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Lotteria e cashback al primo tagliando

Lotteria degli scontrini e cashback si avviano al tagliando di metà anno. Mentre i pagamenti elettronici continuano a crescere, nonostante le chiusure o le restrizioni di orario dei negozi obbligate dalle misure anti-Covid e al di là di ogni forma di incentivo, come testimoniano le statistiche di Bankitalia.

La riffa di Stato, partita solo a febbraio dopo tanti rinvii, sta per allargare il gioco: tra dieci giorni, il 10 giugno, alle estrazioni mensili (dieci premi da 100mila euro per gli acquirenti e dieci da 20mila per gli esercenti) si aggiungeranno quelle settimanali per cui sono stati previsti premi ulteriori rispetto ai 15 già preventivati per acquirenti e consumatori (si veda Il Sole 24 Ore del 29 maggio).

Il programma cashback vede invece all’orizzonte il traguardo del primo semestre “pieno”, dopo la sperimentazione di Natale. A fine giugno si chiuderà il periodo per il calcolo dei rimborsi di 150 euro per chi ha eseguito almeno 50 pagamenti digitali nel semestre. E del supercashback da 1.500 euro per i 100mila che hanno fatto più operazioni senza contante.

Le misure rientrano entrambe nel piano statale di incentivi al cashless, rafforzato in questo 2021. Gli ultimi dati di Bankitalia mostrano come gli strumenti alternativi al contanti siano avanzati in termini assoluti già durante il 2020. I pagamenti su Pos con carte di debito, lo strumento più diffuso, sono stati quasi 2,5 miliardi: 30 milioni in più del 2019, malgrado le varie restrizioni. E malgrado il naturale boom dell’e-commerce. Basti pensare che, se nel secondo trimestre 2020 questi pagamenti sono stati solo 521 milioni (rispetto ai 598 dello steso periodo 2019), nel terzo trimestre, all’uscita dai lockdown, sono “esplosi” a 702 milioni (+10% dei 638 milioni di un anno prima). E nel quarto trimestre hanno proseguito nella crescita.

Lotteria e cashback sono gli ulteriori incentivi messi in campo quest’anno per cavalcare e spingere questa tendenza anti contante. Incentivi che si differenziano per meccanismi, risultati e prospettive, messi in luce anche dalla Corte dei conti.

Limiti e possibili modifiche

Sul cashback – programma già finito nel mirino di alcune forze politiche – i giudici contabili sottolineano le difficoltà a monitorare i reali effetti economici e tributari. Sono 8,6 milioni le attuali adesioni e 7,6 milioni gli utenti che hanno eseguito transazioni valide (il 15% dei circa 50 milioni di maggiorenni in Italia, si veda Il Sole 24 Ore del 22 marzo): per oltre 570 milioni di pagamenti. Ma l’infrastruttura tecnologica che elabora i dati sulle transazioni (il Centro Stella) non può raccogliere per ragioni di privacy informazioni di dettaglio su categorie merceologiche e localizzazione degli esercenti: informazioni di cui, invece, dispongono acquirer e organizzazioni che analizzano i pagamenti elettronici.

Un vincolo troppo stringente, sempre a detta della Corte dei conti, per misurare gli effetti del programma anche considerando le ingenti risorse appostate. Il cashback è infatti finanziato con 4,7 miliardi fino a giugno 2022 (non imputati ai fondi europei, vista la cancellazione di ogni riferimento all’interno del Recovery plan): ma sarà tutto da misurare – e probabilmente in un’ottica almeno di medio periodo – l’impatto in termini di risultati economici ed emersione di ricavi e compensi. Se non interrotto – come chiedono molti – il programma andrebbe almeno rivisto, dice la Corte. Perché sarebbe opportuno privilegiare i pagamenti verso gli operatori medio-piccoli e alzare il numero di transazioni minime per semestre (50 è un numero troppo esiguo).

Quanto al supercashback, in vista del primo semestre, sono scattati i primi alert per stornare le operazioni ritenute «sospette» perché ritenute il frutto di pagamenti artificiosi. Naturalmente, prevedendo la possibilità di un diritto di replica e di spiegazione da parte dell’acquirente. Ma anche su questo fronte, secondo i magistrati contabili, per prevenire gli abusi sarebbe meglio limitare il numero di transazioni giornaliere con lo stesso operatore, anche se con carte diverse. E prevedere un premio più basso (ad esempio, il doppio del cashback ordinario di 150 euro) per una platea più ampia: i primi 500mila classificati.

Anche sulla lotteria scontrini la Corte dei conti ha inviato un messaggio a Governo e Parlamento sottolineando dei possibili ostacoli nella «complessità delle operazioni» e nella «conoscenza solo differita della vincita». Tutto sommato, però, i numeri delle prime tre estrazioni lasciano intravedere un sistema in rodaggio ma che ha margini di sviluppo. In tre mesi e mezzo, i dati monitorati da agenzia delle Dogane e Monopoli (Adm) parlano di quasi 9,2 milioni di partecipanti e di una quasi ormai completa adesione degli esercenti accreditati (all’appello mancavano a metà maggio poco meno di 6.500) . E le ultime estrazioni hanno riequilibrato il rapporto tra di vincite tra grande distribuzione organizzati ed esercizi di prossimità. Un segnale che lascia sperare anche in vista dell’aumento delle estrazioni.

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