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«Lotta all’evasione prioritaria»

Mario Monti interviene a L’Aquila alla cerimonia per i 238 anni della Guardia di Finanza, si rivolge direttamente agli uomini delle Fiamme Gialle per invitarli a essere «intransigenti con i più forti e comprensivi con i più deboli, per distinguere i primi dai secondi». È la lotta all’evasione in primo piano. Il presidente del Consiglio la qualifica come «la priorità assoluta» del governo, perché «mina alle fondamenta il patto tra Stato e cittadino», senza il quale «il Paese è inadatto alla crescita», e fa venir meno il necessario clima di fiducia.
Non solo. Soprattutto in una fase come l’attuale, in cui la credibilità del Paese è giornalmente sottoposta al giudizio dei mercati, oltre che a quello della comunità internazionale, l’enorme fardello dell’evasione fiscale costituisce un «vulnus gravissimo», che pesa appunto sulla nostra credibilità sul piano internazionale, oltre ad alterare la struttura stessa del prelievo. Il governo sta provando a intensificare l’azione di contrasto e di deterrenza antievasione, si è dotato con la manovra «salva-Italia» di nuovi strumenti. Un lavoro che Monti definisce «meticoloso e sistematico», il cui raggio d’azione si dispiega su due fronti: la repressione dei fenomeni di «illegalità strutturali», un intervento «per migliorare la trasparenza, l’efficacia contro l’evasione fiscale». Per far sì che questi obiettivi possano essere raggiunti, occorre «una maggiore certezza del diritto e più trasparenza per un fisco più accessibile».
La Guardia di Finanza è in prima linea, per dare attuazione proprio agli «strumenti nuovi, senza precedenti» di cui l’amministrazione fiscale dispone ora sul terreno della lotta all’evasione. La scelta di Saverio Capolupo quale nuovo comandante generale «è stata difficile poichè tutti i candidati avevano grandi qualità professionali. Una scelta consapevole e credo sia stata la migliore. È stato bello analizzare la richiesta di elementi diversi». Ora la mission che attende il nuovo numero uno delle Fiamme Gialle si sintetizza «in una sfida importante e grave»: il controllo della spesa e il contrasto ai fenomeni diffusi di illegalità. «Il Governo è al vostro fianco e i vostri vertici vi affiancano con autorevolezza. La legalità è la migliore polizza assicurativa per il futuro degli italiani».
Da ex commissario alla Concorrenza, Monti sottolinea come l’evasione fiscale sottragga risorse alla collettività e al tempo stesso alteri profondamente «le dinamiche della concorrenza tra imprese. Quelle che evadono possono offrire i propri prodotti con conseguente sleale presenza sul mercato».
Accertato che la lotta all’evasione si configura come un passaggio indispensabile in direzione dell’equità del prelievo, la questione è se e con quali tempi si riuscirà ad avviare un percorso di riduzione della pressione fiscale, avviata a raggiungere il 45,4% del Pil. Spazi esigui, al momento, e l’obiettivo a regime è di utilizzare almeno parte dei proventi della lotta all’evasione per tagliare il prelievo. Operazione da affiancare al controllo sistematico della spesa corrente.
L’evasione è peraltro solo una parte del fenomeno. «L’economia sommersa – aggiunge il premier – si attesta tra il 16,3 e il 17,5% del Pil, «quasi un quinto della ricchezza del Paese». Anomalia gravissima, che pesa da decenni sull’intero sistema economico.

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