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Lotta all’insicurezza a 360 gradi

Un pacchetto di circa trenta articoli, si punta a un decreto legge. Il tema è la sicurezza urbana, un contenitore che racchiude decine di interventi normativi di ogni genere.
Il vicepremier e ministro dell’Interno, Angelino Alfano, scommette su un provvedimento a 360 gradi: l’obiettivo è abbassare la percezione di insicurezza nei centri urbani. E c’è di tutto, di più. Norme in materia di violenza sessuale, contro lo stalking, i furti di identità elettronica. Stretta sulle violenze domestiche, comprese quelle contro gli stranieri. Interventi di contrasto al cybercrime. Estensione ai siti delle forze dell’ordine, come i commissariati, del livello di protezione previsto per le caserme militari.
Alfano lo ha detto fin da subito: insieme alla cattura dei latitanti, a cominciare da Matteo Messina Denaro, è necessario fronteggiare le nuove crescenti criminalità, come quelle informatiche, delle violenze contro donne e minori: in definitiva, è prioritario garantire un livello di sicurezza migliore nei centri abitati. Ma nella bozza del testo in dirittura d’arrivo al prossimo Consiglio dei ministri è prevista anche l’accelerazione degli interventi del Pon sicurezza per il Mezzogiorno. Sul tema dei fondi europei, del resto, sta lavorando fin da subito il viceministro Filippo Bubbico: l’idea è recuperare risorse da Bruxelles da destinare al ministero dell’Interno – dove ormai languono -, in primis per il dipartimento di pubblica sicurezza. Il pacchetto di Alfano prevede anche un rafforzamento dei controlli anticriminalità organizzata per l’Expo di Milano su gare e appalti. Punta alla salvaguardia dei livelli occupazionali nelle imprese che hanno subìto accertamenti antimafia. Contempla anche la possibilità di accordi tra i privati e i prefetti per il riuso delle aree industriali abbandonate o dismesse, da reimpiegare come siti per la pubblica sicurezza. E ancora: potrebbero arrivare un migliaio di vigili del fuoco in più ed è previsto un nuovo fondo emergenza. Il testo è all’esame dei tecnici del ministero dell’Interno e non è escluso che subisca integrazioni e ritocchi prima di approdare al Consiglio dei ministri. Certo è la traduzione in norme di alcuni degli obiettivi annunciati da Alfano e sottolineati con forza nel suo discorso di insediamento dal nuovo direttore generale della Ps, Alessandro Pansa.
Lo stalking, definito anche «atti persecutori», è uno dei crimini da seguire con priorità. Le statistiche, del resto, mostrano un’impennata continua e allarmante. Nella risposta a un’interrogazione parlamentare, il 5 giugno, Bubbico osserva che «sono 8.141 le persone denuciate nel 2011, 8.821 nel 2012, mentre nei primi quattro mesi del 2013 sono state 7.094»: se il trend fosse costante, a fine anno sarebbero oltre 20mila.
L’Anfp (Associazione nazionale funzionari di polizia) stigmatizza anche i problemi nel contrasto allo stalking: l’anno scorso sono stati denunciati 8.882 italiani, ma sono stati fermati dalle forze dell’ordine solo 1.960 soggetti; per gli stranieri, 4.359 denunce e 1.275 arresti.
E poi c’è il cosiddetto femminicidio che, insieme alle violenze domestiche e sui minori, sempre secondo l’Anfp, sono diventati «una mattanza quotidiana».

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