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«Con l’operazione Intesa Sanpaolo-Ubi un campione più forte in Europa»

«Se gli azionisti di Ubi ci diranno di sì parteciperanno alla costruzione di un vero campione di scala europea. Per utili, il terzo gruppo dell’eurozona». È chiara la via tracciata da Carlo Messina, il capo della prima banca italiana, Intesa Sanpaolo, il manager che vuole rimettere in moto il sistema piegato dagli anni di crisi. Il suo progetto — annunciato lunedì notte a sorpresa — è acquisire attraverso un’offerta pubblica di scambio Ubi, quarta banca italiana. Il piano in gestazione da un mese risponde alla chiamata Bce sulle aggregazioni. E presso la Vigilanza guidata da Andrea Enria l’operazione sarebbe stata accolta bene. Dice Messina: «Siamo i primi a lanciare il processo di consolidamento europeo e siamo anche i primi a prendere una decisione difficile. Credo che sia motivo d’orgoglio per questo Paese un’azienda capace di muoversi prima degli altri e in un momento in cui di decisioni non se ne prendono molte». La percezione del rischio Italia «è totalmente esagerato», sostiene. «Lo spread non rappresenta la forza delle famiglie e delle imprese italiane».

Mille miliardi

Ubi, guidata da Victor Massiah e presieduta da Letizia Moratti, «è bene amministrata» con una vocazione alla sostenibilità che la rende culturalmente affine alla stessa Intesa Sanpaolo, come tiene a sottolineare il presidente di quest’ultima Gian Maria Gros-Pietro nel corso di un’ affollata conferenza stampa convocata nel quartiere generale milanese, la Ca’ de Sass. Messina intende fare di Intesa la «più importante banca a impatto sociale del mondo» e vede nell’apporto di Ubi una spinta ulteriore verso obiettivi di responsabilità sociale condivisi dai grandi azionisti come le Fondazioni Compagnia di San Paolo e Cariplo e tra gli altri i fondi americani di BlackRock. In sala siedono tra gli altri alcuni esponenti di Mediobanca, istituto un tempo rivale e che oggi nell’operazione destinata a cambiare, forse non solo in Italia, gli assetti del credito, svolge il ruolo di advisor. Messina ringrazia Francesco Canzonieri , l’uomo di Piazzetta Cuccia al quale è legato «da grande stima». Però, ironizza, «un conto sono le persone e un conto è il resto. Imi la nostra banca d’affari è sempre la migliore». I soci di Ubi valuteranno l’offerta «non concordata» di 17 azioni ordinarie di nuova emissione di Intesa per ogni 10 azioni portate in adesione. Ubi è valorizzata 4,9 miliardi , con un premio del 27,6% . Quello che potrebbe nascere è un gruppo da oltre mille miliardi di euro di risparmi gestiti, 21 miliardi di ricavi e 6 miliardi di utile netto dal 2022 (Intesa Sanpaolo ha chiuso il 2019 con profitti record di 4,18 miliardi). La capitalizzazione complessiva si avvicinerebbe ai 50 miliardi , subito alle spalle del gruppo francese Bnp Paribas. Piazza Affari si pronuncia così: Ubi in volo sin dall’avvio chiude a 4,3130 euro, (+23,55%) Intesa a quota 2,60 (+2,36%).

La telefonata

La prima telefonata al termine del consiglio che ha deliberato il lancio dell’offerta lunedì sera è stata per Massiah («un galantuomo» che se vorrà avrà posto nella nuova realtà), la seconda per il padre fondatore di Intesa Sanpaolo Giovanni Bazoli. Poi è stata la volta del ministro dell’Economia Roberto Gualtieri, unico contattato nel governo. Con gli azionisti di Ubi non c’è stato fin qui alcun confronto e il banchiere che considererebbe positiva un’adesione al 70% rivolge loro un ultimo appello («insieme saremo più forti»). E mentre attende l’esito del consiglio della stessa Ubi convocato oggi a Milano, Messina rassicura i dipendenti della banca di Bergamo e Brescia.

Agli azionisti

«L’offerta è “non concordata” perché non poteva essere diversamente. Ma è amichevole verso il management e verso tutti i lavoratori». L’insegna Ubi scomparirà, come è accaduto a Cariplo, Comit, alle Venete «ma quello che conta per noi sono le persone — dice Messina replicando anche alle prime dichiarazioni dei sindacati sui 5 mila esuberi stimati — troveremo un accordo sulle uscite che saranno solo volontarie». E ci saranno 2.500 assunzioni.

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