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Londra vuole una nuova banca

di Leonardo Maisano

Un nuovo gruppo bancario di medie dimensioni targato Virgin o Tesco ha sempre più probabilità di emergere dalle rovine del credit crunch. Per volontà europea, per scelta britannica e più semplicemente perché a Londra, quello del banking, nonostante tutto, continua ad essere un mercato che fa gola.

Il governo di David Cameron ha accolto la proposta della Commissione indipendente favorevole a dividere le attività retail da quelle di investimento e quindi a promuovere la nascita di entità bancarie di medie dimensioni e diversificate. Cresce la percezione che il governo sia favorevole all'individuazione di un unico compratore per Northern Rock, oggi controllata dal Tesoro e messa ufficialmente in vendita, e per le 600 agenzie che Lloyds Group deve collocare per rispondere alle richieste di Bruxelles. La fusione con Hbos e gli aiuti pubblici avevano infatti indotto la Commissione europea a imporre alla maggiore banca retail del Paese una decisa riduzione delle filiali. Su 2800, come detto, 600 dovranno essere liquidate: tutta Cheltenham & Gloucester, Lloyds in Scozia e altre attività selezionate sul territorio inglese. E potrebbe non bastare. Lloyds ha già chiesto alla Commissione indipendente di chiarire la propria posizione dopo il suggerimento dato nell'interim report di aprile. In quell'occasione sir John Vickers aveva lasciato intendere che 600 agenzie meno potevano bastare a Bruxelles, ma non a Londra decisa a vedere ulteriormente ridotta la posizione dominante del gruppo. E' possibile, quindi, che qualche altro centinaio di "luci" del gruppo debbano spegnersi.

Ipotesi che rafforza l'idea dell'imminente emergere di una nuova realtà bancaria di dimensioni signficative come Virgin Money di Richard Branson ha sempre ambito essere. Il gruppo ha confermato ufficialmente il proprio interesse per Northern Rock e ha lasciato intendere di guardare con interesse agli effetti che avrà la contrazione di Lloyds. Virgin deve fare i conti con un concorrente certo e altri due potenziali aspiranti. Il più pronto a farsi sotto è un altro debuttante, o quasi, nei servizi finanziari: il supermercato Tesco, terzo gruppo al mondo nella grande distribuzione da anni impegnato in una crescente diversificazione.

In gara è scesa con grande determinazione anche una società nata solo scorso anno e con la sola ambizione di costruire un nuovo polo bancario. Si tratta di Nbnk, il veicolo guidato da Lord Levene che dal 2010 raccoglie investitori per muovere su Northern Rock e da lì sviluppare iniziative nel mondo del credito. Si tratta di vedere se Nbnk avrà la capacità finanziaria di far fronte a un investimento globale che potrebbe aggirarsi attorno a 4 miliardi di sterline per acquistare gli asset di Lloyds e la banca di Newcastle. Discorso analogo vale per il quarto concorrente, National Australia Bank, da sempre in prima linea per assicurarsi beni che arrivano dalla dissoluzione del vecchio regime bancario britannico. La corsa a quattro è cominciata, il favorito è sempre Virgin Money, ma più passano i giorni più cresce in molti la voglia di mettere fin d'ora un piede nella City che verrà.

 

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