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Londra contro i segreti di WhatsApp «Inaccettabile coprire gli estremisti»

Il killer di Westminster ha mandato un messaggio a qualcuno via WhatsApp tre minuti prima di lanciarsi con l’auto sulla folla. Ma il contenuto di quella comunicazione potrebbe restare segreto per sempre: perché le conversazioni che passano sulla popolare app di messaggistica online sono criptate, soltanto il mittente o il destinatario possono leggerle.

Ora il governo di Londra chiede a WhatsApp, che è di proprietà di Facebook, di poter avere accesso a quel messaggio. E giovedì la ministra dell’Interno Amber Rudd ha convocato i dirigenti delle grandi aziende della Rete per chiedere loro di «smettere di lasciar usare i social media da parte degli estremisti». La ministra ha spiegato che è «completamente inaccettabile» che WhatsApp consenta ai terroristi di «comunicare in segreto», senza che le forze di sicurezza abbiano la possibilità di intercettare i loro messaggi.

L’azienda sostiene che neppure i suoi tecnici sono in grado di accedere alle comunicazione criptate. Ma il governo britannico sta addirittura considerando il varo di una legge per obbligare i giganti di Internet a contrastare l’estremismo.

Amber Rudd ha spiegato alla Bbc che «dobbiamo avere una situazione in cui i nostri servizi di sicurezza devono aver accesso alle comunicazioni dei terroristi. Non ci dovrebbe essere nessun posto in cui nascondersi. Dobbiamo assicurarci che organizzazioni come WhatsApp non forniscano un posto segreto ai terroristi. Non possono cavarsela dicendo “siamo una situazione differente”. Non lo sono».

Il problema è che già il governo di David Cameron, nel 2015, aveva tentato di mettere fine ai messaggi criptati tipo quelli di WhatsApp. Ma l’idea era stata abbandonata per la forte opposizione non solo delle aziende tecnologiche ma anche dell’ala «libertaria» del partito conservatore. E uno dei critici più accesi era stato David Davis, che ora siede nel governo a fianco di Amber Rudd come ministro per la Brexit.

Le obiezioni riguardavano non solo la protezione della privacy, ma anche le possibili conseguenze per l’industria finanziaria, in particolare l’ e-commerce e l’ online banking . «Una porta d’accesso è una porta d’accesso per chiunque», aveva spiegato Tim Cook, capo di Apple. In pratica, sostengono le aziende, non è possibile aprire una «breccia» solo per gli agenti di sicurezza: qualunque hacker potrebbe infilarsi dentro.

È probabile quindi che anche la nuova iniziativa della ministra dell’Interno possa scontrarsi con l’opposizione di chi teme ricadute negative sull’industria digitale britannica, già scossa dalla Brexit.

Luigi Ippolito

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