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Lotta all’illegalità e al sommerso, la Gdf contesta 28 miliardi di euro

Tra segnalazioni e proposte di sequestro a tutela del bilancio dello Stato sia in entrata che in uscita l’asticella si ferma a poco più di 28 miliardi di euro. Si va dall’evasione fiscale al riciclaggio, dal lavoro nero alla distrazione di fondi comunitari e nazionali, dalla criminalità organizzata all’indebita percezione di prestazioni sociali, dal danno alla spesa pubblica agli appalti irregolari. Una mappa dettagliata dell’economia sommersa e di quella illegale tracciata dalle Fiamme Gialle nell’anno della pandemia e resa nota ieri con i dati diramati dal Comando generale in occasione del 247° anniversario della fondazione del Corpo.

Per il Comandante generale, Giuseppe Zafarana, ora occorre «un nuovo cambio di passo, una nuova visione di prospettiva, nell’ambito della quale potrà e dovrà declinarsi la tradizionale capacità di cambiare della Gdf, di evolversi con rapidità, di rinnovarsi tempestivamente, di anticipare, cioè, i fenomeni e gli scenari futuri che caratterizzeranno l’illegalità e la criminalità economico-finanziaria nelle sue diverse configurazioni». E nell’ambito del cambiamento annunciato dal numero 1 delle Fiamme Gialle si inserisce l’arrivo subito dopo l’estate di un «libro bianco» della Guardia di Finanza in cui saranno raccolte, analizzate, sviluppate e valorizzate idee, intuizioni e proposte volte a riscrivere il futuro del corpo.

Per il ministro dell’Economia, Daniele Franco, la Guardia di Finanza sarà chiamata a giocare un ruolo centrale per sostenere la ripresa . «Le nostre stime indicano un significativo aumento del Pil nel trimestre in corso. La crescita dovrebbe consolidarsi nel terzo e nel quarto trimestre e la crescita annua del Pil risulterà verosimilmente superiore al 4,5% ipotizzato nel Def di aprile. Dobbiamo rafforzare questo andamento positivo e recuperare rapidamente i livelli di attività e di occupazione» precrisi. Ma non solo. Anche sul Pnrr Franco ha sottolineato come sarà «decisivo il ruolo della Gdf in particolare per assicurare che i piani siano messi a terra nel pieno della legalità». Bisognerà «evitare – avverte il ministro – che i risultati attesi siano compromessi da fenomeni di frodi e malversazioni, distrazioni o sprechi di risorse oggi più che mai intollerabili». Anche per questo le Fiamme Gialle hanno già previsto uno specifico piano di intervento investigativo, allo scopo di monitorare e verificare il corretto utilizzo dei finanziamenti europei del Recovery fund.

La lotta all’economia sommersa e all’illegalità economica passa, dunque, anche dalla tutela della spesa pubblica. Una buona parte di quei 28 miliardi riguardano danni erariali e appalti. Nel 2020 la Gdf ha contestato e segnalato alla magistratura contabile danni erariali per oltre 6 miliardi di euro, a carico di 4.328 soggetti, accompagnati da sequestri per oltre 795 milioni di euro. A questi si aggiunge sul fronte appalti pubblici il valore delle procedure contrattuali risultate irregolari che per le Fiamme Gialle si attesta a 5 miliardi di euro, di questi ultimi circa 632 milioni di euro sono appalti riferiti alla spesa sanitaria. Le persone denunciate per reati in materia di appalti, corruzione e altri delitti, contro la Pa sono state 3.525, di cui 405 arrestate.

Sulla spesa pubblica sono stati 31.232 gli interventi, cui si aggiungono 5.946 deleghe d’indagine concluse in collaborazione con la magistratura ordinaria e 948 deleghe con la Corte dei conti. Le frodi scoperte in danno del bilancio nazionale e comunitario sono state pari a oltre 273 milioni di euro, mentre si attestano su circa 211 milioni quelle nel settore della spesa previdenziale, assistenziale e sanitaria, con un numero di soggetti denunciati di 9.169.

La lotta all’evasione, con i suoi 4,4 miliardi contestati nel 2020 e oltre 3.500 evasori totali fatti riemergere dal sommerso, conferma che c’è ancora tanto da fare. Resta comunque alta l’attenzione sui reati tributari. Le indagini confermano la “versatilità” di questi illeciti che si rivelano spesso strumentali ad altre condotte criminose. Il bilancio 2020 parla di 9.833 indagini di polizia giudiziaria eseguite, che hanno portato alla denuncia di 10.264 soggetti, di cui 308 arrestati, per aver commesso 7.303 reati tributari. E sul delicato tema dell’evasione internazionale, è stato il ministro Franco ad auspicare il raggiungimento di un accordo nell’ambito del G20 di luglio a Venezia «sulla distribuzione delle basi imponibili delle multinazionali, comprese quelle digitali nei paesi in cui queste operano e sull’introduzione di un’aliquota di imposta minima sempre per le multinazionali».

Strettamente legato all’evasione fiscale è il fenomeno del riciclaggio, anche di tipo mafioso. Stando ai dati tra il 2017 e il 2020 i reati penal-tributari e riciclaggio connessi alla criminalità organizzata sono aumentati del 100%. Gli investigatori hanno calcolato un incremento dei sodalizi mafiosi che compiono illeciti tributari. Se nel 2017 valevano un 7% rispetto al totale accertato sulle organizzazioni criminali non mafiose, nel 2020 si è giunti a un 14%. E si presume che nei prossimi anni i meccanismi tributari siano sempre più architrave del riciclaggio, anche di tipo mafioso. Secondo la Gdf il valore accertato nel 2020 del lavaggio di soldi sporchi è di 1,9 miliardi di euro.

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