Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

L’Ue frena sugli aiuti anticrisi

Limitare l’utilizzo dei fondi strutturali per misure che sono in realtà anti-crisi (congiunturali), dar piena operatività dell’Agenzia per la coesione in tempi certi e una proposta di piani di rafforzamento amministrativo che impediscano di ripetere gli errori del passato nell’impiego dei finanziamenti.

Sono i suggerimenti principali che la commissione europea ha inviato all’Italia circa l’ultima bozza di accordo di partenariato per l’impiego dei fondi strutturali, ossia il «patto» che tutte le capitali europee sono obbligate a stringere con Bruxelles per la nuova programmazione 2014-2020. Una partita che per l’Italia vale circa 30 miliardi, che andrebbe chiusa entro fine luglio, con nove paesi europei (dalla Germania alla Grecia) che hanno già avuto il via libera di Bruxelles.

La situazione è migliorata rispetto ai rilievi effettuati sulla prima bozza a marzo, che conteneva oltre 300 richieste di modifica. Ma resta la raccomandazione principale: Roma agisca con più decisione per rafforzare la capacità amministrativa a tutti i livelli, incluso il monitoraggio a livello centrale. Desta inoltre qualche perplessità la taglia degli interventi che l’Italia vorrebbe destinare a misure anticicliche per lo sviluppo. Di questo e altro discuteranno faccia a faccia il commissario europeo per le Politiche regionali Johannes Hahn e il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Graziano Delrio il 17 o più probabilmente il 18 luglio. C’è poi l’idea dei piani di rafforzamento amministrativo: la commissione propone che ogni soggetto che voglia utilizzare i fondi, sia a livello nazionale che regionale, debba impegnarsi a livello politico (quindi con la firma del ministro o presidente della regione) a sottoscrivere programmi dettagliati, con procedure e scadenze precise per ogni fase dell’assegnazione dei fondi. Le autorità italiane sono inoltre invitate a garantire la piena operatività della Agenzia per la Coesione «a inizio periodo di programmazione» e ad applicare sistemi di audit più coerenti ed efficaci. Dopo l’incontro tra Hahn e Delrio, l’obiettivo della Commissione è di chiudere con una riunione a Bruxelles il 24 e 25 luglio. Intanto si iniziano a fare i conti sui risultati dei fondi per lo sviluppo regionale impiegati nel 2007-2013, con i quali in Italia sono stati creati «58.564 posti di lavoro e realizzati 34.828 progetti di investimento per le piccole e medie imprese», ha reso noto la Commissione martedì. Le cifre emergono dai «rapporti annuali» con i quali gli stati danno conto a Bruxelles dell’attuazione dei programmi operativi. Questo nonostante i ritardi nella capacità di assorbimento dei fondi che vedono l’Italia attualmente a quota 55,7% per il fondo regionale e quello sociale (quando la media Ue è 69,65%). La situazione «notevolmente migliorata», dicono a Bruxelles, ricordando che nel luglio dell’anno scorso si era sotto quota 43%.

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Alla fine, dopo un consiglio sospeso e riaggiornato a ieri pomeriggio, l’offerta vincolante per l...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Scatta l’operazione-pulizia del Recovery Plan. Dal primo giro di orizzonte del gruppo di lavoro di...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Negli ultimi giorni, la stampa è entrata improvvisamente nel mirino di alcuni governi in Europa del...

Oggi sulla stampa