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L’ordine telefonico alla banca è valido

L’ordine di negoziazione di strumenti finanziari impartito telefonicamente alla banca dal cliente è valido anche se non registrato ed in assenza di una attestazione scritta dell’esecuzione.

Ne consegue che l’ordine ricevuto ed eseguito dalla banca può essere provato in giudizio dall’intermediario finanziario con piena libertà di mezzi, anche, eventualmente, attraverso presunzioni.

È questo l’importante principio stabilito dalla Corte di cassazione con la sentenza del 15/1/2016 n. 612 (Pres. A. Didone, Rel. S. Scaldaferri). I ricorrenti avevano censurato la sentenza di secondo grado nella parte in cui la Corte d’appello di Genova non aveva riscontrato l’intervenuta violazione del Regolamento Consob n. 11522/98 da parte dell’istituto di credito, che non aveva effettuato una annotazione scritta dell’ordine ricevuto telefonicamente, non aveva rilasciato una attestazione cartacea all’atto del ricevimento dell’ordine, e aveva altresì omesso di registrare l’ordine ricevuto telefonicamente dal proprio cliente su nastro magnetico, o su altro supporto equivalente.

Secondo la Corte di cassazione, nessuna disposizione normativa prescrive che l’intermediario debba rilasciare attestazione al cliente anche degli ordini di negoziazione ricevuti telefonicamente, in quanto tale attestazione è prevista dal Regolamento Consob n. 11522/98 solo per l’ipotesi, non ricorrente nella fattispecie oggetto di giudizio, di ordini conferiti presso la sede legale della banca o le proprie dipendenze. Pertanto l’ordine telefonico può essere provato in giudizio dall’intermediario finanziario con piena libertà di mezzi, anche, eventualmente, attraverso presunzioni, non sindacabili da parte della Corte di cassazione.

Nel caso specifico, ha stabilito la Suprema corte, posto che la normativa primaria contenuta nel Tuf (dlgs n. 58/1998) non contiene alcuna prescrizione di forma per gli ordini conferiti dal cliente in attuazione del c.d. contratto-quadro relativo ai servizi di negoziazione, è del tutto incongruo ritenere che una tale prescrizione sia stata introdotta solo con la Si deve inoltre ritenere che il significato attribuibile al testo di tali disposizioni (in particolare dell’art. 60 reg. n. 11522/98 che per primo ha introdotto la previsione della registrazione) deve collegarsi con uno strumento atto a garantire agli intermediari, mediante l’oggettivo e immediato riscontro della volontà manifestata dal cliente, l’esonero da ogni responsabilità in ordine all’operazione da compiere.

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