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Londra, stretta sulle banche

Da proposta a legge, da minaccia a realtà: via libera in Gran Bretagna alla stretta sul settore bancario. Il cancelliere britannico George Osborne ieri si è ufficialmente schierato a favore di una riforma che prevede anche il carcere per i banchieri che compromettono la stabilità dei loro istituti. Per la prima volta, i comportamenti a rischio diventeranno reati penali passibili di pene detentive. Stangata in vista anche per i bonus, con pagamenti che potranno essere dilazionati anche per dieci anni e la minaccia di confisca dei premi già incassati in caso di crisi della banca.
«Il Governo è deciso ad alzare il livello del settore per creare un sistema bancario più forte e più stabile, – ha detto Osborne in un comunicato ufficiale. – La riforma è il prossimo passo nel progetto del Governo di far passare l’intero settore dalla crisi alla ripresa e di fare in modo che le banche britanniche rispettino le regole e siano in grado di sostenere le imprese e trainare la crescita economica. «Dove è necessario – ha assicurato il cancelliere – verrano introdotte modifiche al Banking Reform Bill», il disegno di legge che i deputati hanno discusso proprio ieri in Parlamento.
Osborne ha accolto gran parte delle proposte della Commissione parlamentare istituita dal Governo nel luglio 2012 per studiare una riforma del settore bancario dopo lo scandalo Libor. Il mese scorso, dopo avere interrogato centinaia di esperti e protagonisti del mondo finanziario, la Commissione interparlamentare aveva pubblicato un rapporto di 571 pagine con ben 114 proposte su come prevenire altri scandali imponendo al settore bancario maggiore trasparenza e regole più severe.
I due cardini del rapporto sono l’eliminazione della certezza di impunità che in passato ha favorito comportamenti a rischio e decisioni disastrose, e della “carota” di bonus elevati che ha incoraggiato un’ottica di breve termine. Oltre ad accogliere queste due richieste, Osborne si è anche impegnato a cooperare con gli enti di regolamentazione del settore finanziario per introdurre un codice etico che tutti i banchieri dovranno rispettare, per rafforzare la corporate governance e per invertire l’onere della prova, considerando i dirigenti di banca automaticamente responsabili di violazioni delle regole compiute nel loro settore.
Il cancelliere non ha però accolto in toto le proposte del rapporto: ha respinto l’idea di porre ulteriori limiti all’indebitamento delle banche, dichiarando che la “leverage ratio” resterà il coefficiente del 3% stabilito dalla Bri di Basilea e in vigore a livello internazionale, invece di essere aumentato al 4% come chiesto dalla Commissione.
Osborne ha anche detto un secco no alla proposta di abolire Uk Financial Investments, la società di stato che gestisce le quote del Tesoro di Royal Bank of Scotland (Rbs) e Lloyds Tsb. Secondo la Commissione porterebbe il Governo a interferire nel settore bancario, mentre secondo il cancelliere «è piena di professionisti di altissimo calibro che fanno un ottimo lavoro». Il cancelliere si è in compenso impegnato a studiare l’ipotesi di dividere Rbs in due, creando una “bad bank” con i crediti inesigibili e gli asset a rischio e una “good bank” da privatizzare il prima possibile.
Il Tesoro ieri ha anche annunciato misure per promuovere la concorrenza nel settore bancario, come ad esempio l’introduzione a partire da settembre di un servizio rapido di sette giorni per cambiare banca e trasferire il conto corrente. «Se vogliamo riportare in carreggiata la nostra economia – ha detto ieri Vince Cable, ministro del Business – dobbiamo prima riportare in carreggiata il settore bancario. Creare nuovi poteri per mandare in galera banchieri che sono irresponsabili con i soldi altrui e introdurre piú concorrenza nel settore è un buon inizio».

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