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Lotta all’evasione, salto di qualità. Prospettiva invertita nelle verifiche

di Andrea Bongi 

Saranno le movimentazioni bancarie a segnalare gli evasori al fisco. La caccia all'evasione si farà dunque in banca. La stretta all'utilizzo e le limitazioni nell'uso del denaro contante costringeranno gli evasori a lasciare sempre più traccia delle operazioni sospette sui canali bancari i quali, grazie alle nuove comunicazioni ampliate all'anagrafe tributaria, verranno sistematicamente acquisiti e analizzati dagli 007 del fisco. Le movimentazioni intervenute nei rapporti bancari e ogni altra informazione relativa ai predetti rapporti necessaria ai fini dei controlli fiscali saranno, infatti, sistematicamente e periodicamente trasmesse telematicamente dagli operatori finanziari all'anagrafe tributaria. Dette segnalazioni faranno scattare, quasi in tempo reale, appositi indici di rischiosità fiscale a carico del contribuente con la selezione dello stesso ai fini di un successivo controllo fiscale.

È questa la strategia di contrasto all'evasione sulla quale ruotano poi tutta una serie di altre misure di carattere strumentale e accessorio contenute nel c.d. decreto Monti (decreto legge 6/12/2011 n. 101).

Mai in passato si era arrivati a tanto. Anche quando all'epoca del ministro Visco si era ridotto di molto il limite all'utilizzo del denaro contante, l'accesso alle movimentazioni bancarie continuava a essere sottoposto a tutta una serie di limitazioni e autorizzazioni che di fatto consentivano al fisco l'acquisizione delle movimentazioni del contribuente soltanto a verifica già iniziata. Adesso, invece, le verifiche inizieranno soltanto grazie all'esame preventivo dei movimenti e delle altre informazioni desunte dai rapporti finanziari del contribuente, con un'inversione totale dell'azione di contrasto all'evasione (si vedano servizi alle pagine 4 e 5).

Qualche esempio di cosa potrebbe d'ora in poi attivare una verifica fiscale: un versamento anomalo, un pagamento sospetto, un bonifico da e verso l'estero, una crescita anomala del saldo attivo del conto corrente e così via. Anomalie ovviamente che dovrebbero essere ricondotte e interpretate alla luce delle movimentazioni standard del rapporto bancario anche in riferimento all'attività svolta dal contribuente. Si pensi, per esempio, a un soggetto titolare unicamente di un reddito da pensione. Grazie alle novità contenute nella manovra Monti il suddetto trattamento pensionistico, se erogato da un ente della pubblica amministrazione e se superiore a 500 euro al mese, verrà d'ora in avanti corrisposto unicamente tramite strumenti di pagamento diversi dal denaro contante o con mezzi di pagamento elettronici quali carte di credito, carte prepagate ecc. Sul conto corrente di tale contribuente dovrebbero dunque affluire in entrata solamente i flussi elettronici relativi all'emolumento pensionistico. Eventuali altri movimenti in ingresso, tempestivamente segnalati dall'operatore finanziario all'anagrafe tributaria ai sensi della disposizione contenuta nel secondo comma dell'articolo 11 del decreto Monti, potrebbero far scattare il campanello d'allarme inserendo il contribuente in apposite liste selettive del rischio di evasione.

Tali movimenti in entrata potrebbero essere, per esempio, il frutto di altre attività svolte dal contribuente e tenute celate in tutto o in parte al fisco, oppure potrebbero essere il risultato di attività svolte, sempre in maniera fiscalmente poco trasparente, da altri soggetti legati magari da vincoli di parentela o affinità con il nostro contribuente. Ovvio che si tratta solo di esempi e casi limite. Ma come tali rendono bene l'idea di quello che il decreto Monti si pone come obiettivo in tema di contrasto all'evasione. Una sorta di trappola come quella del formaggio con il topo. Da un lato si limita al massimo la circolazione del contante (il formaggio) dall'altra, contemporaneamente, si mettono sotto tutoraggio fiscale costante e continuativo i rapporti finanziari dei contribuenti (la trappola) nella speranza che prima o poi questi ultimi commettano l'errore e cadano in fallo.

Più che un vero e proprio cambio di strategia nel contrasto all'evasione la manovra Monti compie un salto di qualità nell'azione di contrasto contro la sottrazione di materia imponibile al fisco. Resta privilegiato il sistema della selezione delle posizioni da sottoporre a controllo, sulla quale gli ultimi esecutivi avevano investito molte dello loro energie, ma allo stesso si aggiunge la madre di tutte le informazioni costituita appunto dalle «movimentazioni finanziarie» e da ogni altra «informazione utile ai fini dei controlli fiscali» desumibile dai rapporti bancari del contribuente.

Un salto di qualità che sposterà il ruolo delle indagini finanziarie da supporto all'attività di verifica a presupposto della stessa. Se fino a ieri la verifica bancaria vera e propria, basata sull'esame certosino delle singole movimentazioni scattava solo a verifica avviata, e quindi un'errata selezione della posizione rischiava di compromettere il risultato stesso del controllo, oggi saranno proprio le segnalazioni relative ai movimenti del conto a far scattare la verifica con un rischio di errore nella selezione che si riduce di fatto ai minimi termini.

Se dunque la selezione dei contribuenti basata sulle segnalazioni delle movimentazioni bancarie è il cuore della strategia antievasione del decreto Monti a essa si affiancano poi tutta una serie di misure di carattere strumentale e accessorio destinate a rafforzare l'azione di contrasto all'evasione.

Il pensiero corre, fra le altre, alle misure contenute nel comma sette del medesimo articolo 11 nel quale si ampliano i tempi e le modalità di accesso e verifica presso la sede del contribuente con la riformulazione e l'abrogazione di alcune delle disposizioni introdotte recentemente dal c.d. decreto sviluppo (dl 70/2011) in tema di durata e ripetitività delle verifiche fiscali.

Allo stesso modo deve considerarsi disposizione di carattere strumentale e accessoria all'azione di contrasto all'evasione fiscale quella contenuta nel primo comma dello stresso articolo 11 del decreto Monti relativa all'inasprimento delle misure sanzionatorie per le ipotesi di esibizione o trasmissione di documenti falsi in tutto o in parte o l'indicazione di dati e notizie non rispondenti al vero in risposta alle richieste effettuate dagli organi verificatori (si vedano servizi a pagina 6).

Il salto di qualità nella lotta all'evasione con l'acquisizione a monte della verifica delle informazioni bancarie dovrà naturalmente essere utilizzata con estrema cautela e attenzione. La sensibilità delle informazioni che giungeranno nelle mani degli 007 fiscali potrebbero trasformarsi in veri e propri boomerang se delle stesse ne venisse fatto un utilizzo distorto e generalizzato. La selezione delle posizioni da sottoporre a controllo dovrà essere effettuata privilegiando quelle situazioni ove il rischio di evasione è estremamente elevato evitando di mettere a nudo le movimentazioni bancarie di intere platee di contribuenti.

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