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Lotta all’evasione, 3,5 miliardi in più Premio ai Comuni che collaborano

L’obiettivo lo ricorda il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan: «Nel 2015 sono contemplati interventi di contrasto all’evasione che consentiranno di recuperare risorse per circa 3,5 miliardi aggiuntivi rispetto al 2014». E per centrare il risultato, il disegno di legge di Stabilità, che oggi arriva nell’Aula della Camera dove sarà diviso in tre provvedimenti con tre distinti voti di fiducia, arruola anche i sindaci. Un emendamento approvato dalla commissione Bilancio stabilisce che ai Comuni andrà il 55% delle somme recuperate in più rispetto all’anno precedente, sia come tributi statali sia come sanzioni su contributi non versati. Il tutto a patto che l’amministrazione abbia partecipato all’accertamento fiscale. 
Sempre per recuperare più soldi dall’evasione, si allarga il raggio d’azione dei controlli che il Fisco potrà fare grazie all’anagrafe dei conti correnti bancari. Nella formulazione originaria, prevista nel 2011 dal governo Monti, le informazioni sulla consistenza dei depositi a inizio e fine anno e il totale dei movimenti in entrata e in uscita doveva servire solo ad individuare i contribuenti più esposti al rischio evasione. Con un altro emendamento passato in commissione, invece, l’anagrafe diventerà uno strumento da utilizzare più in generale per le «analisi del rischio». Lo stesso Padoan avverte che, l’Agenzia delle entrate «segnalerà ai contribuenti eventuali incongruenze» emerse dall’incrocio delle banche dati in modo che «essi potranno fare le loro verifiche ancor prima di presentare la dichiarazione dei redditi». Sempre per raggiungere l’obiettivo dei 3,5 miliardi di euro, diventa decisivo il meccanismo del reverse charge , che dovrebbe ridurre le frodi sull’Iva. Il presidente del consiglio Matteo Renzi dice che «sarà approvato a breve dalla Ue» e sarebbe «incredibile» se avvenisse il contrario».
Ma da Bruxelles è in arrivo un altro verdetto decisivo per i conti italiani. L’Ecofin si appresta a rivedere i criteri di calcolo dell’ output gap , cioè la differenza tra il prodotto interno lordo potenziale e quello effettivo, da cui dipende il peso della manovra correttiva per azzerare l’indebitamento strutturale. Secondo il governo, Bruxelles sottostima la crescita potenziale dell’Italia, aumentando così la portata delle manovre necessarie per tenere i conti in ordine. «Dopo tre anni di recessione, le misure prese con un metodo del passato vanno riviste», dice Padoan. Che parla anche di possibili «conseguenze occupazionali» del piano privatizzazioni, visto che prima di essere messe sul mercato le aziende pubbliche andranno rese più appetibili. E, almeno per Enel, l’operazione sembra per il momento congelata: «La cessione di quote – osserva il ministro dell’Economia – sarà decisa in un momento più favorevole». Tra i nodi della legge di Stabilità da sciogliere nei prossimi giorni al Senato c’è quello dei dipendenti delle province: il presidente delle Regioni Sergio Chiamparino parla di «bomba esuberi». Risponde il sottosegretario agli Affari regionali Gianclaudio Bressa: «Nessuno sarà licenziato, come da protocollo siglato con i sindacati dall’allora ministro Delrio». In ogni caso saranno 20 mila i dipendenti da spostare nei Comuni o nelle Regioni. Per 5 mila sarà possibile il prepensionamento, con le regole applicate prima della riforma Fornero.

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