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Lotta aperta all’antiriciclaggio

Trust e Onlus, emergenza antiriciclaggio. Non da meno, i già noti compro-oro. È quanto evidenzia l’Uif, Unità informativa finanziaria italiana, che, tramite la pubblicazione del Quaderno antifrode, ha reso note alcune casistiche rilevanti registrate dal 2008 ad oggi, al fine di rendere edotti anche i più acerbi conoscitori della materia di come riuscire a identificare un possibile schema fraudolento da segnalare alle autorità competenti. Le frodi carosello, dunque, sono solo la punta dell’iceberg dell’attività di elusione e riciclaggio che gli organismi di vigilanza si trovano ad affrontare.

Alcune casistiche ricorrenti. Trasferimenti di contanti tra imprenditori passando attraverso società in stato di difficoltà finanziaria, volti a restituire al de cuius anticipi di liquidità, aggirando le norme che limitano il trasferimento di denaro tra privati. E ancora, rientro di fondi dall’estero mediante prelievi di contante effettuati tramite carte di credito estere intestate a soggetti italiani, nonché bonifici fittizzi da parte di imprese attigue alla società alfa, per pagamenti di fatture alla stessa Alfa che alimentano conti da cui Tizio – proprietario di quest’ultima – attinge tramite utilizzo di carte prepagate frodando le fatturazioni. Si passa poi alle attività non coerenti per l’impresa individuale di compro-oro relative al riscatto di polizze di pegno su preziosi intestati a terzi. E infine, il ben più generale e ormai noto problema delle frodi carosello, sviluppatesi per lo più negli ultimi anni nel settore dei prodotti informatici.

Il Quaderno antifrode. Nella rassegna dei casi rilevati contenuti nel Quaderno della Uif (istituita da Banca d’Italia con dlgs 231/2007) si trova la suddivisione degli stessi in due sezioni: una prima, recante il nome «casi ricorrenti», e relativa alle tipologie di comportamento anomalo più frequentemente rilevate; una seconda, denominata «casi emergenti», denota quelle fattispecie che, meno consistenti per numero di rilevazioni sul territorio, sono caratterizzati da elementi innovativi per modalità di condotta anomala. La ratio sottostante alla pubblicazione del Quaderno risiede nell’iniziativa di divulgazione avviata dall’Unità e volta ad ampliare la conoscenza dei meccanismi fraudolenti che incidono quotidianamente sul sistema finanziario italiano. Tra le frodi più comuni, si annovera quella delle frodi carosello, delineate in varie forme e volte all’elusione fiscale tramite passaggio di beni provenienti da un paese Ue e diretti in Italia, attraverso la frapposizione di un soggetto terzo nella fase d’acquisto, tendenzialmente un prestanome o un nullatenente.

Tipologie di frodi emergenti. Viste le casistiche ricorrenti già indicate precedentemente, nel documento sono contenuti poi gli esempi di frodi emergenti, strategie meno diffuse ma potenzialmente lesive. Tra queste si annoverano le operazioni sospette delle Onlus relativamente alle donazioni fatte verso soggetti operanti nel settore pubblicità e marketing ai fini del raggiro. L’uso improprio del trust, costitutivo con finalità ufficialmente protettiva ma alimentata con bonifici riconducibili al gruppo familiare beneficiario del trust (sottraendo risorse ai creditori). Le cessioni di rami d’azienda effettuate dall’amministratore di società cooperative del settore sanitario, tramite veicoli societari esteri creati ad hoc dallo stesso amministratore per far confluire a quest’ultimo il patrimonio. E, da ultimo, la distrazione di fondi all’estero da parte di una società italiana in forma di pagamenti transattivi, aventi come caratteristica lunghi lassi temporali tra origine del credito commerciale e accordo transattivo, diversi passaggi di proprietà del credito e condizioni inusuali, condizioni che inducono a pensare a un accordo funzionale al deflusso dei fondi all’estero.

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