Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Londra «trema» sui cambi manipolati

L’indagine è preliminare, ma se sarà formalizzata in un preciso atto d’accusa lo scandalo Libor potrebbe impallidire sepolto sotto una montagna di valute aggiustate. Parliamo di tassi di cambio mondiali, un mercato da 4,7 mila miliardi di dollari, il più vasto e meno regolato, su cui la Financial conduct authority, nuovo watchdog della City di Londra, dovrà far chiarezza.
L’autorità britannica ha confermato lo scoop di Bloomberg, primi a svelare il caso, solo nelle linee generali. Fca s’è rifiutata di fornire dettagli, limitandosi a precisare per bocca di un portavoce di essere «al corrente delle accuse e di aver avviato colloqui con le parti coinvolte». Quali non si sa. Il mercato forex è popolato da centinaia di comparse, ma da solo quattro grandi attori: Deutsche Bank, Citigroup, Barclays e Ubs che da soli muovono il cinquanta per cento del business secondo la valutazione di Euromoney. Se sia il tedesco o l’americano, l’inglese o lo svizzero ad aver taroccato i tassi o se l’abbiano fatto tutti insieme appassionatamente, non si sa. Né, a dir la verità, si sa se siano stati davvero taroccati. Infine nemmeno è chiaro se sia davvero possibile farlo con efficacia.
La notizia esce dalle confessioni di cinque traders che interpellati da Bloomberg hanno dichiarato che ci sono stati casi di manipolazione dei tassi con l’obiettivo di aggiustare l’indicatore WM\Reuters riferimento dei cambi. Il meccanismo del fixing nel forex è su ordini reali a differenza del Libor che indica i tassi del mercato interbancario calcolandoli su valori presunti, immaginati dalle banche stesse. La manipolazione è quindi più complessa, ma non impossibile. Deve maturare in finestre temporali quotidiane precise quando gli scambi divengono indicatori del benchmark. Secondo la denuncia, molti traders concentrano gli ordini dei clienti in sessanta secondi di tempo per dirottare i corsi di cambio sotto la spinta di alti volumi nel modo a loro più favorevole. Due operatori hanno dichiarato di agire così condividendo informazioni con brokers e con altri dealer contattati con la messaggistica istantanea per allineare le operazioni.
Va precisato che gli asset managers tipicamente chiedono alle banche di operare sul forex a un fixing temporale preciso, spesso alle 4 del pomeriggio. I traders hanno così il tempo – fra quando ricevono l’ordine e l’orario indicato per l’operazione dal cliente – per aggiustare le proprie posizioni e cercare di muovere il benchmark. Non tutti sono convinti che azioni del genere possano davvero influenzare un mercato tanto vasto e tanto competitivo, ma James Mc Geehan fondatore di FX Transparency è stato secco: «Quello dei cambi non è un mercato, è il West più selvaggio».
Senza regole, non c’è dubbio, ma anche difficile da regolamentare. Secondo molti giuristi, infatti, sarà difficile stabilire le eventuali responsabilità. Toccherà alla neonata Financial conduct authority già fortemente impegnata sul fronte del Libor, scandagliare il caso ed evidenziarne le eventuali irregolarità. Il presidente dell’authority, Martin Wheatley, è l’uomo che ha firmato il documento di riforma del meccanismo di fixing del tasso interbancario londinese indicando nuove guidelines. Ieri la British banking association ha annunciato di volerne adottare alcune con decorrenza primo luglio. Le indicazioni sui tassi forniti da ogni singola banca – il Libor rate è formulato dalla media – non saranno, pertanto, pubblicate per tre mesi mentre sarà sospesa la diffusione «same day» del tasso euro-libor settimanale e mensile, considerati di fatto inutili mentre continuerà come ora il fixing del tasso euro-libor «spot». La Bba ha comunque precisato che tutte le indicazioni individuali delle banche saranno rese immediatamente disponibili alla Financial conduct authority.
Le mosse dei banchieri britannici vanno nella direzione sollecitata dai regolatori, ma per restaurare piena credibilità al Libor ci vorrà ben altro, anche se da oggi la lente delle autorità è puntata su quello che potrebbe essere il nuovo fronte della finanza «malata», fatto di dollari e sterline, euro e yen scambiati allegramente. Troppo allegramente.

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Ai due estremi ci sono Generali e Unicredit: promossa a pieni voti la prima (almeno dagli investitor...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

La pace con Vivendi in Piazza Affari vale 35 milioni di capitalizzazione. Dopo una fiammata in avvio...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

er la prima volta da molti anni un rialzo dei tassi d’interesse si affaccia negli scenari della po...

Oggi sulla stampa