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Luce, i prezzi crescono ancora. Ma per il gas nuovo calo dei costi

In filigrana l’utente ci perde comunque. Perché salgono i prezzi dell’energia elettrica che in questi mesi decolleranno per effetto del ricorso obbligato all’aria condizionata. Scendono, è vero, i prezzi al dettaglio del gas ma — al netto dei consumi in cucina (per chi ha i fornelli a metano e non quelli elettrici) — scendono nel momento in cui i riscaldamenti sono chiusi per essere riavviati tra ottobre e novembre. Peccato.

L’Arera, l’ex authority dell’energia, ha pubblicato ieri le variazioni delle tariffe per il mercato tutelato sancendo una riduzione del 6,9% per il gas e un aumento dell’1,9% per l’elettricità, a partire dal primo luglio e per i prossimi tre mesi. Per quanto riguarda una misurazione degli effetti sulle famiglie (al lordo delle tasse), per l’elettricità la spesa per la famiglia-tipo, nell’anno compreso tra il 1° ottobre 2018 e il 30 settembre 2019 sarà di 566 euro, mentre per la bolletta gas sarà di circa 1.150 euro nello stesso periodo considerato.

«Dopo i forti ribassi del trimestre scorso (quando le tariffe della luce calarono dell’8,5% e il gas del 9,9%, ndr.) — sottolinea ottimisticamente l’Arera — si conferma un andamento complessivamente favorevole delle bollette dell’energia per i clienti in tutela». Gli aggiornamenti sono prevalentemente legati ai previsti andamenti nel prossimo trimestre dei prezzi delle materie prime nei mercati all’ingrosso dell’energia, nazionali ed internazionali.

I prezzi del gas

La riduzione dei prezzi del gas è dettata da una flessione nel mercato all’ingrosso

Per l’energia elettrica è significativo come il leggero incremento finale sia il risultato di un aumento dei costi di acquisto dell’elettricità, attenuato da un lieve aggiustamento in riduzione degli oneri generali che, dopo le azioni di recupero delle manovre del 2018 a tutela dei consumatori concluse con il precedente aggiornamento, tornano ora a seguire percorsi di adeguamento «ordinari». La variazione tariffaria è determinata da un aumento della componente a copertura della spesa per la materia energia (+2,65%), parzialmente ridotto da un calo di quella per gli oneri generali (-0,75%). L’aumento dei prezzi relativi alla materia prima è principalmente legato al normale andamento stagionale dei mercati, in parte compensato dalle quotazioni delle commodity energetiche, in particolare dai bassi prezzi del gas naturale (ancora allineati tra mercato asiatico ed europeo).

A questo si aggiungono le quotazioni dei permessi di emissione dell’anidride carbonica ancora stabili su alti livelli. La condizione di sostanziale equilibrio sull’anno in corso del gettito degli oneri generali, a fronte di alcune revisioni al ribasso delle previsioni di oneri da coprire a bilancio, ha permesso una lieve riduzione.

L’energia elettrica

Sul rincaro dei prezzi pesa l’aumento della componente relativa alla materia prima

Per il gas naturale invece l’andamento è sostanzialmente determinato per intero dalla riduzione della spesa per la materia prima (-6,9% sulla spesa della famiglia tipo), legata alle quotazioni stagionali attese nei mercati all’ingrosso nel prossimo trimestre.

Fabio Savelli

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