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L’Ue potrebbe dare all’Italia altri 10 miliardi di flessibilità

BRUXELLES — Un vertice europeo straordinario convocato d’urgenza per cercare di evitare che il coronavirus dilaghi in tutto il continente. La riunione d’emergenza è stata convocata dal presidente del Consiglio europeo, Charles Michel, per le cinque di oggi pomeriggio e si terrà in videoconferenza. L’obiettivo dei capi di governo è lanciare un coordinamento sanitario ed economico contro il Covid-19. Si attende un imprimatur politico, mentre eventuali decisioni operative arriveranno successivamente a livello di ministri e poi al summit in calendario per il 27 marzo. «Sono in contatto con la presidente della Bce, Christine Lagarde », spiegava ieri la numero uno della Commissione, Ursula von der Leyen. Grazie al sostegno politico atteso dai leader, proprio Francoforte nella riunione di giovedì dovrebbe varare le prime misure a sostegno dell’economia. Difficile un taglio dei tassi, già sotto zero. Possibili ulteriori iniziative sui titoli di Stato e sui corporate, anche se l’opzione più probabile è l’immissione di liquidità nel sistema per permettere alle banche di erogare credito alle imprese ed evitare fallimenti a catena.
L’appuntamento successivo è per lunedì a Bruxelles, tra i ministri delle finanze (Eurogruppo). Sarà il vero test per capire se l’Europa è pronta a fare sul serio per scongiurare il crollo dell’economia. La Commissione con Paolo Gentiloni sta preparando un menù da sottoporre ai governi per «un’azione di bilancio coordinata ». Uno stimolo fiscale per sostenere turismo, trasporti e tutti gli altri settori colpiti così come sanità pubblica e cassa integrazione. L’obiettivo è poi di non far mancare liquidità a Pmi e grandi industrie rinviando i pagamenti di tasse e rate bancarie. Si ragiona anche sul via libera ad aiuti di Stato per le imprese in crisi.
Azioni espansive coordinate tra governi che passeranno solo se le rigoriste Olanda e Germania avranno compreso la portata della crisi. Ieri Conte ha annunciato che il governo potrebbe varare misure superiori ai 7,5 miliardi concordati con l’Europa. A Bruxelles non troverà difficoltà a far salire ulteriormente il deficit oltre il 2,5% visto che le misure sono una tantum e legate al virus. Il governo potrebbe avere margine fino a una percentuale leggermente inferiore al tetto del 3%. Una decina di miliardi. Per andare oltre, invece, è necessario un deciso piano dell’Eurogruppo che giustifichi misure ancora più drastiche.
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