Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

L’orgoglio di Monza e Brianza Valley. L’innovazione fa rete e rialza la testa

Una settimana, un paesino da 761 abitanti e un esercito di mille wikipediani. I cosiddetti contributor dell’enciclopedia online per eccellenza. A pochi giorni dalla conclusione di Wikimania, l’evento annuale dedicato a chi interviene materialmente su Wikipedia, Esino Lario guadagna di diritto il titolo di Capitale della conoscenza in Rete. Per il 2016, anno in cui ha battuto la candidatura della capitale delle Filippine Manila, quantomeno. Nel 2017, per rendersi conto delle proporzioni, la comunità si sposterà a Montreal, in Canada. Per allora la favola, la nostra, sarà già finita da tempo. Faranno parte del passato le lacrime del fondatore della piattaforma Jimmy Wales, che tenendo a battesimo la conferenza si è commosso riservando un pensiero alla deputata britannica laburista uccisa prima del referendum sulla Brexit, Jo Cox. Wales si è aggirato in questi giorni per il paesino in pantaloncini, camicia e con un sorriso curioso e soddisfatto. E (forse) consapevole di essere affacciato su una delle culle dell’innovazione italiana.

«Negli anni 80 e 90 la Silicon Valley tricolore era qui», spiega con convinzione Paolo Piccinelli, responsabile marketing del Distretto Green High Tech Monza e Brianza. Si sta parlando della porzione dello Stivale intorno alla provincia lombarda. E di una tradizione quantificabile oggi in un valore da 5,395 miliardi di euro: dato relativo al fatturato delle realtà attive nel campo di information e communication technology ed energie rinnovabili. E affiliate al Distretto fondato nel 2008 e diretto dall’ex STMicroelectronics Giacomo Piccini per far dialogare in Italia e in Europa le piccole e medie imprese con le aziende più grandi e le società tradizionali con quelle a vocazione maggiormente innovativa. A fare da traino soprattutto il settore dell’energia, con ricavi da 2,3 miliardi. Seguono l’elettronica e la microelettronica, con 1,5 miliardi, e le telecomunicazioni, 950 milioni circa. Rilevante anche il contributo del software, intorno ai 437 milioni di euro. Dal 2009 a oggi «sono stati creati circa 15 milioni di valore aggiunto. Un terzo dovuti a progetti finanziati con i bandi, un terzo di investimenti sul territorio e un terzo di fatturato delle aziende (quelle aderenti al Distretto sono più di 70, ndr)».

Dalle ceneri (e le ferite) di Telettra

Proprio la già citata Stm è il simbolo dell’eccellenza del territorio: colosso globale da 6,2 miliardi di ricavi (nel 2015) orchestra dalle due sedi brianzole, ad Agrate e Castelletto, alcune delle più importanti tecnologie alla base dei dispositivi che utilizziamo quotidianamente. I Mems (micro electro-mechanical systems), ad esempio, che ci permettono sostanzialmente di ruotare gli schermi dei nostri tablet o smartphone e di veder girare anche l’immagine. Nati e prodotti ad Agrate Brianza nel 2006, contribuiscono anche alla causa medicale o a quella dell’infotainment nell’industria automobilistica, altra importante area di competenza di Stm.

Il potenziale è altissimo: secondo le previsioni di Grand View Research si parla di un mercato destinato a raggiungere quota 23,6 miliardi nel giro dei prossimi sei anni. Numeri che fanno ben sperare, e ce n’è bisogno dopo quelli che negli ultimi anni hanno spezzato le ginocchia all’intera area — con sensibili ricadute sull’occupazione e vittime illustri come Telettra, bandiera nostrana dei ponti radio. «Crisi ed esternalizzazione hanno condizionato il contesto, oggi le grandi sono Stm, Cisco e Micron», prosegue Piccinelli. Una delle parti più divertenti della sfida è però iniziata proprio così, alla ricerca di sinergie per superare il momento critico e valorizzare le realtà di dimensioni più contenute e con una specificità verticale.

Banda larga e fonoassorbenza

La banda larga, ad esempio. Dal 2012 è partito dalla regione Lombardia con i comuni di Concorezzo e Monza un progetto per portare la connettività nelle zone industriali che non sono raggiunte dalla fibra ottica. Lissone e ancora Agrate, ad esempio. Ed ecco che è entrato in campo il piccolo operatore di telecomunicazioni Briantel, lo stesso che ha portato il wi-fi in 20 comuni del Lecchese o a Monza e zone limitrofe. «Abbiamo anticipato di 4 o 5 anni i piani nazionali sulle aree industriali», afferma Piccinelli puntando il dito sulla cartina in prossimità di Cavenago e Ornago, prossime destinazioni della soluzione.

