2015 e nel 2016 non rispetta la regola del debito e che la legge di bilancio 2016 è a rischio di deviazione dagli obiettivi di aggiustamento del deficit in termini strutturali. «L’Italia non ha alcuna difficoltà a mantenere gli obiettivi», ha replicato il premier Matteo Renzi.
L’istituzione di Bruxelles, che si aspetta risposte da Roma entro il 15 aprile, in vista della valutazione della legge di Stabilità in maggio, ha attribuito squilibri macroeconomici ai tre grandi Paesi della zona euro, definendo eccessivi quelli di Italia (alto debito, bassa competitività, sofferenze bancarie e disoccupazione) e Francia (crescita del debito, competitività e produttività). La Germania è in squilibrio per i surplus di bilancio.
L’Ecofin a Bruxelles ha chiesto correzioni agli Stati con conti pubblici non in ordine. I governi con alto indebitamento dovranno garantire «il rispetto delle regole di bilancio» e «livelli di debito sostenibile». La Commissione europea, che oggi valuta i conti pubblici nazionali, è in trattativa con il ministero dell’Economia con continui scambi di comunicazioni per favorire il via libera Ue alla legge di Stabilità.
Il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan ha detto di non aspettarsi da Bruxelles di dover fare «qualcosa in più». Ha ribadito che i conti pubblici italiani sono «sotto controllo» e che il debito «si stabilizza nel 2015 e comincerà a scendere nel 2016». Roma resta orientata al rilanciare la crescita, a sviluppare gli investimenti e a ridurre le tasse. «Questa strategia sta dando i suoi frutti e non sarà cambiata», ha detto Padoan.
La Bce di Mario Draghi va verso il sorpasso delle misure espansive senza precedenti della Federal Reserve Usa. Le banche centrali stimano il bilancio dell’Eurotower a circa il 25% del Pil dell’Eurozona contro il 27% della Fed sull’economia degli Stati Uniti. I 250 miliardi di euro per il sorpasso dovrebbero scaturire dall’annuncio di nuovi interventi atteso da Draghi nell’appuntamento Bce di domani.
Secondo Eurostat nel quarto trimestre del 2015 il Pil è cresciuto 0,3% nella zona euro e 0,4% nell’Ue. Rispetto all’anno precedente l’aumento è di 1,6% e 1,8%. In Italia il Pil è salito dello 0,1% rispetto allo 0,3% di Germania e Francia e allo 0,8% della Spagna.
L’Ecofin ha raggiunto un accordo sullo scambio delle informazioni fiscali tra i Paesi membri per contrastare l’elusione e l’evasione delle tasse delle multinazionali.

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