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Londra, via alla riforma delle banche

La vita si fa più difficile per le banche britanniche: con il via libera della Camera dei Lord è finito l’iter parlamentare del Banking Bill, la legge di riforma bancaria che mira a prevenire un’altra crisi finanziaria e ridare credibilità a un settore scosso dagli scandali. La legge entrerà in vigore questa settimana, appena superata la formalità della firma da parte della Regina.
Le nuove regole prevedono la separazione forzata tra le attività retail e quelle di investment banking per prevenire un eventuale «contagio». Il cosiddetto ringfencing – due consigli di amministrazione diversi sotto l’ombrello della stessa banca – è stato studiato per proteggere imprese e risparmiatori. In caso di fallimento di una banca entra in vigore anche la responsabilità penale dei dirigenti, che potranno in teoria finire in carcere se ritenuti colpevoli di «gestione spericolata». L’obiettivo è eliminare la certezza di impunità che in passato ha portato alcuni dirigenti a prendere decisioni ad alto rischio che hanno portato la banca sull’orlo del fallimento e costretto il Tesoro a costose operazioni di salvataggio. Per incoraggiare comportamenti responsabili e un’ottica di lungo termine, inoltre, la legge introduce l’obbligo di differire o dilazionare il pagamento dei bonus ai banchieri anche per dieci anni.
«Questa è una pietra miliare di grande importanza e segna la fine di un iter durato tre anni, guidato dal Governo, per rendere il sistema bancario britannico più forte e più sicuro, in grado di sostenere l’economia, aiutare le imprese e servire i risparmiatori», ha detto Sajid Javid, il sottosegretario responsabile della legge. Il Governo, che all’inizio temeva che riforme troppo draconiane avrebbero danneggiato lo status di Londra come centro finanziario globale, spinto dall’opinione pubblica ha alla fine accolto la maggioranza delle raccomandazioni della Commissione parlamentare istituita in seguito allo scandalo Libor.
Andrew Tyrie, il presidente della Commissione, si è detto soddisfatto dell’approvazione della legge ma ha avvertito che la sua efficacia dipenderà dalla vigilanza e determinazione delle autorità di regolamentazione, Banca d’Inghilterra compresa. Alcune voci contrarie si sono levate, con gli esperti legali che avvertono che il ringfencing tra attività retail e di investment banking sarà molto complesso da realizzare in pratica, mentre l’introduzione della responsabilità penale scoraggerà molti banchieri validi dall’accettare cariche dirigenziali.
Il mese scorso il cancelliere George Osborne ha chiesto alla Banca d’Inghilterra di decidere se ha bisogno di nuovi poteri per controllare le attività rischiose delle banche e intervenire se necessario. Londra per ora non ha seguito la «Volcker rule» degli Stati Uniti mettendo al bando il proprietary trading, gli investimenti per conto proprio effettuati dalle banche, ma si riserva di farlo in futuro. La legge rappresenta quindi l’inizio, non la fine, del processo di riforma del settore bancario.

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