Altro esempio è quello di Caimi brevetti, azienda di design — con un richiamo al grande cuore pulsante della Brianza, quello della manifattura legata al mobile e al design — che realizza (anche) pannelli fonoassorbenti per attutire il riverbero negli ambienti. Sale riunioni ad esempio. Quando i pannelli passivi si sono rivelati insufficienti ed è risultata necessaria una fonoassorbenza attiva inserendo nell’ambiente una tecnologia in grado di registrare il rumore di fondo e crearne uno in grado di cancellarlo, è stata creata l’asse con E-Lysis e con la solita Stm.

E ancora, spostandosi nel campo del cosiddetto agrifood, agricoltura e tecnologia: l’esigenza di un progetto-pilota su un pezzo di terreno della Cascina Foppa ha esaltato il lavoro di realtà come la Newlog di Monza o la Auroras di Codogno per monitorare il territorio con droni intelligenti in grado di gestire ed elaborare immagini e dare le informazioni necessarie per — eventualmente — intervenire o posizionare appositi sensori nel terreno utili a valutare umidità, temperatura e altri parametri di questo genere. Le (potenziali) strette di mano vanno anche oltre i nostri confini: «Il polo di Dresda, Silicon Saxony, ci ha chiesto contatti per la GlobalFoundries (forza californiana di semiconduttori con sede anche nella città tedesca, ndr)». La, doppia, risposta si chiama Microtest, di Altopascio, e Spm, di Ornago.

Occupandosi dei rapporti con l’estero, e uscendo dalla lista di aziende affiliate al Distretto, non si può non citare il centro ricerca e sviluppo di Huawei di Segrate, specializzato nelle tecnologie wireless a microonde. Dalla collaborazione con realtà italiane presenti sul territorio, delle quali il colosso cinese non può esplicitare i nomi, nascono e «vengono prodotti e testati i ricetrasmettitori da 80 Ghz che vengono poi spediti in Cina per essere assemblati», spiega il timoniere del centro Vp Microwave Product Line Renato Lombardi. Che è esattamente il processo contrario a quello effettuato dalla quasi totalità degli smartphone e degli altri dispositivi con cui ci accompagniamo quotidianamente. Grazie, spiega Lombardi, al fatto che «se le fabbriche sono molto automatizzate, la differenza fra il mantenere l’attività produttiva in Europa e spostarla in altre zone del mondo non è così rilevante, anche nel caso in cui ci sia una forte disparità del costo orario del personale. Ed è il motivo per cui molti hanno tenuto parte della produzione nel Vecchio Continente».

La scelta di ritornare in Patria

L’Axel Elettronica si può dire che in Europa, e in Italia soprattutto, la produzione l’ha riportata. Con sede a Varedo, attiva nell’assemblaggio elettronico, è stata scelta da Massimo Banzi per tornare a realizzare nel nostro Paese le schede Genuino (il marchio Arudino è gestito dal suo ex socio), una delle eccellenze nostrane in termini di innovazione. In precedenza, Banzi aveva fatto accordi solo con società di altri Paesi per essere competitivo anche laddove andavano per la maggiore le imitazioni. Fra i clienti di Axel ci sono anche Enel e la stessa Stm. Per non rimanere impantanati nella crisi, spiega l’amministratore delegato Alessandro Amati, «abbiamo fatto in modo di non dipendere economicamente da un solo o da un gruppo ristretto di clienti».

Anche la storia dello Studio Tangram è legata a doppia mandata con l’estero. Londra (con la Mdh Hologram) e Stati Uniti (con la Hologram Usa di Los Angeles), per essere precisi. Denominatore comune è Giovanni Palma, fondatore dello Studio e proprietario delle realtà anglofone. Nata nel 1973 come azienda di comunicazione, l’azienda familiare di Mariano Comense che impiega circa una ventina di persone è diventata un punto di riferimento globale per la realizzazione degli ologrammi. Ha lavorato, solo per citarne alcuni, per il Museo del Milan, Beppe Grillo, Jennifer Lopez, Beyoncé o Madonna. La specificità della tecnologia blindata da brevetto consiste nella creazione e nella visualizzazione, compresa tutta la struttura necessaria, degli ologrammi (riproduzione tridimensionale di un oggetto o di una figura). E a Mariano Comense ci «giocano» nella sala demo più grande d’Europa da 150 metri quadrati con un teatro olografico permanente.

Martina Pennisi

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Alla fine, dopo un consiglio sospeso e riaggiornato a ieri pomeriggio, l’offerta vincolante per l...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Scatta l’operazione-pulizia del Recovery Plan. Dal primo giro di orizzonte del gruppo di lavoro di...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Negli ultimi giorni, la stampa è entrata improvvisamente nel mirino di alcuni governi in Europa del...

Oggi sulla stampa