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Lse-Refinitiv, Antitrust in campo Faro Ue su Borsa e Titoli di Stato

Si complica l’operazione Lse. Come anticipato nei giorni scorsi, la Commissione europea ha annunciato ieri l’apertura di una indagine approfondita sull’acquisizione da parte del London Stock Exchange Group della società americana Refinitiv. Bruxelles ha ora quattro mesi di tempo per vagliare l’operazione, che ha un valore di 27 miliardi di dollari. Lo sguardo corre a Borsa Italiana, una società che il gruppo britannico potrebbe essere costretta a vendere per ottenere il benestare comunitario.

«I mercati finanziari – ha spiegato in un comunicato la commissaria alla Concorrenza Margrethe Vestager – sono uno strumento essenziale all’economia europea. L’accesso alle infrastrutture dei mercati finanziari e ai prodotti basati su dati finanziari è necessario per prendere decisioni di investimento (…) e per proteggere i risparmi. Abbiamo avviato un’indagine approfondita per valutare se l’operazione proposta (…) inciderebbe negativamente sulla concorrenza in questi mercati».

Le due aziende sono chiaramente complementari. La britannica Lse Group offre piattaforme per le contrattazioni in Borsa, così come specifici prodotti finanziari. L’americana Refinitiv è invece specializzata nei dati finanziari. L’analisi preliminare della Commissione europea mostra che l’operazione potrebbe creare un gruppo dominante «nel campo della contrattazione, della compensazione e nei prodotti legati ai dati finanziari», tale da limitare la concorrenza.

Nel suo comunicato di ieri, l’esecutivo comunitario osserva che su quattro fronti l’operazione le appare a prima vista controversa, per cui è necessaria una indagine approfondita. Secondo Bruxelles, prima di tutto, l’acquisizione potrebbe creare eccessiva concentrazione nel settore della negoziazione elettronica dei titoli di Stato. Lo sguardo corre alle piattaforme MTS (di LSE Group) e TradeWeb (di Refinitiv). Entrambe le piattaforme sono già oggi particolarmente importanti.

Il secondo aspetto messo in luce dalla Commissione europea è il ruolo delle due società nel campo della negoziazione e della compensazione dei prodotti derivati basati sui tassi d’interesse. Il terzo versante su cui Bruxelles vuole lavorare riguarda il flusso di dati in tempo reale. In questo caso, le autorità antitrust dell’Unione europea temono che l’alleanza possa escludere concorrenti dal mercato per la presenza dominante delle due aziende a valle e a monte.

Infine, la Commissione europea si interroga sul ruolo che entrambe le aziende hanno nella messa a punto di indici di Borsa, a cominciare dal ruolo della piattaforma FTSE Russell di proprietà del Lse Group. «È fondamentale per un mercato finanziario ben funzionante – ha aggiunto la commissaria Vestager – garantire che i partecipanti al mercato continuino ad avere accesso alle infrastrutture del mercato finanziario e ai prodotti di dati finanziari a condizioni competitive».

Secondo le informazioni raccolte a Bruxelles la settimana scorsa, Borsa Italiana potrebbe essere tra le dismissioni che Lse Group sarebbe costretta a fare per ottenere il benestare europeo (si veda Il Sole 24 Ore del 20 giugno). Per ora, la Commissione europea non vuole commentare. Ci sarà probabilmente un negoziato tra le parti per trovare eventualmente una soluzione nel caso l’indagine approfondita confermi i primi dubbi dell’esecutivo comunitario.

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