Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

L’Opa Edf sfida il mercato: nessun «premio» su Edison

di Simone Filippetti

Su Edison si scatena il gioco dell'Opa. A pochi giorni dall'accordo Italia-Francia sul divorzio dalla compagnia elettrica milanese, che ancora deve essere ratificato dalle parti, il nuovo rebus sulla spinosa vicenda è l'offerta che il colosso transalpino Edf, destinato a diventare l'azionista di controllo di Edison, è obbligato a lanciare. I francesi, inizialmente contrari a qualsiasi Opa, hanno poi mitigato la loro intransigenza: ora sono disposti a farlo ma hanno chiesto alla Consob che un'eventuale Opa avvenga alla media dei prezzi di Edison degli ultimi dodici mesi. Ne viene fuori un'offerta a prezzi da saldo, stimata in circa 0,84 euro, praticamente senza alcun premio e vicino ai minimi storici del titolo Edison. Se dunque l'Opa arriverà, rischia di avere il sapore della beffa per i piccoli azionisti che subirebbero pesanti perdite consegnando i titoli e Edf. Ma la questione è ancora più spinosa: all'Opa,, o meglio alla richiesta di lanciarla a un prezzo senza premio, è anche legato tutto il complesso impianto di accordo tra francesi e italiani di Delmi: l'accordo è subordinato alla mini-Opa, cosa che lo rende più fragile del previsto.

Chi pensava che con l'«Intesa di Parigi» raggiunta in extremis la settimana scorsa, il dossier Edison si fosse avviato a una rapida soluzione è stato smentito da un comunicato che ieri ha fornito una serie di dettagli inediti sull'intesa raggiunta. Una Piazza Affari già travolta dall'ennesima bufera sul debito dei paesi mediterranei ha reagito alla delusione per un'Opa «senza premio», la prima nella storia di Borsa, con una caduta di Edison del 3,53% a 0,82 di euro. La patata bollente passa ora nella mani di Consob: un quesito sarà proposto dai francesi la settimana prossima secondo quanto appreso dall'agenzia Radiocor Il Sole 24 Ore. Gli sceriffi del mercato dovranno decidere se ci sono i presupposti per la mini-Opa. Già oggi, però, ci sarà un altro passaggio con il consiglio di sorveglianza di A2A, la municipalizzata lombarda che è il pivot del fronte italiano raccolto intorno a Delmi.

Opa sì, Opa no

Negli ultimi sei anni Edison è stata gestita da Edf e Delmi attraverso la holding paritetica Transalpina di Energia (Tde) che custodisce il 60% del capitale Edison: in gergo si chiama controllo congiunto (ognuno dei due soci ha il 30% in trasparenza). Ora, dopo l'accordo è previsto che Tde scompaia con un rimescolamento delle quote: Edf potrà riunire i vari pacchetti Edison già in possesso arrivando al 50%; Delmi conserverà il suo 30%, ma sarà un socio di minoranza.

Ecco l'anomalia: non c'è alcuna compravendita di azioni e pur rimanendo le percentuali di possesso dei singoli soci invariate, di fatto avviene un cambio di controllo in piena regola. Deve scattare un'Opa obbligatoria per Edf, nuovo dominus di Edison, Dopo un iniziale rifiuto (con la richiesta di esenzione dall'offerta), Edf ha rotto il tabù dell'Opa ma solo per concederne una a un prezzo che sia la media degli ultimi dodici mesi, basandosi sulla constatazione, peraltro inconfutabile, che non c'è alcun punto di riferimento costituito da una compravendita di azioni. Manca un valore su cui basarsi per fissare il prezzo dell'Opa. Di qui il rompicapo per la Consob (si veda altro pezzo in pagina). Chiaro che dal canto suo Edf ha tutto l'interesse a far naufragare l'offerta così da risparmiare il più possibile e quindi una mini-Opa va esattamente incontro ai suoi interessi. Tanto più che i soci di minoranza si riducono a un esiguo 20% di Edison: a Delmi, che peraltro ha in carico le azioni a 1,5 euro e a cui Edf offre un'opzione «put» a tre anni a un prezzo di fair value, non ha alcun interesse ad aderire, potendo vendere in futuro a prezzi, si spera, più alti. Rimangono Romain Zaleski, che detiene un 10%, e piccoli investitori con un altro 10%. Ma anche per costoro un'Opa a 0,84 euro sarebbe assolutamente «out-of-the-money». Le chance che una simile offerta vada deserta è alta.

A2A e Iren al lavoro

Mentre si apre un nuovo fronte per Edison, proseguono le trattative per l'accordo Edf-Delmi. I patti parasociali di Edison, che sono scaduti il 31 ottobre, sono stati prorogati fino al 4 novembre (con un'estensione a tutto il mese) per dare il tempo di definire i dettagli dell'intesa. Lunedì il consiglio di gestione di A2A ha dato un primo sì alla bozza. Oggi, in ossequio alla governance duale dell'azienda, sarà la volta del consiglio di sorveglianza, presieduto da Graziano Tarantini.

 

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Torna l’incubo della crescita sotto zero, con l’Europa che teme di impiantarsi nuovamente nel qu...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Il chief executive officer uscente di Ubs, il ticinese Sergio Ermotti, saluta la banca con cifre del...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Le quotazioni di Borsa di Mediobanca a ottobre si sono attestate a 6,88 euro di media con scambi gio...

Oggi sulla stampa