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Lotta all’evasione, incassi in salita

Lotta all’evasione tutta in salita per il 2014. L’obiettivo di incassare 2 miliardi in più rispetto ai 13 recuperati lo scorso anno, come indicato dal Governo con il decreto Irpef, resta difficile da centrare. Almeno stando ai primi dati del 2014 riportati nella bozza del piano antievasione (anticipato ieri da «Il Sole 24 Ore») che l’Esecutivo si appresta a presentare alle Camere.
Tra incassi da ruoli e versamenti diretti nei primi quattro mesi del 2014 sono entrati nelle casse dell’Erario 3,5 miliardi di euro, pari al 2,9% in più rispetto a quanto incassato nel 2013. Se questa percentuale dovesse restare costante e la si proietta sull’intero 2014 alla fine dell’anno rischierebbero di mancare all’appello quasi 900 milioni rispetto ai due aggiuntivi chiesti dal Governo.
A frenare la corsa degli incassi del Fisco fino ad aprile scorso sono stati soprattutto i ruoli risultati in discesa rispetto ai primi quattro mesi del 2013 di oltre l’8%. Dei 3,5 miliardi incassati da gennaio ad aprile, 3,3 arrivano dai versamenti diretti (+13,8% rispetto al 2013) mentre i restanti 2,2 miliardi sono arrivati dai ruoli. Con una riduzione di circa 200 milioni rispetto all’anno precedente. A completare il quadro, come riporta la bozza del piano antievasione, la frenata della riscossione coattiva che si è ridotta del 7,6 per cento. Una frenata comunque giustificabile dal blocco delle azioni esecutive di Equitalia disposte dalla legge di Stabilità per dar spazio alla rottamazione delle cartelle.
Per alzare l’asticella a 15 miliardi di incassi complessivi come chiesto dal Governo, il Fisco dovrà spingere sempre più sulla qualità dell’azione di accertamento. Nel corso del 2013 l’indice di successo ha toccato il 94,2%: su 713.313 controlli eseguiti dall’agenzia delle Entrate circa 672mila hanno dato esito positivo. Vicini al 100% gli oltre 4.777 controlli effettuati sugli enti non commerciali e oltre il 98% di positività per le verifiche su medie imprese e grandi contribuenti.
Tutto ancora da mettere a punto il redditometro o meglio l’accertamento sintetico del reddito. In termini di positività dei controlli le Entrate hanno registrato la percentuale più bassa (93,4%) che si è inevitabilmente riflessa sui risultati di incasso: su 21.535 accertamenti solo 12.161 hanno visto l’adesione dei contribuenti o sono stati definiti per acquiescenza. Della maggiore imposta accertata pari a 359 milioni, nel 2013 l’incasso della maggiore imposta definita si è assestato a 102 milioni. Come si legge nella bozza del piano gli accertamenti sintetici hanno dovuto scontare le continue modifiche e gli aggiustamenti in corsa del nuovo redditometro, come ad esempio il parere del Garante della privacy giunto a fine novembre 2013 sulla conformità del nuovo strumento al trattamento dei dati personali alla loro protezione. Nonostante tutto questo sul redditometro il Fisco non sembra, però, mollare la presa. Nei primi quattro mesi gli accertamenti sintetici del reddito sono stati già 873, anche se poi in termini di risultati la maggiore imposta accertata ha toccato i 14 milioni di euro con una maggiore imposta media accertata di circa 13mila euro.
La caccia agli evasori totali e alle frodi, soprattutto internazionali, resta comunque tra gli obiettivi principali per centrare gli obiettivi indicati dal Governo. Una caccia condotta in continuità con quanto già fatto negli ultimi anni e sapendo dove andare a “cercare”. Sugli evasori totali, i dati 2013 della Guardia di Finanza riportati nel rapporto evidenziano che tra gli 8.047 evasori totali scoperti il 22,5% opera nel commercio all’ingrosso e al dettaglio, il 20,5% nelle costruzioni, l’8,5% tra le attività manifatturiere, il 6,1% tra i professionisti, oltre il 4% nel trasporto, magazzino e tra le attività di alloggio e ristorazione.
Che il contrasto alle frodi, soprattutto internazionale, sia la pista giusta per agguantare la soglia 15 miliardi lo attestano i numeri dei primi quattro mesi del 2014. Dall’attività della Guardia di Finanza contro operazioni di esterovestizione di persone e società, stabili organizzazioni occulte di società estere, operazioni di transfer pricing emerge che nei primi quattro mesi del 2014 sono state accertate maggiori basi imponibili per oltre 10,3 miliardi contro i 15,1 miliardi del 2013. Sono le esterovestizioni a ricoprire la quota maggiore di contestazioni (il 61% degli importi accertati da inizio anno). I principali casi di evasione internazionale, che come ricordano le Fiamme Gialle pesa per un terzo (29%) sull’evasione complessiva scoperta, sono stati scovati in Lussemburgo (24% dei casi) e in Svizzera (13%).

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