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L’Ue accusa: cartello sul prezzo degli ebook

di Stefano Montefiori

PARIGI— La perquisizione è cominciata martedì, ieri era ancora in corso e «l’inchiesta è solo agli inizi» , ha detto la portavoce della Commissione europea, Amelia Torres. Gli ispettori dell’Unione Europea sono entrati in azione in molte case editrici di tutto il continente— gruppo Hachette, Gallimard, Flammarion e Albin Michel in Francia — per verificare se ci siano in corso intese illegali per fissare il prezzo dei libri in formato elettronico. «La Commissione ha ragione di credere che le società coinvolte possano aver violato le norme europee antitrust che proibiscono cartelli e altre pratiche restrittive dell’attività economica» , si legge nel comunicato ufficiale diffuso ieri. Il mercato del libro elettronico vive momenti di grande confusione di formati, lettori, modelli di business. Le grandi case editrici — è questo il sospetto dell’Unione Europea — possono essere tentate di approfittare della situazione in continua evoluzione per cercare di fissare i prezzi verso l’alto prima che sia troppo tardi, anche se «al momento non ci sono né prove né accuse» , aggiunge la Torres. Una specie di operazione preventiva o quasi, che ha comportato il sequestro di decine di computer, e il controllo delle caselle di posta elettronica e degli archivi del gruppo dirigente delle maggiori aziende editoriali francesi ed europee. Un mese fa un’azione simile è stata condotta dal Britain’s Office of Fair Trading (Oft), l’Antitrust britannico, che ha condotto indagini sulla Penguin (gruppo Pearson) e Harper Collins (News Corp). La posta è in gioco è enorme, visto che il capo di Amazon, Jeff Bezos, ha dichiarato poche settimane fa che il prodotto di maggior successo è il Kindle (il lettore di libri elettronici), e che gli ebook hanno ormai sorpassato i libri di carta quanto a copie vendute. In Francia, la legge voluta da Jacques Lang nel 1981 ha stabilito per i libri il «prezzo unico» , il volume viene venduto in tutti i negozi allo stesso prezzo. Un modo per proteggere le piccole librerie dallo strapotere (allora nascente) della grande distribuzione. La Commissione europea accettò all’epoca che i governi fissassero il prezzo del libro, a condizione che questo non pregiudicasse gli scambi tra gli Stati membri. I distributori, cioè i grandi magazzini e le librerie indipendenti, possono in seguito scontare il prezzo al massimo del 5 per cento. Ma un accordo fra editori per stabilire il prezzo dei libri, di carta o in formato elettronico, è totalmente proibito dalle norme europee, ed è questo che l’indagine della Commissione vuole appurare. Oggi la versione elettronica di un romanzo appena uscito costa in Francia tra i 16 e i 20 euro.

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